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Bianchi: “La Dad non è il demonio ma ci sono delle regole precise per applicarla”

© AFP 2021 / Tiziana FabiPatrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione
Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione  - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2022
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Il ministro dell’Istruzione difende la decisione del rientro in presenza dopo le vacanze di Natale e assicura che se il quadro dei contagi peggiorerà, il governo e gli enti locali hanno gli strumenti per rispondere.
Dopo il Quirinale, il rientro a scuola in presenza è stato senza dubbio uno dei temi caldi delle ultime settimane. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha difeso e difende la linea del governo per il ritorno senza Dad generalizzata, con regole precise per attivarla e protocolli individuati nel decreto del 5 gennaio.
“Per ora i problemi riscontrati sono gestibili e siamo attrezzati per affrontare un eventuale peggioramento del quadro”, dice Bianchi a La Stampa, sottolineando che il principio di base è che “la scuola resta aperta e in presenza, una scelta portante di questo governo”.
Lo scontro, in particolare con alcuni attori della scena politica italiana, tra cui il governatore della Campania Vincenzo De Luca, si è concentrato sulla didattica a distanza. Per Bianchi, “non può essere indiscriminato, ci sono regole precise da seguire”.
La Dad “non è il demonio, ma uno strumento da usare in modo specifico e per un tempo specifico” e “non può essere un provvedimento generalizzato, preso a livello regionale o comunale senza giustificazioni”.
Per il ministro, il decreto del 5 gennaio stabilisce “una linea di marcia chiara: la scuola deve essere aperta e, nel caso, deve essere l’ultima a chiudere”.
Alunni all'ingresso di una scuola, Roma - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
Ministro Bianchi: scuola pronta a ripartire, ma oggi mancherà personale; Dad non sia norma

Pochi supplenti, test lenti e problemi strutturali

Il ministro risponde poi alle altre questioni che hanno causato i dubbi sulla riapertura.
Per quanto riguarda la mancanza di supplenti per sostituire il personale contagiato o in quarantena, Bianchi risponde che “ci possono essere realtà in cui questo problema è concreto, ma un potenziamento dell’organico c’è stato: in legge di bilancio abbiamo stanziato 400 milioni per rinnovare i contratti del personale Covid e, all’inizio dell’anno scolastico, abbiamo assunto con i concorsi 60mila docenti”.
Per quanto riguarda i sistemi di areazione, spesso scarsi nelle aule scolastiche, il ministro ricorda che “abbiamo dato 150 milioni agli enti locali, che sono proprietari degli edifici scolastici, e poi altri 350 milioni direttamente alle scuole. C’è chi ha provveduto e chi no, ma noi non abbiamo la capacità impositiva di dire come usare quei soldi”.

Infine, sulle difficoltà di effettuare un vero screening degli studenti, il ministro aggiunge: “Abbiamo dato 92 milioni alla struttura del generale Figliuolo per fare accordi con le farmacie e offrire tamponi gratuiti ai ragazzi delle scuole secondarie. Le nostre sono risposte precise, le foto con le file davanti alle farmacie in attesa dei test le possiamo fare tutti”.

I vaccini nelle scuole

Adesso, un ulteriore passo avanti nella lotta contro il coronavirus sarà quella di completare e rafforzare la campagna vaccinale nelle fasce scolastiche.
Una possibilità è quella di vaccinare a scuola, come accade in Puglia.
“Vogliamo portare il vaccino il più vicino possibile agli alunni, abbiamo avviato un ragionamento con la struttura commissariale, che ci sta lavorando”.
Ma, per Bianchi, “bisogna tenere conto delle diverse esigenze tra la fascia 12-19 anni, in cui abbiamo il 74% dei ragazzi con la seconda dose e l’85% con la prima, quindi bisogna solo completare le vaccinazioni, e i bambini più piccoli, per i quali la campagna vaccinale è iniziata da meno di un mese e i numeri sono inevitabilmente più bassi”.
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