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Djokovic, hacker interrompono la diretta dell'udienza con musica ad alto volume e porno

© AFP 2021 / Paul CrockNovak Djokovic
Novak Djokovic - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
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I burloni avevano qualcos'altro in mente lunedì, quando hanno preso di mira e interrotto l’udienza in tribunale con musica ad alto volume e porno. Il serbo Novak Djokovic era collegato a distanza al tribunale, per l'udienza relativa alla cancellazione del suo visto, quando dei pirati informatici hanno interrotto il procedimento legale.
Poco prima dell'inizio della diretta video, gli ignari giornalisti, che hanno cliccato su un link scaduto di Microsoft Teams fornito dal tribunale, sono stati bombardati con del porno invece che con la prevista udienza relativa al visto.
La giornalista australiana Sarah Dankert ha descritto il caos della diretta come un'“esplosione di techno, risatine, grida e qualcuno che ripeteva continuamente Nole con voce sofferente”.
Una volta che il link corrotto è stato sostituito con un nuovo link, giusto in tempo per l'udienza delle 10 del mattino, si è scoperto che questo portava a un sito web che si era bloccato.
Secondo il Times of India, il caos è proseguito quando un membro del pubblico ha fatto accesso alla diretta del processo, annunciando: "Siamo dentro".
Il giudice presiedente Anthony Kelly ha risposto: “Posso chiedere a chiunque sia collegato di mettersi in muto... le uniche persone che dovrebbero essere online con i loro microfoni sono quelle che stanno facendo delle osservazioni alla corte”.
La corte ha incontrato diverse difficoltà tecniche, infatti la maggior parte dei media ha raccolto le proprie informazioni da una ritrasmissione offerta da un podcast di tennis.
Infine, la corte ha fornito un link al suo canale YouTube, giusto in tempo per coloro che volevano ascoltare la sentenza sul caso Novak Djokovic contro il Ministro degli Affari Interni, da cui Djokovic è uscito vincitore.
Djokovic ha di recente conquistato le prime pagine dei giornali, nel tentativo di entrare in Australia con un'esenzione medica per il vaccino COVID-19, così da partecipare agli Australian Open, uno dei quattro grandi slam annuali. Tuttavia, il primo ministro australiano Scott Morrison ha sostenuto che il campione di tennis non aveva i requisiti per entrare nel paese.
Il giocatore serbo è stato tenuto in detenzione presso il Park Hotel di Melbourne. L'hotel è stato criticato dagli attivisti dei diritti umani per aver trattenuto i richiedenti asilo per periodi di tempo indefiniti, a volte anni, e per aver servito ai detenuti cibo che, secondo alcuni rapporti, era ammuffito o pieno di vermi.
Ian Rintoul, un portavoce di Refugee Action Coalition, ha detto: “I vermi erano vivi nel piatto di plastica... La gente si rifiutava di mangiare e chiedeva che fosse portato via”.
Il governo australiano ha considerato Djokovic un rischio per la salute e la sicurezza, poiché non vaccinato, e anche se Djokovic ha vinto la sua causa ed è stato rilasciato dalla detenzione per motivi di immigrazione, il governo australiano lo ha avvertito che il ministro dell'immigrazione può ancora cancellare il suo visto. Pertanto, anche se è ha potuto lasciare il Park Hotel, la sua possibilità di giocare l'Australian Open è ancora in bilico.
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