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Economia kazaka, tra i vari partner esteri si conta anche l'Italia

© Sputnik . Vitaly BelousovLa capitale kazaka Nursultan
La capitale kazaka Nursultan - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
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Durante il trentennale governo di Nursultan Nazarbayev, il Kazakistan ha ufficialmente perseguito un approccio multilaterale in materia di politica estera, ma nella pratica si è trovato costretto a destreggiarsi tra le pressioni di Russia e Cina, pur mantenendo buone relazioni con gli Stati Uniti.
Questa politica estera diversificata si riflette anche nei legami economici del Kazakistan, che non rilevano alcun partner chiaramente dominante, ma tra i quali partner si conta anche l’Italia, con la presenza nel paese orientale di progetti partenariali Eni.
"Il Kazakistan è sempre stato un modello di politica estera multilaterale nello spazio post-sovietico. Tutti i paesi dell'Asia centrale sono stati esortati ad apprezzare l’equilibrio che il Kazakistan ha creato fra sé e le grandi potenze, nonché la capacità di essere amico contemporaneamente di Russia, Cina e dei paesi occidentali”, sostiene Temur Umarov, consulente di ricerca al Carnegie Moscow Centre.
In termini di fatturato commerciale bilaterale (esportazioni più importazioni di beni), il principale partner del Kazakistan è da sempre la Russia, secondo quanto riportato dalle statistiche sul commercio estero delle Nazioni Unite.
Nel 2020, l'interscambio tra questi due Paesi è stato pari a 18,2 miliardi di dollari, più del 21% del commercio totale del Kazakistan con il mondo.
L'interscambio del Kazakistan con la Cina è al secondo posto (15,3 miliardi di dollari, ossia il 18%).
La Russia è in testa nel fatturato commerciale, a causa del grande volume di importazioni russe in Kazakistan (13,3 miliardi di dollari nel 2020, 13,8 miliardi di dollari nel periodo tra gennaio e ottobre 2021).
Il Paese compra dalla Russia diversi macchinari destinati all’industria e al consumo delle famiglie, tra cui macchine agricole, caricatori, centrifughe, lavatrici, ecc. (per un importo totale di 1,3 miliardi di dollari nel 2020), combustibile minerale, tra cui coke e prodotti petroliferi (1,1 miliardi di dollari), metalli ferrosi (0,9 miliardi di dollari), veicoli terrestri, tra cui automobili, rivestimenti esterni dei veicoli e ricambi auto (0,9 miliardi di dollari).
In termini di esportazioni kazake, la Cina è un leader stabile dal 2006. Il Kazakistan esporta principalmente petrolio, gas, rame e altri metalli a destinazione industriale. Durante la pandemia, del 2020 le esportazioni del Kazakistan verso la Cina hanno totalizzato 9 miliardi di dollari, il 12,5% in più rispetto al 2019. Nei primi 10 mesi del 2021 (le ultime statistiche kazake), 8,1 miliardi di dollari di merci sono state vendute alla Cina.
Il leader cinese Xi Jinping ha ufficialmente sostenuto gli sforzi del presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev per prevenire una cosiddetta "rivoluzione colorita" (così Xi Jinping è stato citato dai media statali cinesi). La Cina non ha voluto addentrarsi nel fornire alcun giudizio sull’operazione dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva in Kazakistan.
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In termini di prodotti specifici, i fornitori kazaki esportano maggiormente in Cina catodi di rame (1,84 miliardi di dollari nel 2020 e già 1,85 miliardi di dollari nel periodo gennaio-ottobre 2021).
Se a questo aggiungiamo le forniture di minerali e concentrati di rame (1,17 miliardi di dollari nel 2020 e lo stesso importo in dieci mesi dell'anno scorso), le esportazioni del comparto del rame verso la Cina saranno ancora più elevate.
La Cina è il maggior consumatore di rame raffinato, in quanto acquista più della metà di tutto il rame prodotto a livello globale. In particolare, secondo S&P Global Platts, i catodi di rame del Kazakistan rappresentano l'8% delle importazioni totali del prodotto in Cina. Le proteste e i disordini in Kazakistan non hanno influenzato le forniture di rame destinate alla Cina, come riferito da Platts.
Mentre, nel 2019, il gas naturale (fornito attraverso il gasdotto Kazakistan-Cina) era la principale voce di esportazione del Kazakistan verso la Cina, nel 2020 è stato declassato al secondo posto (1,4 miliardi di dollari, o 7,37 miliardi di metri cubi) e, nel periodo gennaio-ottobre 2021, al quarto posto (meno di 1 miliardo di dollari per 5,6 miliardi di metri cubi).
Il prezzo medio del gas esportato dal Kazakistan verso la Cina durante il periodo di riferimento nel 2021 è sceso a circa 1,64 dollari al metro cubo. Si confrontino i valori di 1,91 dollari nel 2020 e 2,11 nel 2019.
Il Kazakistan vende anche piccole quantità di gas all'Ucraina (215 milioni di dollari nel 2020) e alla Svizzera (160 milioni di dollari). Questo gas transita attraverso la Russia o con l’ausilio di Gazprom.
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Altri Paesi acquirenti del Kazakistan

