Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Nucleare, Bregant (Federacciai): "Dibattito ideologizzato, renderebbe transizione meno traumatica"

© Foto : ČEZ, a. s.Unca centrale nucleare nella Repubblica Ceca
Unca centrale nucleare nella Repubblica Ceca - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
Seguici su
Il direttore generale di Federacciai, Flavio Bregant, a Sputnik Italia: "Il nucleare è una delle strade per rendere la transizione verde meno traumatica". E accusa: "Dibattito troppo ideologizzato, in Italia abbiamo una frangia di ecologismo cieco che dice di no a tutto".
Il dibattito sul nucleare, questa volta in versione verde, torna alla ribalta sull’onda della crisi energetica che ha fatto impennare il prezzo dei combustibili fossili. Il prossimo 21 gennaio la Commissione europea si pronuncerà sull’inserimento dell’atomo nella tassonomia delle fonti di energia verde, su cui investire per la transizione che porterà all’azzeramento delle emissioni di Co2 entro il 2050.
Una questione che divide gli Stati membri dell’Unione Europea e la politica nostrana, ma che, spiega a Sputnik Italia Flavio Bregant, direttore generale di Federacciai, la federazione delle imprese siderurgiche italiane, può essere cruciale per la manifattura e le industrie più “energivore”, come quella dell’acciaio.
- Il nucleare può essere davvero un'arma per rendere meno traumatica la transizione ecologica, ad esempio nel vostro settore?
- Per poter rendere la transizione energetica meno traumatica, visto che l’Italia è la prima siderurgia in Europa a produrre acciaio tramite forni elettrici, bisogna trovare un modo per produrre energia elettrica senza emissioni di anidride carbonica. È chiaro che in questo senso il nucleare di ultima generazione è sicuramente una strada da tenere in considerazione. Tra l’altro, anche considerando i costi di investimento e di commissioning, che comunque bisogna calcolare per tutte le tipologie di centrali, anche quelle rinnovabili, è sicuramente una produzione che oggi ha degli aspetti di grossa competitività.
Centrale nucleare di Ascó - Sputnik Italia, 1920, 07.01.2022
Caro gas, agli aumenti in bolletta c'è un limite: ritorno al nucleare in Italia
- In più si tratterebbe di centrali di nuova generazione, che sembrano essere più sicure rispetto al passato. Anche se la maggior parte delle obiezioni che vengono poste sono proprio sul tema della sicurezza…
- Sulla sicurezza delle centrali nucleari si è dibattuto a lungo ed in modo estremamente ideologico. Credo che la sicurezza dipenda dalla stupidità umana: le centrali sono sicure, se poi si fanno delle idiozie, come in Giappone, dove in un paese a rischio tsunami è stata costruita una centrale in riva al mare con a protezione un muretto alto due metri, è chiaro che così la sicurezza viene meno. In Italia abbiamo avuto un dibattito estremamente polarizzato e fazioso, per cui il nucleare è stato abbandonato.
- Anche oggi, secondo lei, se ne discute in questi termini?

- Sicuramente sì, in particolare in Italia abbiamo una frangia di ecologismo cieco che dice di no a tutto, dalle discariche ai parchi eolici e solari, fino alle centrali nucleari appunto. Basti pensare che da vent’anni stiamo cercando di fare un sito per le scorie nucleari medicali e industriali e non ci siamo ancora riusciti.

- Il rialzo dei prezzi dell’energia sta mettendo in difficoltà le imprese italiane, pensa che quella del nucleare possa essere una soluzione anche su questo fronte?
- Per risolvere un problema come questo bisogna avere una visione strategica a breve, medio e lungo periodo, dove il nucleare può essere uno dei tasselli, ma certamente non l’unico e non quello a breve scadenza, sia per le divisioni politiche, sia per i tempi stessi di autorizzazione e attuazione della costruzione di una centrale nucleare, che sono necessariamente abbastanza lunghi. Non dico che si debbano aspettare vent’anni, come per la centrale di Olkiluoto, in Finlandia, ma certamente ne servono non meno di dieci.
Bisogna mettere in campo interventi di diversificazione di approvvigionamento delle fonti, senza criminalizzare le fonti fossili inutilmente o anzitempo.
Russia consegna reattore al cantiere della centrale nucleare di Akkuyu in Turchia - Sputnik Italia, 1920, 03.01.2022
Energia da fusione nucleare pulita: Sole artificiale cinese 5 volte più caldo dell'originale
- Qual è stato l’impatto dell’impennata dei prezzi dell’energia nel vostro settore e quanto rischiano le imprese siderurgiche italiane?
- Quella che stiamo vivendo è una situazione eccezionale, che si è andata ad installare su problemi strutturali, visto che l’Italia pagava già i costi energetici più alti d’Europa. Questo perché siamo fortemente dipendenti dall’importazione di gas ed energia elettrica dall’estero. L’effetto è stato quello di raddoppiare o addirittura triplicare il prezzo dell’energia per le imprese. Questo ha impattato su tutto il settore manifatturiero, dove l’Italia è seconda in Europa solo alla Germania, e ovviamente anche su settori energivori come quello dell’industria siderurgica.

