Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Posizioni Russia e NATO inconciliabili, ma il dialogo è ripartito

© Sputnik . Алексей Витвицкий / Vai alla galleria fotograficaIl segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il viceministro degli Esteri russo Jens Stoltenberg
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il viceministro degli Esteri russo Jens Stoltenberg - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
Seguici su
NATO e Russia ad un tavolo dopo più due anni. Il nodo principale dei colloqui: la crisi ucraina. L’Alleanza Atlantica invita la Russia ad astenersi da attività che definisce “aggressive” ai confini con gli alleati, Mosca chiede garanzie sul fatto che la NATO non si allarghi ulteriormente ad Est. Posizioni inconciliabili, ma il dialogo è ripartito.
È altamente improbabile che i colloqui di Ginevra fra Occidente e Russia portino ad una soluzione nella crisi ucraina, ma il percorso diplomatico si è rimesso in moto dopo quasi tre anni di silenzio e peggioramento nelle relazioni. Si è parlato di sicurezza europea, ma l’Europa è stata quasi totalmente esclusa dai colloqui.
NATO e Russia si potranno mai mettere d’accordo? Quali scenari si aprono? Sputnik Italia ha raggiunto, per un’intervista, Aldo Ferrari, storico, esperto di Eurasia, docente all’Università Ca’Foscari di Venezia e direttore delle ricerche su Russia, Caucaso e Asia centrale dell’Ispi.
- Aldo Ferrari, come commenterebbe gli esiti del summit?
- Un summit che si è risolto con un nulla di fatto, sostanzialmente. Vorrei partire da un presupposto. Le posizioni della Russia e di ciò che chiamiamo Occidente sono inconciliabili. Vi sono due punti teorici con un'oggettiva validità. L’Occidente, dal punto di vista del diritto internazionale, ha assolutamente ragione nel dire che ogni stato indipendente ha diritto di entrare in tutte le organizzazioni politiche, economiche e militare che vuole. D’altra parte, la Russia ha assolutamente il diritto di dire ciò che l’Occidente si rifiuta di ammettere: espandere un’alleanza militare strapotente ai confini della Russia costituisce oggettivamente una minaccia alla sicurezza nazionale russa. Vorrei vedere gli Stati Uniti cosa direbbero riguardo la libertà di entrare in qualsiasi associazione, se il Messico decidesse di entrare nella CSTO. Non credo che gli Stati Uniti sarebbero paladini così intransigenti del diritto di ogni stato di entrare nelle associazioni che desidera…
Battello turistico sulla Moscova di fronte al Cremlino - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
Summit NATO-Russia, Mosca avverte: se la situazione peggiora ancora, conseguenze per tutta Europa
- Ci può davvero essere un dialogo proficuo fra la Russia e la NATO?
- La sicurezza nazionale è un dato oggettivo, la percezione della minaccia pure. Noi possiamo dire che i russi non hanno da preoccuparsi per l’estensione della NATO, ma questa è un'affermazione priva di senso storico e priva di contatto con la realtà. Abbiamo quindi due posizioni che né oggi né mai potranno davvero risolvere il contrasto. La cosa positiva è che, dopo due anni, le due parti si siano parlate. Le due parti hanno riallacciato accordi di dialogo franco. È l’inizio di prospettiva di nuova normalità. Non ci può essere un incontro dove tutti i problemi vengano appianati, ma durante i colloqui si possono adottare delle strategie, mettere dei paletti, garantendo una sicurezza che non è ideale, ma funziona. Oggi i limiti vanno ricostituiti, sulla base di una ricerca di un compromesso.
- A cosa porteranno questi dialoghi fra NATO e Russia nella crisi ucraina? Quale compromesso si può trovare a suo avviso?
- Sull’Ucraina e sulla Georgia, i due Paesi ammissibili dal punto di vista della NATO. Secondo me, si è andati troppo avanti per trovare una soluzione soddisfacente per tutte e tre le parti: Russia, Occidente e Ucraina. La soluzione si sarebbe dovuta trovare negli anni 2008-2014; dopo quello che è successo a Maidan e dopo le vicende del Donbass trovare un compromesso soddisfacente credo sia davvero difficile.
Quello che si può trovare in queste prime fasi è un compromesso al ribasso, bisogna ripartire con una calendarizzazione di incontri su vari temi, va alleviata la tensione e servono accordi sulla riduzione delle forze armate e degli armamenti, occorrono da parte occidentale alcuni segni di buona volontà, da parte russa altri segni di buona volontà. Non credo ci possa essere nient’altro. La NATO non ammetterà mai il diritto di veto della Russia e la Russia non può tollerare che gli occidentali continuino a riempire l’Ucraina di armi, anche se l’Ucraina non è ufficialmente membro della NATO. Non c’è una buona soluzione, ce n’è una “meno pessima” delle altre.
