Covid-19: Guido Rasi contro la quarta dose di vaccino

© AP Photo / Luca Bruno Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali EMA
 Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali EMA - Sputnik Italia, 1920, 17.01.2022
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Guido Rasi sottolinea che ora serve un cambio di strategia, dicendo basta alle campagne vaccinali e ad una ipotetica quarta dose. Piuttosto forme di protezione spray, o vaccini che possano riconoscere proteine "più stabili" del virus.
Esprime parere contrario in merito all'eventualità di una quarta dose il consulente del commissario per l'emergenza Guido Rasi, come riportato da Adnkronos:

"Non ha senso mantenere il sistema immunitario continuamente attivato (...) Abbiamo una memoria che ci aiuta anche quando gli anticorpi calano. Forse non sarà in grado di evitare l'infezione, ma la malattia grave sì".

Rasi, ex direttore esecutivo dell'Ema (l''agenzia europea di controllo sui farmaci), vanta un curriculum che lo vede inoltre a capo nel 2005 dell'Istituto di Neurobiologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche e numerose collaborazioni con istituzioni universitarie italiane e straniere.
L'immunologo motiva le sue dichiarazioni innanzitutto perché la terza dose sta dando buona risposta per la protezione delle persone dall'infezione, anche nei confronti dell'ormai diffusa variante Omicron. Poi aggiunge il fatto che l'ipotetica quarta dose "ci pone più domande che risposte", dicendo che la consiglierebbe in casi particolari, quali pazienti immunodepressi, oncologici, e a chi si sottopone alla dialisi e che vede di conseguenza un rapido calo della difesa immunitaria.
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Riguardo poi al fatto se si debbano studiare o meno nuovi vaccini per la variante Omicron, o che non si debbano o meno modificare quelli esistenti, l'immunologo riferisce come citato da Adnkronos:
"I vaccini attuali, se somministrati in tre dosi, restano efficaci contro Omicron. È giusto al momento usare quelli".
A motivazione non tanto la difficoltà di creare nuovi vaccini, quanto il distribuirli e il supporto logistico necessario.
Finisce il suo intervento dicendo che "serve una risposta più strutturata", al posto di ulteriori campagne vaccinali:

"Piuttosto vaccini spray che producano un'immunità nelle mucose dell'apparato respiratorio, per esempio. O che siano facili da prendere, ad esempio per via orale come avviene con la polio. Oppure vaccini che riconoscano altre proteine del virus, più stabili della spike che muta rapidamente".

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