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Cacciari contro Draghi: “Sul Covid dice falsità, ma deve restare al governo”

© AP Photo / Alberto Pellaschiar Massimo Cacciari
Massimo Cacciari - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
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Il filosofo ed ex sindaco di Venezia critica l’obbligo vaccinale e la gestione emergenziale della pandemia: bisogna seguire l’esempio della Spagna. E auspica che per il Colle ci sia un nome di garanzia.
Il professore Massimo Cacciari attacca la strategia del governo Draghi e dello stesso premier per la lotta alla pandemia: prima di tutto dice no all’obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni, ma ha fatto la terza dose perché “rispetta la legge”, poi contesta la gestione della crisi, sempre in via emergenziale, quando invece bisognerebbe passare a una nuova fase, e infine sottolinea la necessità di usare precauzione sui vaccini.
Parlando a La Stampa, il filosofo ed ex sindaco di Venezia, però, sottolinea che anche se il premier Draghi dice falsità sulla pandemia, deve restare a Palazzo Chigi, mentre per il Quirinale serve un nome di garanzia.

Il problema non sono i non vaccinati

Cacciari non usa mezzi termini per commentare una delle affermazioni del presidente del Consiglio rispetto all’andamento dei contagi.
“Non è vero che il problema nasce dai non vaccinati. Il virus circola anche attraverso i vaccinati. Perché negarlo? Perché dire cose non vere? So bene che il vaccino riduce la circolazione, ma non la annulla. Dire il contrario è una falsità”.
Per questo, argomenta l’ex primo cittadino della città lagunare, bisogna uscire dal concetto di emergenza e “affrontare la situazione con più pragmatismo. Come sta facendo la Spagna".
"Imparare a convivere con la malattia sapendo che i suoi effetti sono meno gravi di un anno fa, come dimostrano i dati dei ricoveri in terapia intensiva. Invece si continua con questo atteggiamento emergenziale e dannoso”.

Secondo Cacciari, “il Covid è una grande nuvola che compatta tutti. E che nasconde l’incapacità dei partiti ad affrontare le questioni economiche, a pianificare l’uscita dalla crisi”.

Al Quirinale? Cartabia

Il filosofo parla poi del Quirinale e delle conseguenze sul governo, che dovrebbe restare il più saldo possibile per affrontare le sfide del Pnrr.
“Mi auguro, ma confesso di avere poche speranze, che in vista di questa situazione i partiti escano dal loro torpore e abbiano un’alzata d’ingegno. Che trovino un nome per la presidenza della Repubblica che sia di garanzia in un momento tanto complicato”.
“Penso che Marta Cartabia sarebbe un’ottima soluzione che potrebbe unire le forze”.
Su Draghi, invece, Cacciari ritiene “dovrebbe rimanere dov’è oggi a guidare il governo con un presidente di garanzia com’è oggi Mattarella”.

Non sono contro il vaccino, ma no all’obbligo

Il filosofo torna a parlare degli ultimi provvedimenti decisi nel decreto del 5 gennaio.
“La gente non vuole capire che questa idolatria della terza dose è infondata”.
E rimarca: “Io non sono contro il vaccino. Sono contro questo modo di imporlo, sono contro l’obbligo a chi ha più di 50 anni”.
Il dubbio che si pone Cacciari è se “dopo gli obblighi in più che ci siamo imposti in questi mesi i dati ci mettono sullo stesso piano degli altri questo vuol dire che forse quegli obblighi non erano necessari”.
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