Ci sono aziende che stanno cercando con fatica di dribblare i picchi dei costi delle materie prime, tenendo conto del parco ordini che si è ampliato con la ripresa partita nel 2021 e che vorremmo mantenere. Ovviamente è difficile, perché la nostra manifattura è orientata all’export e questi rincari ci mettono fuori mercato.

- C’è qualcuno che rischia di non farcela a sostenere una situazione di questo tipo?
- Io spero che riescano a resistere tutti, ma c’è qualcuno che è davvero al limite. Imprese che stanno producendo senza margini, se non in perdita.

In queste condizioni, si può andare avanti per un po’ di tempo, ma non per sempre, quindi è oltremodo urgente che il governo italiano e la Commissione europea mettano in campo delle misure contingenti per superare l’emergenza, oltre a prendere provvedimenti strutturali per risolverla nel lungo termine.

- A questo proposito, nella conferenza stampa di lunedì scorso, il premier Mario Draghi ha detto che la soluzione al problema degli approvvigionamenti energetici non può che essere europea, ad esempio con stoccaggi e acquisti comuni, cosa ne pensa?
- Queste purtroppo sono soluzioni che esistono sulla carta, ma che nella realtà sono poco praticabili, per via dello scetticismo di alcuni Stati membri, soprattutto quelli del Nord Europa. Io credo che la soluzione europea debba necessariamente passare per una grossa revisione della politica estera e commerciale dell’Unione.

L’Europa è fortemente dipendente dall’importazione di gas russo. È chiaro che finché ci sarà questa dipendenza non si può pensare di fare giochi geopolitici complessi. Non è pensabile avere un gasdotto pronto, il Nord Stream-2, e non farlo funzionare. Non è possibile che la Germania, attraverso lo schermo della burocrazia, blocchi l’entrata in funzione di un gasdotto operativo che serve tutta l’Europa.

La centrale nucleare di Chooz nelle Ardenne Francesi - Sputnik Italia, 1920, 01.01.2022
Bruxelles vuole attribuire lo status "verde" all'energia nucleare
Bisogna intervenire fortemente in questo senso, anche perché gli obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione dell’UE possono essere raggiunti solo gradualmente e attraverso i combustibili fossili come il gas. Per questo, dobbiamo pensare ad usare i gasdotti che ci sono, quelli nuovi, e a mettere a punto una politica energetica che oggi l’Europa palesemente non ha.
- Quindi bisognerebbe essere più pragmatici?
- Una volta si chiamava Realpolitik: bisogna mettere in atto una politica energetica che abbia una visione strategica, ma soprattutto fare i conti con la realtà e, ancora una volta, essere meno ideologizzati.
- Quali sono i principali ostacoli alla transizione ecologica?
- Quelli di carattere tecnologico e normativo. Ci troveremo a dover installare tecnologie nuove che rappresentano un cambiamento sostanziale per l’industria siderurgica e presuppongono innovazione, sperimentazione e investimenti importanti. Dall’altro lato ci sono degli aspetti autorizzativi complessi che si devono superare.
- Nel frattempo, quali sono le misure messe in campo per ridurre le emissioni di Co2?
- L’industria siderurgica italiana è quella che ha la più bassa percentuale di emissioni di anidride carbonica in Europa, principalmente per via del mix produttivo, composto per l’80 per cento da forni elettrici e per il 20 per cento da ciclo integrale, quello di Taranto per intenderci. In Europa queste percentuali sono praticamente invertite. Abbiamo lavorato molto in questa direzione e le misure di incentivazione europee dovrebbero premiare chi, come noi, ha già fatto molti passi avanti in questo senso.
Il quartiere generale dell'ENI a Milano - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
Eni corre sul nucleare green: raccolti 1,6 miliardi per il progetto di fusione magnetica
- L’Europa punta anche sull’idrogeno verde per la riduzione dei gas serra, a che punto siamo con queste tecnologie?
- L’idrogeno è stato un po’ mitizzato. È sicuramente un vettore energetico importante da questo punto di vista, ma bisogna produrlo, autorizzando degli impianti di produzione, possibilmente con le energie rinnovabili e in un primo momento attraverso il gas metano. Potrà avere un grande ruolo nella decarbonizzazione dell’industria siderurgica e ci sono delle sperimentazioni in corso per verificare quanto si possa utilizzare già oggi negli impianti esistenti, sia per il trasporto del gas, sia per i forni di riscaldo, che oggi funzionano a metano.
- Quali sono gli interventi che dovrebbero avere la priorità per lo sviluppo verde dell’industria siderurgica italiana?
- L’Italia oggi non ha un piano siderurgico. In Germania, che è il nostro principale concorrente in Europa, governo e industria hanno messo a punto un programma che partirà a breve. Noi lo stiamo chiedendo da parecchio tempo, ma oltre qualche intervento, pur necessario e doveroso, previsto su Taranto, di fatto nel Pnrr non c’è nulla che riguarda la siderurgia.

Lo scorso autunno abbiamo segnalato una serie di interventi con i relativi costi ai ministri competenti, ma purtroppo su questo aspetto siamo un po’ in ritardo. E il rischio, senza un piano articolato e con una visione ampia, è quello di essere sorpassati.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала