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Cristanti attacca: “Draghi vuole fare come Johnson, lasciare correre sulla pandemia”

Andrea Crisanti - Sputnik Italia, 1920, 14.01.2022
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Ma, dice l’ordinario di Microbiologia, il premier britannico ci ha messo la faccia. Le Regioni non vogliono conteggiare gli asintomatici per non chiudere e perdere consensi, l’ipocrisia della politica italiana.
Secondo il professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova e all’Imperial College di Londra, Andrea Crisanti, l’Italia è in ritardo nella gestione della pandemia e della variante Omicron: “L’obbligo va fatto per tutti e imporlo in ritardo agli over 50 non impatta sulla dinamica in corso”, “i ristoranti andavano chiusi per tempo” e “si deve ammettere di perseguire l’immunità di gregge con un costo di ricoveri e morti”, dice a La Stampa.
Secondo Crisanti, in questo momento, “Draghi vuole fare come Boris Johnson senza dirlo. E i presidenti di Regione tentano di non finire vittima dello scaricabarile dei contagi, dei ricoveri e dei morti per evitare di chiudere e non perdere consensi”.
Infatti, questa “coda della pandemia sta tirando fuori tutta l’ipocrisia della politica italiana, in cui i problemi si nascondono sotto il tappeto e non si prevengono mai, figurarsi se si affrontano”, e la “verità è che le Regioni stanno facendo di tutto pur di non diventare rosse dopo che il governo non ha chiuso per tempo ristoranti e locali di ritrovo”.
“A questo punto lasciar correre è una strategia comprensibile, ma lo si ammetta chiaramente. Invece il governo fa finta di nulla. Almeno Johnson ci mette la faccia mentre fa correre il virus con un prezzo da pagare di 15mila morti pur di arrivare all’immunità di gregge”.
E in Italia, per il docente, “il prezzo di vite sarà simile”.

Omicron non è meno pericolosa di Delta

Crisanti contesta il metodo Draghi anche sul green pass: “Il concetto veicolato anche dal premier che il certificato garantisca ambienti sicuri non è vero. Ed è un argomento a cui si attaccano i vari no-vax e no-pass”.
E Omicron non deve fare meno paura di Delta, secondo il docente: “Si punta sul fatto che generi meno malattia e che arrivi al picco entro gennaio, ma in realtà alla fine avrà un impatto uguale a Delta, se non peggiore”.
Per questo, “Omicron andava fermata subito”, ma “in Italia si arriva tardi come al solito” e ora “l’unica è aspettare che passi. Anche un lockdown rimanderebbe solo il problema. Meglio arrivare a 300mila contagiati al giorno, far circolare i non vaccinati per contagiarli tutti e puntare all’immunità di gregge”, che “è solo una speranza”.
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