Contingente di pace della CSTO lascerà il Kazakistan entro il 19 gennaio

© Пресс-служба Минобороны РФ / Vai alla galleria fotograficaAereo IL76 MD con a bordo i soldati del contingente CSTO diretto in Kazakistan
Aereo IL76 MD con a bordo i soldati del contingente CSTO diretto in Kazakistan - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
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Il segretario generale della CSTO Stanislav Zas ha affermato che tutte le forze di pace saranno fatte rientrare dal Kazakistan nelle loro basi di stanza entro il 19 gennaio.

"L'intero contingente delle forze di pace sarà ritirato dal territorio del Kazakistan ...Nel giro di una settimana, tutte le unità, tutto il personale verranno ritirati nei punti di dislocazione permanente. E, se le condizioni meteo non disturberanno, secondo il piano del ministero della Difesa russo, si prevede di riportare tutti nelle basi di dispiegamento permanente", ha detto Zas in un'intervista al canale televisivo Belarus 1 trasmessa sabato.

Zas ha osservato che solo i militari del contingente di mantenimento della pace della CSTO sono state inviati in Kazakistan.

"Nella CSTO è stato formato un contingente permanente per il mantenimento della pace. Non tutte le unità che ne fanno parte sono state coinvolte in questa operazione, alcune sono rimaste di riserva."

Secondo il segretario generale, le forze di pace della CSTO in Kazakistan hanno svolto il compito di sorvegliare e difendere le strutture statali strategicamente importanti e le infrastrutture di prima necessità per la vita dei cittadini.

Da Occidente politicizzazione della missione CSTO in Kazakistan

Il segretario generale della CSTO Stanislav Zas ha affermato che c'è politicizzazione nelle valutazioni degli Stati Uniti e dei Paesi occidentali relativamente alle azioni dell'organizzazione in Kazakistan.
"Apparentemente esiste (la politicizzazione - ndr). Sì, ora ci sono relazioni complesse, ad esempio, tra Russia e Stati Uniti ed altri Paesi occidentali, un dialogo complesso, anche una specie di confronto. Certo, le azioni in in cui è coinvolta la Russia ... saranno politicizzate", ha detto Zas in un'intervista al canale televisivo Belarus 1 trasmessa sabato.
Commentando la reazione degli Stati Uniti al dispiegamento delle forze di pace della CSTO in Kazakistan, Zas ha affermato di non conoscere i piani di Washington per il Kazakistan e le ragioni di questa reazione. Rispondendo alla domanda sulla possibile volontà degli Stati Uniti di strappare il Kazakistan alla Russia e ai Paesi post-sovietici, il segretario generale ha affermato che "il Kazakistan è uno Stato indipendente, con una propria politica estera, che costruisce relazioni paritarie con tutti i Paesi, tra cui Russia, Stati Uniti e Cina".
"Mi sembra che queste cose siano invenzioni. Se hanno investito molto in Kazakistan, dovrebbero essere tanto più interessati a garantire stabilità e sicurezza in questo Stato," ha aggiunto.

Proteste e violenze in Kazakistan

Le proteste di massa in Kazakistan sono iniziate nei primi giorni dell'anno: gli abitanti delle città di Zhanaozen e Aktau, nella parte occidentale del Paese, sono scesi in piazza per protestare contro il raddoppio del prezzo del gas liquefatto. Successivamente, le proteste si sono estese ad altre città, tra cui Almaty, l'antica capitale e la più grande città della repubblica: le proteste si sono trasformate in saccheggi, gruppi violenti hanno attaccato i palazzi governativi e depredato le armi della polizia. In risposta, le autorità hanno dichiarato lo stato d'emergenza in tutto il Paese fino al 19 gennaio e hanno avviato un'operazione antiterrorismo. Secondo l'Onu, circa 1.000 persone sono rimaste ferite durante le proteste in Kazakistan. Secondo il ministero degli interni kazako, 16 uomini delle forze di sicurezza sono stati uccisi, oltre 1.300 sono rimasti feriti.
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La mattina del 5 gennaio, il presidente kazako, Kassym-Jomart Tokayev, ha sciolto il governo ed è diventato capo del Consiglio di sicurezza. Alla prima riunione del Consiglio di sicurezza sotto la sua guida, Tokayev ha descritto la situazione in Kazakistan come una minaccia per l'integrità dello Stato e ha affermato di aver chiesto aiuto alla CSTO "per superare la minaccia terroristica". Il Consiglio di sicurezza collettivo della CSTO ha deciso di inviare un contingente di pace in Kazakistan per normalizzare la situazione nel Paese. Il 7 gennaio Tokayev ha rilevato che tutte le richieste dei cittadini, espresse in forme pacifiche, sono state ascoltate.
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