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Covid, Riccio: "Priorità ai vaccinati nelle terapie intensive"

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaPaziente in terapia intensiva
Paziente in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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In caso di triage, i giovani no-vax prenderebbero il posto in rianimazione degli anziani vaccinati. La provocazione del rianimatore di Piergiorgio Welby per segnalare questa situazione paradossale.
Nei criteri per decidere chi ammettere in terapia intensiva si dovrebbe tener conto della vaccinazione. In altri termini, i vaccinati dovrebbero avere la priorità sui no-vax. Mario Riccio, direttore di terapia intensiva all'ospedale di Cremona, lancia questa provocazione per portare alla luce un paradosso: in codice nero, gli attuali criteri di ammissione in rianimazione danno ai giovani no-vax la precedenza sui pazienti fragili vaccinati.

"Oggi di Covid muore solo chi vuole morire. Molti dei pazienti che curiamo nei nostri reparti sono piuttosto giovani, hanno passato il primo anno di pandemia a negare l'esistenza del Covid e il secondo a rifiutare i vaccini. Accanto a loro c'è una parte di vaccinati che ha un'età molto avanzata e due o tre fattori di rischio importanti. Dare la precedenza a chi ha più chance di farcela vuol dire mettere i no-vax davanti ai vaccinati", spiega in un'intervista a La Repubblica.

Il professor Riccio è stato in prima linea, sin dall'inizio, nella lotta al Covid ed è noto per aver assistito Piergiorgio Welby nella sua scelta di fine vita. Ha raccontato di come, durante la prima ondata, i medici sono stati messi davanti al dilemma etico di decide a chi assegnare i pochi respiratori e chi lasciar morire.
Fortunatamente, spiega, non siamo in questa situazione, ma non bisogna illudersi che "le risorse siano infinite" e gli ospedali iniziano a "scricchiolare". Riccio ricorda le file delle ambulanze a Palermo della scorsa settimana e l'allarme di un codice nero lanciato dai medici di Napoli.
"Vaccinarsi è un dovere etico. A mio parere dovrebbe essere inserito nei criteri di priorità per le cure", afferma, citando le parole del Presidente Mattarella.
Riccio pone un dilemma etico: chi non si vaccina non toglie il posto soltanto agli altri malati di Covid, ma anche ai pazienti oncologici e a chiunque abbia bisogno di cure.
"Chi arriva in terapia intensiva oggi è molto spesso perché lo ha voluto, non vaccinandosi", spiega. Bisogna "aiutare di più chi invece vorrebbe vivere".
Inserire un criterio di questo tipo non costituirebbe una novità, dato che tutte le liste d'attesa seguono regole ben precise.

"Difficilmente un polmone verrà assegnato a un grosso fumatore o un fegato a un etilista. Servirebbero dei criteri anche per il Covid", sottolinea.

Si sofferma poi sul caso di caso di Mauro di Mantova, il radioascoltatore no-vax del programma La Zanzara, morto di Covid alcune settimane fa.
"Se lui ha tristemente scelto di immolarsi per la sua idea, probabilmente ha anche impedito di operarsi a un'altra persona che ne aveva l'urgenza", ha commentato, concludendo: "oggi sarebbe vivo, se solo lo avesse voluto".
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