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Referendum Cannabis, Magi: "Oltre mezzo milione di firme valide, grande notizia"

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Cannabis  - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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Le 500mila firme sono state raccolte non solo nei Comuni e nelle piazze ma anche grazie a SPID, il sistema di autenticazione digitale dello Stato.
Il 15 febbraio la Corte Costituzionale si pronuncerà su tutti gli 8 referendum, tra cui quello per la cannabis, arrivato oggi alla Consulta dopo il via libera della Cassazione che ha verificato le firme raccolte dal Comitato promotore.
"La campagna di raccolta firme per il referendum sulla legalizzazione della Cannabis, lanciata dall’Associazione Luca Coscioni e alla quale abbiamo dato corpo e sostanza, ha superato le 500.000 firme autenticate e certificate. Questo è ormai un fatto accertato".
Così scrivono in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani. Le firme sono state raccolte anche per via digitale, con lo spid. I radicali ringraziano il deputato Riccardo Magi, Presidente di +Europa e promotore del referendum, per aver aperto in Parlamento la possibilità di sottoscrivere referendum e progetti di legge di iniziativa per mezzo dell’innovazione tecnologica.
Da parte sua, Magi definisce la convocazione della Camera di Consiglio in Corte Costituzionale per l'ammissibilità del Referendum Cannabis una grande notizia che conferma ,la raccolta di oltre mezzo milione di firme valide di cittadini.
"Si tratta per la prima volta di firme esclusivamente digitali grazie alla riforma che abbiamo conquistato con l'emendamento a mia prima firma. Ora al lavoro per difendere il referendum e sostenere le ragioni della sua ammissibilità, continuando a informare e mobilitare i cittadini sul tema", afferma in un comunicato riportato da Ansa.
Magi, inoltre, mette in guardia sul rischio chiusura di tutta la filiera della Cannabis Light, per un nuovo Decreto interministeriale che potrebbe mettere fuorilegge fino a tremila imprese.
"Ma proprio oggi arriva un'altra notizia meno bella. Con il Decreto Interministeriale relativo al nuovo elenco di piante farmaceutiche, il cui testo circolato in queste ore è stato esaminato oggi della Conferenza Stato Regioni, si sta definitivamente condannando alla chiusura tutta la filiera della Cannabis Light. Anziché chiarire per via normativa la possibilità di produrre cannabis a basso contenuto di Thc dando certezza a un intero settore, si giunge al risultato opposto mettendo di fatto fuori legge tremila imprese e a rischio oltre diecimila posti di lavoro", conclude il leader di +Europa appellandosi ai ministri competenti e in particolare al ministro Patuanelli, perché correggano il provvedimento.
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