Cambio ai vertici al Comando Logistico dell’Esercito, nuova sfida per il Gen. Figliuolo

© Foto : QuirinaleIl Presidente Sergio Mattarella consegna la Croce di "Cavaliere" dell’Ordine Militare d’Italia al Generale di Divisione Francesco Paolo Figliuolo
Il Presidente Sergio Mattarella consegna la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia al Generale di Divisione Francesco Paolo Figliuolo - Sputnik Italia, 1920, 15.01.2022
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Approfondimento
L’11 gennaio a Roma c’è stato un importante cambio al Comando Logistico dell’Esercito: al Generale Francesco Paolo Figliuolo è subentrato il Generale Maurizio Riccò.
Nel corso della cerimonia, che si è svolta a Roma, presso il Comando dei Supporti Logistici, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino ha espresso gratitudine al Generale Figliuolo e a tutti gli uomini e le donne del Comando Logistico, sottolineando l’esemplare lavoro svolto nel fronteggiare la pandemia. Il ruolo del Comando Logistico è stato importantissimo sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, per gli aspetti relativi all’organizzazione militare del supporto alla sanità pubblica.
Il Generale Figliuolo, che dopo tre anni al vertice del Comando Logistico è stato designato a ricoprire l’incarico di Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze), ha ringraziato sentitamente tutto il personale dell’area logistica dell’Esercito.
Il capo di SME ha augurato buon lavoro al subentrante Generale Riccò.
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Per comprendere pienamente il significato di tale avvicendamento, Sputnik Italia si è rivolta al Generale Francesco Cosimato, artigliere e paracadutista, veterano di numerose missioni all’estero, ora direttore del Centro studi “Sinergie”:
- Gli avvicendamenti delle posizioni di vertice sono un meccanismo ad incastro, che inizia con il raggiungimento dei limiti d’età da parte di un alto dirigente. In questo caso, tutto è iniziato con il pensionamento del Generale Nicolo Falsaperna, fino a poco tempo fa Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, carica di vertice dell’area tecnico amministrativa della Difesa, snodo importante dei rapporti tra Difesa ed Industria.
Al suo posto è stato nominato il Generale Luciano Portolano, già Comandante del COVI che è l’organismo responsabile di tutte le operazioni in corso, sia in Italia, sia all’estero. Tra queste attività ci sono anche le varie operazioni che dall’inizio della pandemia sono state e vengono svolte tutt’ora a supporto dei ministeri impegnati nel fronteggiare il Covid-19, a partire dal ministero della Salute. La posizione di Comandante del COVI non poteva rimanere scoperta ed il Generale Figliuolo era l’Ufficiale sicuramente più titolato a ricoprire l’incarico, stante il lavoro svolto come Comandante Logistico dell’Esercito.
- Vantaggi o svantaggi per il Generale Figliuolo?
- È un nuova sfida per il Generale Figliuolo. La nuova posizione aggiunge un carico di lavoro molto pesante, in quanto il Comandante del COVI si occupa sia delle operazioni in Patria, sia di quelle in corso all’estero.
In ogni caso, ritengo che sia la struttura del COVI che quella del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 abbiano due staff ormai consolidati ed in grado di supportare le decisioni del vertice.
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Quello che forse non è noto alla pubblica opinione è che le Forze Armate italiane sono l’unico elemento che in Italia dispone di uno strumento logistico in grado d’intervenire rapidamente in qualsiasi parte del territorio che sia soggetto ad una situazione d’emergenza. L’Esercito dispone della massa maggiore, in ragione delle sue dimensioni e del suo dislocamento, a tutto ciò si devono aggiungere le infrastrutture portuali ed aeroportuali della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Il Generale Portolano ed il Generale Figliuolo hanno quindi lavorato all’emergenza Covid-19 sin dall’inizio e senza soluzione di continuità.
Ciò che mi sembra grave è che nessuno pare rendersi conto che l’utilizzo di risorse militari per la soluzione di problemi logistici deve essere un fatto transitorio. Mi piacerebbe sapere quando gli altri ministeri, ed in particolare quello della Salute, si doteranno di capacità di risposta autonoma, per ricondurre le attività di contrasto al Covid-19 nell’alveo della normalità. Da quando è stata elaborata la cosiddetta procedura della “tachipirina e vigile attesa”, il ministero della Salute pare aver perso una reale capacità d’incidere sulla situazione in atto.
© Foto : fornita da Francesco CosimatoGenerale Francesco Cosimato
Generale Francesco Cosimato - Sputnik Italia, 1920, 15.01.2022
Generale Francesco Cosimato

