Dopo tanti scandali, il Libor va in pensione

© flickr.com / Dave SmithLa Banca d'Inghilterra
La Banca d'Inghilterra - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
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Approfondimento
Dal primo gennaio 2022, il London Interbank Offered Rate (Libor), per anni alla base degli scambi di prestiti, è stato sostituito da altri riferimenti (benchmark), che dovrebbero essere più affidabili. Il passaggio vale anche per l’Euribor e per altri benchmark.
Il Libor è stato per 45 anni il principale benchmark di riferimento per le transazioni sul mercato interbancario internazionale, in particolare quello in cui gli istituti bancari si scambiano fondi a brevissimo termine (overnight) e a breve termine. A esso erano collegati tutti i tassi applicati ai prodotti bancari: dal conto corrente ai mutui a tasso variabile, dai prestiti alle carte di credito e ai derivati. Se questo indice saliva, aumentavano anche gli altri tassi d’interesse collegati e viceversa. Ha determinato o influenzato operazioni finanziarie per circa 800.000 miliardi di dollari!
Il Libor era un tasso variabile, calcolato giornalmente dalla British Bankers’ Association sulla media di otto valori forniti da sedici grandi banche. Ci sono diverse scadenze, dall’overnight fino a 12 mesi, in rapporto a differenti valute. A sua volta, l’Euribor, fissato dalle banche, organizzate nella Federazione bancaria europea, forniva il riferimento di base per fissare il prezzo dei mutui, dei prestiti, dei derivati e di altri strumenti finanziari a livello europeo.
Il Libor, però, non sparirà del tutto, ma continuerà a operare fino alla metà del 2023, per circa 230.000 miliardi di dollari di contratti esistenti, fino alla loro maturazione.
Il cambiamento è dovuto a ragioni di trasparenza, di correttezza e di migliore controllo, dopo che il Libor, l’Euribor e gli altri benchmarck sono stati oggetto di manipolazioni, di frodi e di scandali miliardari. Secondo vari resoconti, le manipolazioni venivano fatte almeno a partire dal 1991. Le banche coinvolte avevano fatto “cartello” e, violando l’antitrust, operavano di comune accordo e fornivano valori giornalieri differenti da quelli veri. Dato il grande ammontare di centinaia di migliaia di miliardi di dollari, legati al Libor, bastava un piccolo “ritocco” dei valori, quasi impercettibile, per generare enormi profitti illeciti.
Lo scandalo più grande esplose nell’estate del 2012, quando la Barclays, la seconda banca inglese, ammise le sue colpe e concordò con le autorità britanniche e statunitensi il pagamento di una multa di 453 milioni di dollari. Molte altre anomalie vennero a galla e coinvolsero le principali banche mondiali. L’Ubs svizzera dovette pagare alle autorità di regolamentazione 1,5 miliardi, la Royal Bank of Scotland 612 milioni, la Deutsche Bank 2,5 miliardi.
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Anche la Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic), l’organismo federale USA per la garanzia dei depositi bancari, portò in tribunale ben sedici grandi banche internazionali per aver manipolato il Libor, causando ingenti perdite ad alcuni gruppi finanziari americani.
Le banche coinvolte, processate e sanzionate, comprendevano le americane Jp Morgan, Citigroup, Bank of America; le europee Ubs, Credit Suisse, Deutsche Bank, Société Générale, Hsbc, Barclays e Royal Bank of Scotland e le asiatiche Bank of Tokyo e Mitsubishi.
Simili scandali avvennero anche con l’Euribor. Si certificò che l’inglese Barclays manipolò il tasso d’interesse con la collaborazione di altri quattro istituti bancari, quali la Deutsche Bank, il Crédit Agricole, la Société Générale e l’Hsbc.
Anche la Commissione europea aprì un’indagine nei confronti di tre banche internazionali – Crédit Agricole, Hsbc e JP Morgan – sospettate di avere partecipato nella manipolazione dell’Euribor. Nel 2013, gli organismi di controllo di Bruxelles multarono un gruppo di banche coinvolte per un totale di 1,7 miliardi di euro.
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Inoltre, alla fine del 2014, la Commissione europea multò per 120 milioni di euro la JP Morgan, l'UBS ed il Credit Suisse, per aver creato illecitamente un cartello allo scopo di manipolare il tasso d'interesse del franco svizzero. Nella stessa operazione si alteravano anche i tassi d’interesse sui derivati.
Con il pagamento di una multa, le banche si garantivano che ogni altra accusa e i procedimenti penali fossero chiusi. L’ammissione di colpa e le sanzioni, apparentemente molto alte, erano delle momentanee “scene teatrali”. Alcune “comparse” di seconda fila venivano rimosse dalle banche coinvolte per accontentare l’opinione pubblica. In realtà, per esempio negli Usa, si sarebbe dovuto applicare il corpus legislativo RICO (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act), che sancisce che quando più persone concorrono in un atto criminale, scatta l'accusa di "conspiracy". Lo stesso che viene applicato anche per smantellare le bande della mafia e del crimine organizzato.
Adesso il Libor verrà sostituito da altri benchmark di riferimento, tra cui: il Sofr (Secured overnight financing rate), tasso d'interesse che misura il costo della raccolta di denaro con scadenza a un giorno (overnight) nel mercato "pronti contro termine" dei titoli del Tesoro Usa; il Sonia (Sterling overnight index average), sviluppato dalla Bank of England; il Saron (Swiss average rate overnight), basato su effettivi scambi di mercato in franchi svizzeri.
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Dal primo gennaio il nuovo sistema sarà fondato su un insieme di tassi overnight, ritenuti quasi privi di rischio (acronimo: rfr), perché basati su transazioni effettivamente avvenute su un mercato attivo e liquido il giorno precedente. I nuovi tassi si decideranno sulla base di contratti già chiusi e non su stime, su sondaggi tra le banche coinvolte. Di conseguenza, con il nuovo sistema l’ammontare degli interessi da pagare sarà determinato dalla media dei tassi overnight durante il periodo del contratto e non conosciuto in anticipo, come avveniva prima.
A prima vista, sembra una riforma valida e più trasparente. Si vedrà nel tempo. Dovrà essere accompagnata, però, da un controllo più serrato delle agenzie preposte e da interventi tempestivi di correzione e di forte sanzione, dovesse emergere il primo tentativo di bypassarla. Perché è il caso di ricordare che spesso “fatta la legge, trovato l’inganno”.
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