Sardegna, rifiutano di visitarla in pronto soccorso perché non ha il tampone: donna abortisce

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Pronto soccorso - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
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L'episodio è avvenuto a Sassari. La donna si era presentata all'accettazione del pronto soccorso munita di certificazioni attestanti le avvenute due somministrazioni del vaccino anti-Covid-19, ma le hanno chiesto il tampone molecolare. Respinta dall'ospedale.
Incinta da oltre le 5 settimane, una donna del sassarese su consiglio del medico si è presentata all'accettazione del pronto soccorso cittadino per alcune perdite e dolori, ma all'arrivo in ospedale le hanno chiesto se avesse effettuato il tampone molecolare. Una volta stabilito che la donna ne era sprovvista però, sebbene la donna avesse con sé il super green pass, e riferisse di essersi già prenotata per la terza dose, non vi è stata possibilità di essere visitata: respinta, ha abortito nel parcheggio della struttura.
L'azienda intanto ha fatto sapere che verrà avviata una indagine interna sull'accaduto, come riporta Adnkronos:
"La direzione strategica ha richiesto alle strutture aziendali di riferimento l’avvio di un audit interno con tutti i soggetti interessati perché si possa fare chiarezza su quanto sia effettivamente avvenuto. Siamo dispiaciuti per quanto accaduto alla signora".
Il compagno della donna ha detto che alla coppia era stato detto di tornare lunedì con il tampone effettuato, mentre era stato consigliato alla stessa di "prendere una tachipirina".
L'uomo ha poi dato così sfogo alla rabbia per l'assurdo episodio, come riporta ancora Adnkronos:
"Vogliamo far sentire il nostro dolore, è una cosa indegna, non capisco cosa avrei dovuto fare. E se avesse avuto il Covid cosa avrebbero fatto, non l'avrebbero visitata? Chi ti da l'onnipotenza di decidere se mio figlio deve morire perché non abbiamo un molecolare? Non si lasciano morire delle persone nei parcheggi dell'ospedale, mia moglie è stata lasciata andare con dolori atroci (...) è gravissimo".
La coppia si è rivolta ad un legale, che ha dichiarato: "I miei assistiti non sono interessati ai denari. Ma qui c'è stata un'assurda incompetenza, e deve essere accertata dalla magistratura".
La donna interessata dell'assurda vicenda, ha espresso così il proprio rammarico per la perdita avuta, come riporta il quotidiano locale L'Unione Sarda:

"Io ho perso il bambino e quei minuti sono stati terribili. Sarà difficile dimenticarli. Ora sono in cura da uno psicologo per superare questi momenti. Vorrei però che tutti sappiano che io credo fortemente nella medicina. Ho fatto due vaccini anti Covid e aspetto il terzo. Ma ciò che mi è successo è inaudito e non deve più accadere. So che ci sono tanti medici e infermieri in gamba, che fanno il loro dovere e sono sotto pressione. Nel mio caso però è mancata un minimo di umanità. Per cui, assieme a mio marito, vogliamo chiarezza e guardare anche avanti. Cercheremo con grande amore un altro bambino. La vita continua".

Il marito della donna ha poi ringraziato quanti hanno espresso messaggi di vicinanza alla coppia, riferendo che cercheranno di avere un altro bambino. "Un nostro messaggio di speranza per un mondo migliore", ha detto lo stesso.
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