Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

USA e Russia si parlano a Ginevra, ma poche le novità finora

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaIl presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Joe Biden a Ginevra
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Joe Biden a Ginevra - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
Seguici su
Approfondimento
Americani e russi hanno ripreso a parlarsi a Ginevra e questa è senza dubbio una buona notizia.
Non si sono però registrate, finora, novità decisive, come d’altra parte questa rubrica aveva preventivato alcune settimane fa, sulla base delle piattaforme con le quali le due delegazioni si sarebbero presentate all’appuntamento e soprattutto tenendo conto della forte divaricazione di approccio ai temi della sicurezza internazionale che contraddistingue le relazioni russo-americane.
Salvo brevi parentesi, come quelle di Richard Nixon e, più recentemente, di Donald Trump, negli ultimi decenni la politica estera americana è stata sempre fortemente ideologizzata e permeata di valori idealistici, pur celando frequentemente il perseguimento di interessi molto concreti.
Di contro, soprattutto da quando non esiste più l’Unione Sovietica, la prospettiva con la quale da Mosca si guarda al mondo è quella del realismo politico. In Russia hanno piena legittimità concetti che per i liberali americani sono semplicemente un anatema.
Esercitazioni Nato-Ucraina 'Three swords-2021' - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
Nocerino: “L‘allargamento ad est della NATO rappresenta un rischio troppo grande per essere corso”
Non c’è quindi comunanza di linguaggio, circostanza che complica qualsiasi trattativa, dal momento che scambi e rinunce debbono essere compatibili con i principi che almeno gli americani considerano pubblicamente inderogabili.
Si è così osservata la reiterazione di un modello stantio, che però ciascuna parte coinvolta trova, in ogni caso, utile per dare pubblicità ai propri punti di vista e far conoscere le eventuali linee rosse da non oltrepassare.
Ed è proprio sull’impressione reciproca che le due delegazioni si sono fatte delle rispettive posizioni che si misureranno i risultati concreti.
Non ci sono state concessioni, ma l’apprezzamento delle condizioni sul campo e della determinazione di ciascuno a difendere quelli che percepisce come i propri irrinunciabili interessi potrebbe produrre qualche risultato.
Analizzando con attenzione le parole che hanno accompagnato la conclusione degli incontri del 10 gennaio qualcosa si intuisce. L’incontro non è stato inutile e qualche risultato concreto dovrebbe portarlo.
Stando a quanto si è appreso dalla vice Segretario di Stato americana Wendy Sherman dopo i colloqui, gli Stati Uniti sarebbero disposti ad accordarsi su nuove misure costruttive di fiducia con la Federazione Russa. Si tratterebbe di concordare nuovi limiti alle rispettive esercitazioni militari ed accrescere la trasparenza delle comunicazioni tra le parti in materia di sicurezza.
NATO USA - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
Per Mosca la Nato deve rinunciare a militarizzazione dei Paesi membri orientali
È proprio il terreno sul quale si erano appuntate le maggiori speranze. Washington ha altresì confermato di essere interessata a nuovi colloqui sulla limitazione delle armi strategiche e tattiche: termine dietro i quali si nasconde la negoziazione dell’entità futura dei rispettivi arsenali nucleari e dei missili associati, inclusi quelli schierati in Europa.
Ma i problemi non sarebbero stati tutti risolti: il vice-Ministro degli Esteri Sergey Ryabkov ha ammesso, ad esempio, che esistono numerosi dubbi ed interrogativi sui contenuti che dovrà avere l’accordo che rimpiazzerà lo Start.
Quindi, tanto gli americani quanto i russi hanno esplicitato cosa maggiormente li divida. La delegazione statunitense ha affermato che non permetterà ad alcuno Stato di chiudere le porte dell’Alleanza Atlantica ai paesi che vorranno aderirvi, posizione che ha indotto Ryabkov a dichiarare di non vedere, da parte americana, una disponibilità a risolvere in modo consono alle preoccupazioni di Mosca i problemi legati alla sicurezza.

La Russia voleva avere l’assicurazione da parte degli Stati Uniti che Georgia ed Ucraina non sarebbero mai entrati nella Nato e non l’ha ottenuta.

Se persisteranno queste condizioni – in assenza cioè di un accordo complessivo che concerna la determinazione dei confini orientali delle organizzazioni di sicurezza occidentali - è decisamente improbabile che possa essere attuata in tempi brevi alcuna riduzione della presenza militare russa a ridosso dei confini ucraini.
Ryabkov ha peraltro ribadito come non rientri nei progetti della Russia alcun attacco all’Ucraina, mentre l’insistenza della controparte americana sull’imposizione di nuove sanzioni in caso di mosse militari potrebbe anche aver rivelato l’indisponibilità di Washington ad intervenire in difesa di Kiev con propri uomini e mezzi.
Jens Stoltenberg - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
NATO, Stoltenberg spera in colloqui fruttuosi con Mosca, ma avverte di un "attacco russo"
Si attendono adesso ulteriori sviluppi, in dipendenza delle imminenti riunioni del Consiglio Nord Atlantico e del Comitato Permanente dell’Osce, in agenda il 12 ed il 13 gennaio. Soltanto successivamente si capirà esattamente quali prospettive abbia avuto il dialogo intavolato da russi ed americani il 10.
I margini di manovra paiono comunque esigui. Spazi per soluzioni strutturali e di lungo termine non ve ne sono. Se l’Alleanza Atlantica rinuncia a rassicurare i suoi membri più esposti, cesserebbe infatti di esistere. Ed in questo momento, a Washington, è al potere un’amministrazione che non è in alcun modo disponibile a porre in discussione l’attuale struttura del sistema di sicurezza occidentale.
A volte, tuttavia, sono importanti anche i piccoli passi. Lo scorso 22 dicembre, anche per questo motivo, Mario Draghi ha dichiarato che occorre mantenere in “stato di ingaggio” la leadership russa e il presidente Vladimir Putin ha raccolto immediatamente l’assist, rilanciando a sua volta la proposta a riannodare le fila del dialogo.
Vladimir Putin durante la sua Conferenza stampa di fine anno 2021 - Sputnik Italia, 1920, 24.12.2021
L’Italia potrebbe fare da ponte fra Russia e Occidente. Parola di Putin
È successo perché farlo risponde ad una necessità storica dell’Europa, che ha bisogno di pace e stabilità per riprendersi presto dal Covid, e forse anche perché Draghi è molto sensibile alla visione multipolare degli equilibri mondiali che piace a papa Francesco.
E sicuramente incontra il favore di Silvio Berlusconi, l’uomo di Pratica di Mare, che sembrerebbe essersi candidato a succedere a Mattarella, ma che più probabilmente mira a condizionare la scelta della personalità che verrà eletta, cementando attorno a sé un pacchetto di voti che potrebbe rivelarsi decisivo.
Ci si misura sul destino del Donbass, quindi, ma la partita potrebbe riguardare anche l’elezione presidenziale italiana. E forse molto altro.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere la posizione della redazione
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала