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Rapina in corso, ma gli agenti giocavano a Pokémon Go: corte conferma il licenziamento

© Foto : PixabayPokemon Go
Pokemon Go - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
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Una corte d'appello della California ha confermato il licenziamento di due agenti di polizia di Los Angeles, che erano stati sorpresi a giocare a Pokémon Go invece di rispondere a una chiamata di rapina nel 2017.
Gli agenti Louis Lozano ed Eric Mitchell, nell’aprile del 2017, erano di pattuglia nell'area di Crenshaw, quartiere nel sud di Los Angeles, quando ricevettero una chiamata per una rapina in corso, a cui tuttavia non risposero.
A rispondere fu piuttosto un capitano della zona, che non chiese rinforzi. L’episodio sarebbe probabilmente passato inosservato, se il loro supervisore di pattuglia, il sergente José Gomez, non avesse voluto contattarli direttamente, dato che quel giorno le richieste d'intervento erano state molte e gli agenti disponibili erano pochi.
Contattati via radio da Gomez, Lozano e Mitchell non hanno risposto. Lo stesso sergente, più tardi, chiese spiegazioni di persona ai due agenti, i quali riferirono di essere intervenuti in un parco dove c’era musica ad alto volume e quindi di non aver sentito la chiamata.
Il racconto dei due agenti, per quanto potesse essere verosimile, deve tuttavia non aver affatto convinto il zelante sergente, che alla fine è andato a controllare il video registrato dell’auto della pattuglia. Ed è lì che sono cominciati i guai seri per i due agenti, ora ex.
"Vaffanc*lo", avrebbe detto Lozano, invece di rispondere alla chiamata, che, evidentemente, aveva sentito benissimo.
Le immagini successive mostravano come i due fossero impegnati a cercare nientemeno che uno Snorlax, un personaggio immaginario proiettato dal gioco Pokémon Go, che al tempo andava molto di voga.
Gli agenti alla commissione di inchiesta fornirono successivamente una pittoresca serie di giustificazioni, incluso il fatto che il capitano che aveva risposto alla rapina non aveva richiesto rinforzi. Tuttavia, i funzionari di polizia hanno comunque accusato gli agenti di più conteggi di cattiva condotta, secondo i registri del tribunale, primo tra tutti il non aver risposto alla chiamata di rapina, in secondo luogo l’aver rilasciato dichiarazioni fuorvianti a supervisori e investigatori e aver giocato a Pokémon Go mentre erano di pattuglia nel loro veicolo della polizia.
Gli agenti si sono dichiarati colpevoli di non aver risposto alla chiamata radiofonica, ma non per gli altri conteggi, sostenendo che stavano giocando a Pokémon Go nel contesto di una non meglio chiarita sorta di ‘supervisione social’.
Risultato: le commissioni disciplinari, che hanno ascoltato i casi contro gli agenti in udienze disciplinari a porte chiuse, si sono pronunciate all'unanimità contro i due, condannandoli al licenziamento.
Tutto ciò è stato impugnato dai due agenti, con gli avvocati che avevano invocato l’uso ingiustificato del video e la violazione dei loro diritti.
Venerdì scorso, tuttavia, è arrivata la conferma della Corte d’appello, che ha ritenuto del tutto giustificato l'uso del video dell'auto da parte del dipartimento e che "sarebbe stato assurdo richiedere agli ufficiali in comando e agli investigatori degli affari interni di ignorare tali prove di cattiva condotta semplicemente perché le immagini erano state catturate senza il loro consenso".
Il tribunale ha anche respinto l'affermazione degli ufficiali, secondo cui i loro diritti sarebbero stati violati quando il loro supervisore li aveva interrogati sulle loro azioni senza rappresentanti legali o del lavoro a disposizione, ritenendo che i due dovessero essere consapevoli del fatto che era stata sollevata una questione di condotta e fosse ovviamente in corso un’indagine interna.
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