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Il Quebéc tassa i no-vax: "Pesano sul sistema sanitario"

© REUTERS / DANISH SIDDIQUIMalati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India
Malati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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Il premier ha dichiarato ai giornalisti che i non vaccinati rappresentano un onere finanziario per tutti. Occupano la metà dei posti letto in rianimazione, ma sono il 10% della popolazione.
"No-vax, pay tax" (no-vax paga le tasse): il Quebéc pensa ad una tassa per gli adulti non vaccinati. Lo ha annunciato martedì in conferenza stampa il premier François Legault.

"Stiamo lavorando ad un contributo sanitario per tutti gli adulti che si rifiutano di vaccinarsi", perché costituiscono "un onere finanziario" per l'intera collettività, ha dichiarato.

Il Quebéq, la seconda regione più popolosa del Canada e sta affrontando l'ondata di contagi dovuta ad Omicron. I non vaccinati rappresentano il 10% dei residenti e il 50% dei ricoverati in unità di terapia intensiva.
Ed è da qui che arriva la proposta di far pagare un contributo sanitario agli adulti che hanno rifiutato di vaccinarsi: il 90% della popolazione non può pagare per questa scelta, ha sottolineato il premier.
Lagault chiarisce che chi è esonerato per ragioni mediche dal vaccino non dovrà pagare la tassa, il cui importo non sarà inferiore ai 100 dollari canadesi, un valore che corrisponde approssimativamente 70 euro.
L'idea del contributo sanitario è destinata a scatenare un dibattito sui diritti individuali e la responsabilità sociale. La mossa appare rara e controversa e non è detto che riesca a superare una sfida giudiziaria.
"Dipenderà dai dettagli", ha detto Carolyn Ells, professoressa di medicina e scienze della salute della McGill University, riporta Reuters. La Ells ha aggiunto di essere sorpresa per il passo così "drammatico" che il governo sta compiendo adesso, quando rimangono opzioni come l'ulteriore espansione dei mandati sui vaccini.
Molti Paesi hanno disposto sia restrizioni che sanzioni per i no-vax. L'Italia ha introdotto l'obbligo vaccinale per i 50+, a cui corrisponde il pagamento di una sanzione di 100 euro per chi persiste a rifiutare il vaccino. L'Austria ha introdotto, nel mese di dicembre, il lockdown selettivo e, successivamente, una sanzione di 600 euro ogni tre mesi, per un totale di 2.400 euro, per i no-vax recidivi. Simili provvedimenti sono stati adottati anche in Grecia.
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