Proroga dell’emergenza

- Come può spiegare questa sostituzione al Generale Figliuolo in un momento in cui, in Italia, visto l’aumento dei contagi e dei ricoveri per il Covid-19, lo stato d’emergenza è stato prorogato fino alla fine di marzo 2022?
- Per fortuna, il doppio avvicendamento al vertice del COVI e del COM LOG EI (Comando Logistico dell’Esercito) lascia saldamente nelle mani dei militari tutta la logistica del COVID 19 e tutte le attività del Commissario Straordinario.
Il fatto che si continui a prorogare lo stato d’emergenza non mi pare una cosa positiva, vuol dire che, dopo quasi due anni, la “res publica” italiana non è in grado di rientrare in situazione di normalità. Tutte le emergenze sono transitorie e per loro natura devono trovare risposta in strutture dello Stato che, sin dall’inizio dell’emergenza, vengono preparate per assumerne la gestione normale. Il governo e, più in generale, la pubblica amministrazione in Italia non sembrano avere una cultura organizzativa in grado di fronteggiare le emergenze e di ricondurle ad un regime di gestione normale per la fornitura di servizi ai cittadini. L’emergenza infinita è l’antitesi di ogni buona organizzazione.
- Cosa ne pensa del nuovo incarico al Generale Maurizio Riccò?
- Il Generale Maurizio Riccò è un ufficiale d'artiglieria che proviene dalla specialità paracadutisti, dove ho avuto il piacere d’incontrarlo più di trent’anni fa.
Gli artiglieri, Riccò come Figliuolo, sono ufficiali che sin da subito si confrontano con problemi di natura logistica dettati dalla gestione del complesso strumento artiglieristico, un complesso che non è fatto solo da un tubo di lancio, ma da un sistema articolato di cui si deve conoscere e padroneggiare ogni parte ed ogni aspetto.
Il comando affidato al Generale Riccò è una preziosa risorsa per il Paese, l’esperienza operativa ed organizzativa del suo comando e sua personale sono elementi che mi inducono a ritenere che, nonostante la cronica incapacità delle strutture civili di fare il loro mestiere, almeno i problemi logistici della pandemia possono trovare soluzione nell’ambito delle Forze Armate.

Il lavoro dell’Esercito nella pandemia

- Secondo Lei, come ha lavorato l’Esercito in questo ultimo anno di pandemia?
- L’Esercito e, più in generale, le Forze Armate, svolgono da sempre una funzione di supplenza di funzioni altrui, che, ripeto, dovrebbe essere temporanea e limitata strettamente alla fase emergenziale.
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Fin quando la caserma sarà l’unico posto in Italia in cui si sa “chi è responsabile di cosa”, ritengo che continueremo ad andare avanti così, ma non la considero una cosa positiva.
I militari hanno lavorato bene, velocemente ed ovunque sia stato loro richiesto, il Codice dell’Ordinamento Militare e la cultura operativa ed organizzativa di cui dispongono sono garanzia di successo, ma non si possono impiegare le Forze Armate all’infinito in questioni che nulla hanno a che fare con i compiti affidati dalla legge al Ministero della Difesa.
L’anno scorso qualcuno ipotizzò che la logistica dei vaccini dovesse essere affidata ad Amazon, multinazionale piena di ex militari, io ipotizzo che i ministeri che non svolgono le loro funzioni siano ridotti nelle loro parti disfunzionanti e che la Difesa fornisca i dirigenti necessari a riattare le strutture inefficienti. In buona sostanza, prima di sostituire i militari con Amazon, forse sarebbe meglio sostituire i Direttori Generali dei Ministeri che non funzionano con personale dirigente della Difesa.
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