La crisi del turismo colpisce gravemente Roma: si rischia un'ondata di licenziamenti

© Foto : fornita dall’Ufficio Stampa di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma
Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
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Approfondimento
A Roma il settore turistico è in piena emergenza. In gioco ci sono aziende che hanno fatto la storia della capitale d'Italia e il destino di migliaia di famiglie.
Nel cuore della città eterna chiudono i prestigiosi hotel Majestic, in Via Veneto, e Sheraton, in Viale del Pattinaggio. Purtroppo, non c’è dubbio che presto toccherà anche ad altri hotel romani.
Secondo le stime dall'ente bilaterale Turismo, a fronte della pesante crisi in atto, nei prossimi mesi a Roma si rischiano 8mila licenziamenti.
È ancora possibile salvare il comparto alberghiero della Capitale o il suo destino è già segnato? Per fare il punto sulla situazione, Sputnik Italia ha raggiunto Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma.
- Presidente Roscioli, i due alberghi-simbolo di Roma, il Majestic e lo Sheraton, hanno avviato il licenziamento collettivo dei dipendenti. Cosa c’è dietro questa decisione dolorosa? È tutta colpa della pandemia e della mancanza dei turisti? Come mai la situazione è andata fuori controllo?
- Due anni contrassegnati dall’esplosione della pandemia hanno messo in ginocchio l’intero settore dell’ospitalità italiana, ma, in modo particolare, hanno affossato il sistema alberghiero delle città d’arte.
Roma ha storicamente una percentuale di flussi legata al turismo straniero pari a oltre il 70%: basterebbe questo dato per rendere l’idea di cosa sia successo ai bilanci delle nostre aziende dopo 24 mesi di sostanziale blocco dei viaggi.
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Per ciò che riguarda i licenziamenti, la goccia che ha fatto traboccare un vaso purtroppo ormai colmo è stato il mancato rinnovo dal 1° gennaio 2022 della Cassa Integrazione Covid: come andavamo predicendo da molto tempo, il sistema è definitivamente andato in cortocircuito. Non esistendo sufficienti fondi di cassa – tanto più nei casi di strutture chiuse da mesi, che a Roma sono ben 350 su 1.250 – senza adeguate misure di sostegno sta diventando impossibile per moltissimi di noi mantenere al proprio posto i nostri collaboratori.
- 210 persone sono rimaste senza lavoro. In questo contesto pandemico, a Suo avviso, riusciranno a trovare un'altra occupazione nel settore turistico?
- Per quanto riguarda gli alberghi, ritengo sia purtroppo estremamente difficile, attualmente, trovare lavoro in un hotel romano, quando l'occupazione media delle strutture cittadine non raggiunge il 20%. Finora lo sforzo è stato quello di mantenere “in vita” in ogni modo i contratti di lavoro già in essere dei nostri dipendenti, ma potevamo usufruire di uno strumento decisivo come la cassa integrazione, che sfortunatamente ci è appena stato tolto.
- Secondo i giornali, i licenziamenti dell'hotel Sheraton potrebbero essere solo i primi di una lunga serie, e il prossimo sarà l'hotel Cicerone. Si rischia davvero un'ondata di licenziamenti? Cosa dicono i vostri calcoli? Saranno colpiti solo gli alberghi di lusso o nessuno è protetto?
- Senza ammortizzatori sociali si rischia esattamente questo: un’ondata di licenziamenti. Che non riguarda solo gli hotel di lusso, ma tutti gli alberghi, di qualsiasi categoria, che non hanno più fondi per far fronte alla situazione.
Per evitarla, è necessario che le Istituzioni ci aiutino almeno ad arrivare all’auspicabile ripresa, che potrebbe partire dalla prossima primavera/estate: non solo con la cassa integrazione, ma anche con il credito d’imposta sugli affitti, l’esonero dal pagamento dell’IMU e la moratoria sui mutui. A rischiare, oggi, non sono solo i lavoratori, ma le aziende stesse, che non hanno più modo di onorare gli obblighi assunti con i creditori, si tratti dello Stato, dei proprietari delle strutture in affitto o del sistema bancario.
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- Quindi, Roma è destinata a diventare l'epicentro del cataclisma… Cosa si potrebbe fare, a livello di Associazione, per risolvere questo problema e far sentire il vostro grido d’allarme?
- Fin dall'inizio della pandemia, il sistema Federalberghi è impegnato in ogni modo e ad ogni livello per far sentire la propria voce.
Per fortuna, a Roma, le Istituzioni territoriali hanno immediatamente compreso la drammaticità del frangente, ed ovviamente, oltre a condividere appieno la grande preoccupazione recentemente espressa dagli Assessori al Turismo e al Lavoro di Roma Capitale, Alessandro Onorato e Claudia Pratelli, noi appoggiamo con forza la loro richiesta di convocare con urgenza un Consiglio Comunale straordinario, alla presenza dei Ministri del Turismo e del Lavoro, per fronteggiare il drammatico evolversi dei risvolti occupazionali della crisi Covid sui nostri alberghi. Siamo pronti a partecipare ad ogni tavolo, come sempre, per far comprendere a chi ci governa le nostre esigenze e quelle dei nostri dipendenti.
- C'è un altro grosso problema, che riguarda la svendita di molti hotel importanti del centro storico. In particolare, in questi giorni, è stato lanciato un allarme da Stefano Donghi, vicepresidente di Confapi Lazio Turismo, secondo il quale almeno il 30% delle storiche strutture del centro sono in vendita a prezzi molto inferiori rispetto al valore e saranno probabilmente svendute a fondi immobiliari stranieri. Avete in mente qualche soluzione per prevenire la svendita?
- Non posso far altro che ripetermi: di fronte a una crisi di flussi turistici – e conseguentemente di fatturati – di questa portata e durata temporale nessuna azienda di nessun settore potrebbe reggere.
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