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Dai locali ai cocktail fai da te: ecco il segreto dietro il boom di Campari

Campari soda
Campari soda - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
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L'azienda che controlla i marchi Aperol, Wild Turkey whiskey e Grand Marnier ha rivoluzionato il marketing con l'arrivo della pandemia. E nel 2021 ha fatto segnare un vero e proprio boom nei ricavi.
È boom di ricavi, nonostante la pandemia, per Campari, la società che controlla i marchi Aperol, Wild Turkey whiskey e Grand Marnier e che produce la celebre bevanda alcolica, ingrediente di cocktail iconici come Spritz e Negroni.
L’azienda della famiglia Garavoglia, come si legge sull’agenzia Agi, nei primi nove mesi del 2021 ha fatto registrare un aumento dei profitti del 56 per cento, rispetto all’anno precedente, e un +27 per cento nelle vendite. Per questo, nello stesso anno, le azioni sono aumentate del 44 per cento.
Così quello di Campari è diventato un vero e proprio caso, che ha attirato anche l’attenzione dei giornalisti del quotidiano britannico Financial Times. È a loro che il ceo dell’azienda, Bob Kunze-Concewitz, ha spiegato la ricetta con cui il gruppo ha superato indenne, e addirittura rafforzato, lo tsunami pandemico.
Il segreto è adattarsi al mercato. "Siamo stati in grado di intercettare il cambiamento di tendenza e di spostare le strategie di vendita e di marketing dai locali tradizionali a quelli non tradizionali, e la nostra catena ha reagito bene", ha spiegato Kunze-Concewitz.
In sostanza, se prima tutto il marketing si concentrava su bar e club, con l’arrivo delle prime chiusure il gruppo ha subito cambiato direzione,con una serie di iniziative per promuovere il consumo del prodotto fra le mura domestiche, ad esempio con il lancio di video lezioni per preparare da soli cocktail a base di Campari.

Così la merce destinata ai locali è stata temporaneamente sostituita da pacchetti per la preparazione fai da te delle miscele, disponibili online per i clienti.

"La gente non sapeva nemmeno cosa va in un Negroni o in uno Spritz, poi è arrivata la pandemia e ha iniziato a cercare le ricette su Google", ha spiegato l’amministratore delegato. E così, grazie al cambio di strategia dell’azienda, molti consumatori hanno continuato ad acquistare i prodotti anche nel periodo in cui bar e ristoranti sono rimasti chiusi, garantendo lo stesso volume di entrate.
Con la campagna vaccinale si sta tornando lentamente alla normalità. Ma ora le incognite arrivano dall’aumento dei costi per le aziende, con l’impennata del prezzo dell’energia, e dell’inflazione, che potrebbe tradursi in un aggravio di spesa per il cliente finale.
Le prospettive a lungo termine, però, secondo il manager del gruppo, restano comunque “ottimistiche”.
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