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I composti di cannabis proteggono dal coronavirus: scienziati americani verso nuova ‘medicina’

© AFP 2021 / Dibyangshu SarkarЛицо индийского садху в клубах дыма
Лицо индийского садху в клубах дыма - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
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Scienziati dell'Università dell'Oregon hanno scoperto che i composti della cannabis sarebbero particolarmente adatti a legarsi con la proteina spike del virus SARS-CoV-2, tristemente nota per provocare il COVID-19, in tutte le sue varianti, ostacolando la diffusione dell’infezione.
I risultati dello studio, per certi versi strabilianti, condotto da Richard van Breemen ricercatore del Global Hemp Innovation Center dell'Oregon State, presso il College of Pharmacy, e del Linus Pauling Institute, in collaborazione con scienziati dell'Oregon Health & Science University, sono stati presentati sul Journal of Natural Products.
Il team di Van Breemen ha scoperto che un paio di acidi cannabinoidi si legano molto bene alla proteina Spike SARS-CoV-2, bloccando il processo d'infezione. Tali composti sono l’acido cannabigerolico, o CBGA, e l’acido cannabidiolico, CBDA. La proteina Spike per altro è lo stesso bersaglio farmacologico utilizzato nei vaccini COVID-19 e per le terapie anticorpali.
“A complemento dei vaccini, sono necessari agenti terapeutici a piccole molecole per trattare o prevenire le infezioni da sindrome respiratoria acuta grave coronavirus-2 (SARS-CoV-2) e le sue varianti, che causano il COVID-19. La spettrometria di massa-selezione di affinità è stata utilizzata per la scoperta di ligandi botanici alla proteina Spike SARS-CoV-2. Gli acidi cannabinoidi della canapa (Cannabis sativa) sono risultati essere allosterici e ligandi ortosterici con affinità micromolare per la proteina Spike. Nei test di neutralizzazione del virus di follow-up, l'acido cannabigerolico e l'acido cannabidiolico hanno impedito l'infezione delle cellule epiteliali umane da parte di uno pseudovirus che esprime la proteina spike SARS-CoV-2 e hanno impedito l'ingresso di SARS-CoV-2 vivo nelle cellule”, si legge nell’abstract dello studio intitolato Cannabinoids Block Cellular Entry of SARS-CoV-2 and the Emerging Variants.
Secondo Van Breemen, quindi, alcuni componenti della cannabis possono prevenire l'infezione da Covid-19, bloccandone l'ingresso nelle cellule.
"Questi acidi cannabinoidi sono abbondanti nella canapa e in molti estratti di canapa", ha dichiarato van Breemen, "non sono sostanze controllate come il Thc, l'ingrediente psicoattivo della marijuana, e hanno un buon profilo di sicurezza negli esseri umani. La nostra ricerca ha anche dimostrato che i composti della cannabis sono ugualmente efficaci contro i diversi ceppi di coronavirus".
Secondo Breemen la combinazione di vaccinazione e trattamento con Cbda/Cbga dovrebbe “creare un ambiente molto più arduo per il SARS-CoV-2".
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