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Quirinale, Salvini: "No a veti su Berlusconi"

Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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E sulla possibilità di vedere Mario Draghi al Colle, Salvini si auspica che l'ex numero uno della Bce possa rimanere alla guida del governo.
Nessuna formazione politica di centrosinistra potrà porre divieti alla candidatura di Silvio Berlusconi al Colle, qualora il diretto interessato dovesse avanzare la propria candidatura.
Ad affermarlo ieri sera è stato Matteo Salvini, ospite da Bruno Vespa a Porta a Porta:
"Nessuno da sinistra può mettere veti. Berlusconi ha fatto tre volte il presidente del Consiglio, è conosciuto a livello internazionale, nessuno da sinistra può mettere veti a priori, bisogna aspettare che lui dica cosa vuol fare, sciolga le riserve, ha tutto il titolo e il merito di proporsi e il centrodestra sarà unito e compatto", sono state le parole del leader del Carroccio.
Salvini si è quindi tirato fuori da qualsiasi corsa al "toto nomi" per il Colle, confermando però di aver avuto incontri con "tante persone" in maniera riservata.
"Vorrei offrire agli italiani una scelta veloce e rapida, con un centrodestra compatto, che dopo 30 anni ha la possibilità di fare una scelta culturalmente diversa, ma che unisca, sia di alto profilo", ha proseguito.
Лидер правоцентристской коалиции Сильвио Берлускони играет в прятки со СМИ в одной из школ Милана, 2000 год - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
Berlusconi contro l'elezione di Draghi al Quirinale: avremmo elezioni anticipate
Un atteggiamento diverso da quello del Pd, che Salvini accusa di non volersi sedere al tavolo in presenza di candidature di un certo tipo.
"Sbaglia Letta che dice 'se c'è tizio non mi siedo'. Il Pd in passato propose Prodi, elesse Napolitano, Mattarella che hanno svolto egregiamente il loro ruolo. Io penso che altrettanto egregiamente l'area liberale, moderata, sovranista, identitaria, possa esprimere la stessa scelta", ha sottolineato ancora il segretario della Lega.

Sull'ipotesi Draghi al Quirinale

In conclusione, Salvini ha affrontato il vero e proprio elefante nella stanza, ovvero l'ipotesi di poter assistere ad un avvicendamento tra Sergio Mattarella e Mario Draghi al Quirinale.
In questo senso, per l'ex ministro degli Interni non ci sono però dubbi e la permanenza di 'Super Mario' alla guida dell'esecutivo rimane prioritaria.
"Io escludo Draghi dalla corsa? Molti italiani, me compreso, pensano che debba continuare a svolgere un ruolo di garanzia, se togli il tassello più importante di questo governo non so come ne usciamo".
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