In totale, le forniture di materie prime, soprattutto petrolio, rappresentano più del 63% delle esportazioni totali del Kazakistan (sulla base dei dati 2020-2021). Le esportazioni di lavorati e semi-lavorati nel periodo 2017-2020 si sono stabilmente attestate a 17-18 miliardi di dollari all'anno, secondo le stime della Development Bank of Kazakhstan.
La maggior parte del petrolio kazako è destinata all’Italia (6,5 miliardi di dollari nel 2020), seguita da Paesi Bassi (2,5 miliardi), dall'India (1,8 miliardi) e da altri paesi europei, dalla Grecia alla Spagna (1-1,6 miliardi). In Kazakistan, la compagnia petrolifera italiana Eni è co-operatrice del progetto di sviluppo del Giacimento di petrolio e gas Karachaganak, nonché partner nell'accordo di ripartizione della produzione del giacimento Kashagan.
Una importante voce delle esportazioni di materie prime del Kazakistan è l'uranio naturale, con oltre 1,7 miliardi di dollari in totale per il 2020. Questo è destinato principalmente alla Cina (0,77 miliardi di dollari) e alla Russia (0,44 miliardi di dollari). Le esportazioni verso la Russia sono fornite dalla joint venture russo-kazaka Atomenergoprom (parte del gruppo Rosatom).
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Chi investe nell'economia del Kazakistan?

Storicamente, Cina, Russia e Stati Uniti sono considerati i principali investitori stranieri nell'economia kazaka. Tuttavia, le statistiche ufficiali della Banca Nazionale del Kazakistan, in conformità con gli standard internazionali che riflettono gli investimenti da un paese terzo, che non investe direttamente (ad esempio, l’investimento di una filiale olandese di una holding russa sarà considerato come proveniente dall’Olanda e non dalla Russia), potrebbero mascherare l’origine reale di alcuni investimenti.
Secondo la Banca Nazionale del Kazakistan, a metà del 2021 su 152,8 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri nel Paese, i Paesi Bassi rappresentano la quota maggiore (oltre 60 miliardi di dollari).
Al secondo posto, per investimenti stranieri nell'economia kazaka, ci sono gli Stati Uniti, con 39,5 miliardi di dollari, e questo riflette i grandi investimenti delle compagnie statunitensi nel settore petrolifero e gasiero kazako (Chevron e ExxonMobil possiedono il 75% di Tengizchevroil, il più grande produttore locale di petrolio).
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Ciò che rimane degli investimenti diretti esteri in Kazakistan dalla Russia e dalla Cina è stimato dalla Banca centrale kazaka a soli 4,8 miliardi di dollari e 5,2 miliardi di dollari, rispettivamente. La Banca Eurasiatica per lo Sviluppo (EDB) ha dichiarato, in uno studio di novembre sugli investimenti stranieri nell’Unione economica eurasiatca, che l'attuale investimento accumulato dalla Russia in Kazakistan alla fine del 2020 ha raggiunto gli 11 miliardi di dollari. L'EDB ha nominato Atomenergoprom, Sberbank e Polymetal come le maggiori aziende russe che investono in Kazakistan, menzionando anche il progetto Eurochem per l'estrazione di roccia fosfatica e la produzione di fertilizzanti fosfatici nel bacino Karatau.
Il ruolo finanziario svolto dalla Cina in Kazakistan è molto più rilevante di quanto i dati ufficiali sugli investimenti esteri diretti suggeriscano. Ad esempio, il database AidData mostra che il Kazakistan è uno dei primi 5 destinatari di "finanziamenti ufficiali" provenienti dalle banche statali cinesi e dalle aziende pubbliche cinesi, totalizzando 39 miliardi di dollari nel periodo 2000-2017. Ma i finanziamenti ufficiali sono per lo più prestiti e crediti all'esportazione, piuttosto che partecipazioni azionarie, sottolinea AidData.
A causa degli eventi di gennaio (in particolare l'operazione di pace dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva), il peso della politica estera della Russia in Kazakistan aumenterà sicuramente, poiché il presidente kazako Kassym-Zhomart Tokayev ora deve essenzialmente la sua legittimità alla Russia, sostiene Umarov. Tuttavia, la Russia non ha risorse sufficienti e l’imprenditoria russa non è abbastanza interessata, ad esempio, a "cacciare dal Kazakistan tutte le società americane ed europee, concentrate soprattutto nel comparto petrolifero", sottolinea l'esperto.
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