NATO USA - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
Per Mosca la Nato deve rinunciare a militarizzazione dei Paesi membri orientali
- L’Europa non le è parsa esclusa dal tavolo delle trattative? Si parlava comunque sia di sicurezza europea…
- Sì, l’Europa è stata esclusa. L’Europa è un soggetto politico debole, privo di politica estera coordinata. All’interno della NATO comandano gli Stati Uniti, forniscono la maggior parte dei mezzi ed è nella logica delle cose che l’Europa venga quasi esclusa del tutto da queste consultazioni. Non so se questo sia poi un male, perché è facile parlare male degli Stati Uniti, lo faccio spesso; è facile parlare male della Russia, faccio anche questo, ma non è che l’Unione Europea sia perfetta nei suoi interventi.
L’Unione europea, nella crisi ucraina, ha una responsabilità gravissima. Nel 2013-2014 non ha mantenuto una posizione equilibrata, laddove si trattava di una contrapposizione interna ucraina, appoggiando invece una delle due parti non ha più una posizione di mediatrice. Non vedo in che modo l’Europa potrebbe portare un contributo positivo, soprattutto perché determinati stati, come la Polonia e i Paesi Baltici, sono un problema grosso per quel che riguarda i rapporti fra l’Europa e la Russia, la loro isteria antirussa è sistemica. Questi quattro paesi influenzano la politica europea. Quindi non sono sicuro che l’esclusione dell’Europa peggiori le trattative.
- Secondo lei, l’Europa dovrebbe concentrarsi sulla sua sicurezza, sganciandosi dagli Stati Uniti, o una sicurezza europea, così come un esercito europeo, sono solo un miraggio?
- Credo che, allo stato attuale, sia un miraggio, l’Unione Europea non è abituata a provvedere alla propria sicurezza, l’ha sempre fatto come il junior partner della NATO. Non vedo la possibilità di un’inversione di tendenza, anzi, pensiamo al caso dell’Italia, che al momento ha probabilmente la leadership più filo atlantica che abbia mai avuto in tutto il dopoguerra.
L’Italia non è più quel paese vicino a Mosca, che si diceva anni fa. Non è un paese diventato ostile, ma non costituisce più un’eccezione, è un paese assolutamente allineato alle direttive di Bruxelles e di Washington, la Germania lo è da anni. Il fronte in Europa di quei paesi che sono critici con la Russia è aumentato. Se anche l’Unione Europea sviluppasse una strategia di sicurezza autonoma non sono così convinto che si avvicinerebbe alla Russia, né che aumenterebbero le possibilità di dialogo. Diversa sarebbe stata la situazione, se dopo gli anni ’90 si fossero usate strategie di difesa comune che includessero la Russia. Dopo l’ingresso, nel 2004, dei paesi come la Polonia nell’Unione Europea, le possibilità sono tramontante, forse per sempre.
Esercitazioni Nato-Ucraina 'Three swords-2021' - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
Nocerino: “L‘allargamento ad est della NATO rappresenta un rischio troppo grande per essere corso”
- Che scenari si aprono davanti a noi?
- Credo che sia meglio avere la mente sgombra da illusioni, il problema in questa maniera rimane cupo. È difficile immaginare una situazione in cui i rapporti fra la Russia e l’Occidente migliorino sostanzialmente. Il mondo sta andando verso una polarizzazione fra Occidente e tutto il resto, sulla base della volontà dell’Occidente. Non credo che la Russia o la Cina desiderino questo, mi sembra che l’Occidente stia levando delle barriere difficilmente superabili, dicendo che è una cosa e loro invece, Russia e Cina, sono un’altra.
Oggi, la dichiarazione di Stoltenberg, secondo cui l’espansione della NATO non è una minaccia per la Russia, perché l’Alleanza esporta la democrazia, è assurda. Se pensiamo che gli Stati Uniti hanno invaso e devastato l’Iraq per esportare la democrazia… Noi europei non ce ne accorgiamo, ma siamo vittime di una autoretorica, non notiamo le assurdità che diciamo. Immagino come in Russia venga percepita questa dichiarazione di Stoltenberg. La situazione non è affatto positiva, l’unica cosa buona è il ritorno al tavolo, la riapertura del dialogo. È un cambiamento importante, rispetto all’inerzia negativa degli anni scorsi, non ci si parlava più e i rapporti peggioravano continuamente. Ciò che ha fatto Putin, dando un ultimatum quasi e ponendo richieste precise agli Stati Uniti, credo abbia rimesso in moto un percorso diplomatico bloccato per anni.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere la posizione della redazione
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала