"L'Italia è vicina al picco". Ecco quando potrebbe finire l'ondata secondo l'Oms

© Foto : Evgeny UtkinLe persone a Milano durante la pandemia del coronavirus, Italia
Le persone a Milano durante la pandemia del coronavirus, Italia - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
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Il direttore generale dell'Oms per l'Europa, Hans Kluge, intervistato da Lucia Annunziata prevede che entro due o tre settimane l'Italia raggiungerà il picco dei casi: "Poi la curva inizierà a scendere".
“A Malta e nel Regno Unito il picco è stato raggiunto e i numeri sono in discesa. In Italia e in altri paesi ci stiamo avvicinando moltissimo al picco, entro due o tre settimane sarà raggiunto e poi comincerà a scendere”. Sono previsioni tutto sommato ottimistiche quelle del direttore europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge.
A fine dicembre su Twitter, l’esperto aveva annunciato che i contagi, con la variante Omicron, sarebbero arrivati a quota otto milioni al giorno in Europa e Asia Centrale. Oggi, ospite a Mezz’ora in più, il programma condotto da Lucia Annunziata su Rai Tre, si sbilancia e annuncia che "probabilmente il picco dell'ondata Omicron terminerà prima di quanto previsto”.
Sicuramente, mette però in chiaro Kluge, saranno davvero pochi quelli che riusciranno a sfuggire al contagio. La nuova mutazione del virus, afferma, è “più mite”, ma allo stesso tempo “molto più contagiosa”. E avverte: "40 paesi su 53 prima o poi avranno un elevato stress in termini di ricoveri e terapie intensive".
In ogni caso, la direzione intrapresa porta verso un’immunità collettiva che potrà essere raggiunta “con il vaccino o con il contagio a causa della veloce trasmissibilità di Omicron”. Per questo, “l'importante è vaccinarsi”. “Le persone vaccinate – ha spiegato ai microfoni della Rai - hanno minori possibilità di sviluppare malattie gravi”.
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L’incognita, quindi, per Kluge, riguarda chi non ha ricevuto neppure una dose di vaccino.
Al momento, però, a prevalere è l’ottimismo. Se qualche settimana fa il capo della sezione europea dell’Oms lanciava l’allarme sul possibile tilt dei sistemi sanitari, oggi i toni sono più distesi.
“L’Italia sta andando nella direzione giusta”, ha poi commentato, elogiando il lavoro del ministro Roberto Speranza. “È importantissimo che le scuole siano l'ultimo luogo a chiudere e il primo ad aprire”, ha detto, invocando “leadership politica e responsabilità civile”.
Su Twitter, Kluge insiste sulla necessità di andare avanti con i cinque “stabilizzatori” della pandemia contro le varianti Omicron e Delta del Covid. In cima alla lista ci sono i vaccini, ciclo primario e booster, seguiti dall’incremento dell’uso delle mascherine, della ventilazione negli spazi chiusi e dell’uso dei nuovi protocolli clinici di trattamento del virus.
Sulla quarta dose, invece, è più cauto. “Presto – ha detto - avremo una conferma”. Gli occhi, in particolare, sono puntati sui dati che arrivano da Israele.

La frenata di Omicron

Intanto, in alcune regioni, come la Toscana, l’indice Rt è già in discesa. Una discesa che, con Omicron, diffusa all’89,2 per cento nella regione, sembra essere veloce come è stata la salita.
Tanto che secondo Roberto Battiston, professore di fisica dell’Università di Trento, intervistato da Repubblica, “in circa una settimana si dovrebbe avvicinare al valore 1”.
“Il numero di infetti giornalieri – ha spiegato - non sta più esplodendo come dopo Natale, ma è anzi in calo, e le persone stanno uscendo via via dall'isolamento".
Nelle prossime settimane, quindi, secondo l’esperto i guariti saranno di più rispetto ai nuovi casi e si arriverà ad una situazione “simile a quella che avevamo prima di Natale".
C’è però l’incognita rappresentata dalla variante Delta che, ha avvertito Battiston, “potrebbe trovarsi ancora ai livelli di Natale o essere persino cresciuta”, mettendo in pericolo la salute di chi non si è ancora vaccinato.
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