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Covid Italia, 1 milione di casi in 7 giorni. Costa: "Basta bollettino quotidiano"

© Sputnik . Evgeny UtkinLe persone indossano mascherine protettive a Milano
Le persone indossano mascherine protettive a Milano - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
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Ma la proposta fa discutere la comunità scientifica italiana, tra chi si dice a favore e chi invece solleva dei legittimi dubbi.
Oltre un milione di nuovi casi di contagio da COVID-19 registrati negli ultimi 7 giorni, per un aumento del 57% rispetto all'ultimo rilevamento.
È questa la situazione epidemiologica dell'Italia, che occupa il quarto posto dei paesi più colpiti dalla quarta ondata pandemica, dietro Stati Uniti, Francia e Regno Unito.
Dati che spaventano, certamente, e che spingono a delle riflessioni sulla necessità di continuare a diramare il bollettino quotidiano, almeno nel suo formato attuale.
A lanciare la proposta di abbandonare la comunicazione giornaliera sui nuovi casi di contagio da coronavirus è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite ad Adnkronos Live.

"È opportuno arrivare a un bollettino anche con un approfondimento dei dati, dire con chiarezza quanti sono i positivi vaccinati, quanti i non vaccinati e quante dosi hanno ricevuto. Così si fa operazione di trasparenza, penso che ci siano le condizioni per arrivare a due bollettini Covid a settimana", sono state le sue parole.

Il dibattito della comunità scientifica

Un'ipotesi controversa, che nel corso della giornata ha fatto discutere gli scienziati, scatenando reazioni piuttosto diverse e contrapposte.
Tra i favorevoli all'idea del sottosegretario c'è Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, che a Porta a Porta ha aperto ad una "comunicazione settimanale o più istituzionale e forse anche più diluita''.
Di tutt'altro avviso il virologo Fabrizio Pregliasco, che all'Adnkronos ha riferito che l'eliminazione del bollettino quotidiano in questa fase "sarebbe un segnale di liberi tutti mentre la comunicazione quotidiana ha l'effetto di ricordare la situazione in cui siamo".
Gli fa eco Andrea Crisanti, docente di microbiologia all’Università di Padova, a Non è l'arena su La7.
"Quando uno va in autostrada, guarda il contachilometri per vedere a che velocità va...qui abbiamo un cruscotto della pandemia, uno degli indicatori è il numero dei casi, l'incidenza, l'Rt, il numero delle persone che vanno negli ospedali", ha spiegato.
Sulla stessa linea anche Lucia Bisceglia, presidente dell'Associazione italiana di epidemiologia Aie, che paragona l'eventuale eliminazione del bollettino giornaliero a "rompere il termometro quando abbiamo la febbre".
"Il monitoraggio dei contagi giornaliero è una guida", ha concluso l'esperta.

La diffusione di Omicron

E mentre le discussioni vanno avanti, Omicron continua a galoppare e, secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della Sanità, colpirà almeno il 50% della popolazione europea entro due mesi.
Fondamentali, in questo senso, i vaccini, che gli esperti sono convinti possano ridurre al minimo il rischio di un decorso grave della malattia e quindi di ricovero e decesso.
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