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Quirinale, la strategia per il Mattarella bis e il silenzio di Draghi

© Foto : QuirinaleDiscorso di finne anno 2021
Discorso di finne anno 2021 - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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Per chiedere il sacrificio di un secondo mandato al capo dello stato, secondo il centrosinistra, deve farsi avanti Salvini, ma resta l’ostacolo Berlusconi, che conta ancora sui numeri per essere eletto.
La strategia del silenzio è iniziata nella conferenza d'illustrazione del decreto del 5 gennaio. Il premier Mario Draghi non ha più intenzione di rispondere a domande sul suo futuro e sul Quirinale e si è trincerato dietro un secco no alle richieste dei giornalisti.
E mentre l’ex governatore della Bce decide di non dare più risposte su questo tema, a 12 giorni dall’inizio delle votazioni, resta incerta la strada che prenderanno i partiti.
E si fa spazio l’ipotesi di una strategia che possa convincere Sergio Mattarella a restare per un bis alla presidenza della Repubblica.
Il capo dello stato ha fatto smentire a più riprese che ci sia anche una remota possibilità di restare al Colle, ma i partiti non mollano.
Se M5S e Pd hanno fatto trapelare in diverse occasioni, anche attraverso le parole dello stesso Enrico Letta, che il bis sarebbe la soluzione migliore, la vera strategia prevederebbe che la richiesta di un secondo mandato arrivi da Matteo Salvini.
Il leader della Lega dovrebbe così portarsi dietro il centrodestra. Ma resta da superare la candidatura di Silvio Berlusconi, che cerca ancora di recuperare voti.
Fratelli d’Italia è contrario al bis del capo dello stato, ma i suoi 58 parlamentari potrebbero essere ininfluenti.

Il governo dei leader

Salvini, nel frattempo, mette sul piatto un’altra proposta: far restare Draghi a Palazzo Chigi e far entrare i leader di partito nel governo.
“I partiti una volta eletto il presidente della Repubblica dovranno riflettere sul fatto che non valga la pena metterci gli assi di briscola. Tutti, dal primo all’ultimo”.
Ipotesi che collima con la realtà che Berlusconi non abbia i numeri. Posizione di cui sono convinti anche diversi governatori leghisti che però spingono per avere Draghi al Colle: “Mandiamo Draghi. Al governo non rimangono più tanti mesi davanti e il presidente del Consiglio ha dimostrato di saper dialogare con noi”, e quanto a Silvio Berlusconi, “non è che siamo noi a dirlo, non ha i numeri davvero. Ed è escluso che li trovi”, si legge sulle cronache di palazzo sui giornali italiani.
Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
Quirinale, Salvini: "No a veti su Berlusconi"
Ma Berlusconi non scioglie la riserva, come viene chiesto da più parti. E dalla villa sull’Appia a Roma cerca di trovare ancora consensi per la sua elezione dal quarto scrutinio in poi.
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