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Peste suina, primi stop all'export di carni e salumi italiani

© Fotolia / AgnormarkMaiali nel porcile
Maiali nel porcile - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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Confagricoltura chiede interventi tempestivi per proteggere gli allevamenti, evitare qualsiasi speculazione commerciale e misure di ristoro per gli allevamenti colpiti.
E' allarme su carni e salumi Made in Italy per alcuni casi accertati di peste suina africana che hanno spinto alcuni Stati a sospenderne l'importazione. I primi a bloccare sono stati Cina, Giappone, Taiwan e Kuwait, a cui si è poi aggiunta la Svizzera.
A lanciare l'allarme è Confagricoltura che stamattina ha convocato la giunta per fare il punto sui primi focolai scoperti e sulle misure adottate sui mercati e a livello europeo. A rischio c'è un export dal valore di 1,5 miliardi di euro, di cui 500 milioni destinate ai mercati extra Ue.
Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, è necessario agire con "la massima tempestività ed efficacia" nel campo della sorveglianza e delle misure di biosicurezza per mettere in protezione degli allevamenti.

"Dobbiamo in ogni modo contrastare il fenomeno e limitare al massimo i danni, considerato che sono già arrivate le prime sospensioni delle importazioni dall'Italia di carni suine e prodotti derivati", ha affermato.

Un'altra questione, in questa fase fondamentale per gli allevatori, è quella del rigore delle informazioni ai consumatori, necessario per "evitare qualsiasi speculazione commerciale".
Giansanti ha poi fatto sapere che le richieste da presentare al governo e in ambito europeo per salvaguardare le imprese verranno valuta nei prossimi giorni in una convocazione congiuntamente dele Federazioni Nazionali di Prodotto dei settori suinicolo ed avicunicolo.
"Intanto – ha concluso Giansanti – ci siamo già rivolti ad alcuni istituti di credito affinché rivolgano la maggiore attenzione possibile nei confronti degli allevatori in difficoltà".
La peste suina africana (Psa) è una malattia altamente contagiosa che, pur non trasmettendosi all'uomo, provoca ingenti danni sulla filiera. Alcuni casi sono stati scoperti in Liguria e in Piemonte, nell'alessandrino.
Confagricoltura Piemonte ha chiesto alla Regione di aprire un confronto con le organizzazioni agricole per individuare la possibilità di concedere ristori, anche con l'intervento del governo nazionale, alle imprese danneggiate dalle turbative di mercato per l'emergenza peste suina.
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