Arrivano le nuove regole per le auto con targa straniera: multe ai "furbetti"

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Auto al semaforo - Sputnik Italia, 1920, 17.01.2022
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Con l’introduzione di un articolo 93-bis viene rivisto il sistema delle multe, che scatteranno anche se chi guida risiede all'estero.
Il boom della circolazione di auto con targa straniera in Italia c’è stato nel 2011. Sempre più proprietari per scampare al bollo e alla tassa di iscrizione al Pra, ma anche alla notifica delle multe e al “redditometro”, hanno iniziato ad usare l’escamotage della targa estera.
Non solo auto costose, di solito appannaggio degli italiani, ma anche vecchie utilitarie che i proprietari, magari stranieri, preferiscono mantenere con la targa del Paese d’origine per essere irrintracciabili.
Lo scorso 21 dicembre, con un emendamento alla Legge europea 2019-2020, la stretta sulle targhe straniere entrata in vigore nel 2018 è stata rivista con l’introduzione di un articolo 93-bis.
Tre anni fa, infatti, con il Dl 113, come ricorda il Sole24Ore, l’articolo 93 del Codice della Strada era stato modificato con il divieto di guidare veicoli immatricolati all’estero per chi risiede in Italia da sessanta giorni, a meno che non sia stato stipulato un contratto di noleggio o di leasing con operatori dell’Ue che non abbiano una sede di riferimento in Italia.
Fanno eccezione anche i dipendenti di aziende straniere (con sede nel territorio dell’Unione) che concedano un veicolo in comodato.
In tutti gli altri casi la sanzione consiste in una multa da 711 euro e nella confisca del mezzo, contro la quale si può ricorrere provvedendo ad immatricolare il veicolo in Italia entro sei mesi.
Con l’articolo 93-bis arrivano diversi correttivi: innanzitutto si allunga il tempo concesso al proprietario per adeguarsi, non più due mesi ma tre. Inoltre, vengono allargate le esenzioni ai mezzi con targa di San Marino e rivisto il sistema delle multe, che scatteranno anche se chi guida risiede all’estero.
Secondo le nuove regole chi viene beccato a circolare con targa straniera oltre il periodo limite deve immediatamente procedere alla registrazione. In questo modo il mezzo sarà soggetto alle leggi italiane e quindi le multe potranno essere notificate a chi dispone nel mezzo nel nostro Paese.
Il problema è che la nuova immatricolazione può essere evitata riportando il veicolo all’estero e quindi sarebbe difficile recuperare l’evasione relativa al bollo e all’iscrizione al Pra.
Proprio sul nodo della reimmatricolazione in Italia, inoltre, era intervenuta la Corte europea obiettando come l’obbligo di reimmatricolare il veicolo nel nostro Paese potrebbe essere interpretato come una forzatura rispetto alle normative comunitarie che tutelano il movimento di capitali all’interno del territorio dell’Unione, che includono anche “l’uso temporaneo di veicoli in un altro Stato Ue”.
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