Creata per la prima volta la mappa 3D più dettagliata dell'universo - Video

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L'Universo - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
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Il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI), uno strumento di ricerca scientifica per studi astronomici di galassie lontane, incaricato di tracciare l'espansione dello spazio e indagare sulla materia oscura, ha creato la mappa 3D più dettagliata dell'universo.
A soli sette mesi dall'inizio della sua missione, DESI è già riuscita a creare un'incredibile immagine 3D della galassia in cui viaggia anche la Terra dopo aver catalogato e mappato più di 7,5 milioni di galassie, con oltre un milione di nuove aggiunte ogni mese.
Quando la scansione sarà completata del tutto nel 2026, si prevede che DESI avrà mappato oltre 35 milioni di galassie, fornendo agli astronomi un'enorme libreria di dati.
L'astrofisico Julien Guy, del Lawrence Berkeley National Laboratory in California, ha spiegato cosa DESI è stato in grado di mappare grazie alle sue 5.000 fibre ottiche, ciascuna controllata individualmente e posizionata da un minuscolo robot.

“Nella distribuzione delle galassie sulla mappa 3D, ci sono enormi ammassi, filamenti e vuoti. Sono le strutture più grandi dell'universo. Ma al loro interno trovi una traccia dell'universo primordiale e la storia della sua espansione da allora”, ha detto.

Queste fibre ottiche, che devono essere posizionate con precisione entro 10 micron - meno della larghezza di un capello umano - e quindi catturano lampi di luce mentre filtrano fino alla Terra dal cosmo, formano una rete che acquisisce immagini dello spettro di colore di milioni di galassie, coprendo più di un terzo dell'intero cielo. Inoltre, le strutture mappate da DESI possono essere decodificate per vedere la formazione iniziale in cui tutto è nato.
L'obiettivo principale di DESI è quello di rivelare di più sulla materia oscura che si pensa costituisca il 70% dell'universo, oltre ad accelerare la sua espansione. Questa energia oscura potrebbe portare le galassie a un'espansione infinita, farle collassare su se stesse o qualcosa di diverso, e i cosmologi sono ansiosi di restringere le opzioni sul tavolo.
Ora astronomi e ricercatori devono aspettare che DESI termini il suo lavoro di mappatura per iniziare a trarre vantaggio dal suo sguardo profondo nello spazio. Tutto questo mentre altre ricerche alimentate da DESI stanno già esplorando se le galassie più piccole abbiano o meno i propri buchi neri come le galassie più grandi.
Gli astronomi sono fiduciosi che DESI possa rilevare “oggetti molto più deboli e molto più rossi” poiché stanno trovando un gran numero di sistemi esotici, inclusi grandi campioni di oggetti rari che non hanno mai studiato in dettaglio prima d’ora.
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