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Il grasso non è poi così male per il diabete, in certe condizioni - scienziati svizzeri

© Depositphotos / KruchenkovaMisuratore della glicemia
Misuratore della glicemia - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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Alcuni scienziati svizzeri hanno scoperto che, in determinate condizioni, i grassi aiutano le cellule beta del pancreas a mantenere normali livelli di zucchero nel sangue, rallentando così lo sviluppo del diabete di tipo 2.
Negli anni '70 era emerso il concetto di lipotossicità, il quale afferma che l'esposizione delle cellule beta al grasso ne provoca la distruzione. Pertanto, i nutrizionisti raccomandano spesso che i pazienti con diabete di tipo 2 riducano al minimo i cibi grassi. Tuttavia, un recente studio condotto da scienziati dell'Università di Ginevra e pubblicato su di una rivista specializzata, ha dimostrato che le cellule beta, produttrici di insulina, nel pancreas hanno meno probabilità di soffrire di zucchero in eccesso, se sono state precedentemente esposte proprio al grasso.
Secondo le statistiche, il diabete di tipo 2 colpisce una persona su dieci nel mondo. I principali fattori che contribuiscono a questa malattia, che consiste nella compromissione del funzionamento delle cellule pancreatiche e conseguente riduzione dell’efficacia della regolazione della glicemia, sono principalmente stile di vita sedentario e assunzione di cibi ipercalorici.
Il diabete di tipo 2 si verifica a causa della disfunzione delle cellule beta del pancreas, responsabili della secrezione di insulina. Ciò interrompe la regolazione dei livelli di zucchero nel sangue e può portare a gravi complicazioni a carico di cuore, occhi e reni.
Il nuovo studio, pur andando in parte in controtendenza rispetto ad alcune nozioni note, non dimostra che il grasso sia in senso assoluto un ‘bene’ per il diabete, in quanto quando in eccesso è sicuramente deleterio, ma in determinate quantità, limitate e gestite dall’organismo, non solo non è un male, ma aiuta il metabolismo.

"Per rispondere a questa domanda chiave, sui pericoli dei grassi, abbiamo studiato come le cellule beta nell'uomo e nei topi si adattino agli zuccheri e ai grassi in eccesso", si legge in un comunicato dell'università di Ginevra, che cita le parole del leader della ricerca, il professore del Dipartimento di Fisiologia cellulare e metabolismo Pierre Maechler.

Per distinguere tra gli effetti del grasso e dello zucchero, gli scienziati hanno esposto le cellule beta allo zucchero in eccesso, al grasso e quindi a una combinazione dei due. La tossicità dello zucchero è stata subito confermata. Gli autori hanno dimostrato che le cellule beta esposte a livelli elevati di zucchero, in realtà, rilasciano molta meno insulina del normale. I grassi, invece, hanno permesso alle cellule beta di adattarsi allo zucchero in eccesso.

"Quando le cellule sono esposte sia a troppo zucchero che a troppo grasso, accumulano grasso in goccioline in previsione di tempi meno prosperi." spiega la prima autrice dell'articolo, Lucie Oberhauser, ricercatrice presso il Dipartimento di fisiologia e metabolismo cellulare della Facoltà di medicina. "Sorprendentemente, abbiamo dimostrato che questo deposito di grasso non peggiora la situazione, al contrario consente di riportare la secrezione di insulina a livelli quasi normali".

Con un'analisi più approfondita, gli scienziati hanno scoperto che le goccioline di grasso nelle cellule non sono serbatoi statici, ma i luoghi in cui avviene il ciclo dinamico di accumulo e mobilizzazione del grasso. Le molecole di grasso, rilasciate in determinate fasi di questo ciclo, aiutano le cellule beta ad adattarsi allo zucchero in eccesso, che consente a quest'ultimo di produrre una secrezione di insulina quasi normale.
Resta inteso che per evitare lo sviluppo del diabete è importante mantenere questo ciclo in equilibrio, possibilmente attraverso una regolare attività fisica, perché sì, affermano gli scienziati, una modesta quantità di grasso agevola il lavoro delle cellule beta, ma una quantità eccessiva lo peggiora decisamente.
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