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Covid, mascherine Ffp2 in chiesa e vaccino obbligatorio per il personale delle facoltà teologiche

© Sputnik . Giorgio Perottino / Vai alla galleria fotograficaDei fedeli in una chiesa a Torino
Dei fedeli in una chiesa a Torino - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
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Dalla segreteria generale della Cei arrivano le nuove raccomandazioni per contrastare la diffusione del virus.
No al green pass per assistere alle celebrazioni, ma in chiesa è “fortemente consigliato” indossare la mascherina Ffp2. E negli atenei cattolici, seminari e Istituti di Scienze Religiose, a partire dal prossimo primo febbraio, quando entrerà in vigore l’obbligo vaccinale per il personale universitario, i docenti saranno tenuti a mostrare la certificazione verde rafforzata.
Sono le nuove disposizioni, emanate dalla segreteria generale dei vescovi italiani, per contrastare la diffusione del Covid. "Purtroppo, la pandemia non accenna a finire e proprio in questi giorni il numero dei contagi continua a salire”, spiega in una nota ripresa dall’Adnkronos la segreteria della Cei.
Per questo, la Conferenza episcopale ha messo a punto una serie di raccomandazioni, a partire dallo svolgimento delle celebrazioni liturgiche. Resta in vigore il protocollo siglato con il governo nel maggio 2020, che ha disposto l’obbligo di indossare le mascherine, di rispettare il distanziamento tra i banchi, evitare la stretta di mano nel momento in cui ci si scambia la pace e l’utilizzo delle acquasantiere.
Ora i vescovi raccomandano anche l’opzione delle mascherine Ffp2, divenuta obbligatoria, ricorda la Cei, per alcune situazioni. La segreteria generale ne consiglia quindi l’utilizzo, non solo a messa, ma anche “per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici".
“Circa le mascherine, il protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o Ffp2, certamente – viene ricordato nella nota - quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni".
prete - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
Nel casertano vescovo di Teano-Calvi vieta ai preti non vaccinati di dare la comunione
“Occorre rispettare accuratamente quanto previsto, - si legge ancora nel comunicato - in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte, sia messo a disposizione il gel igienizzante, siano igienizzate tutte le superfici dopo ogni celebrazione”.

Novità verranno introdotte anche per il catechismo. Chi, dopo essere entrato in contatto con un positivo, viene sottoposto a ‘sorveglianza con testing’ non potrà partecipare alle lezioni, “pur risultando negativo al primo test”.

Sarà riammesso, viene chiarito nella nota, solo dopo “l’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo”.
La nuova ondata pandemica, spiegano infine i vescovi, è “una grande prova per tutti: malati e sofferenti, medici e operatori sanitari, anziani e minori, poveri, famiglie”. “E anche per i sacerdoti, – conclude la segreteria generale della Cei - che, nonostante tutto, sono sempre prossimi al Popolo di Dio; per i catechisti, gli educatori e gli operatori pastorali, veri maestri e testimoni".

L'iniziativa del vescovo di Teano-Calvi

Lunedì aveva fatto discutere l'iniziativa del vescovo della diocesi di Teano-Calvi, in provincia di Caserta, Giacomo Cirulli, che ha firmato un decreto in cui vieta ai sacerdoti non ancora vaccinati contro il Covid di distribuire l'ostia consacrata ai fedeli.
"A causa dell'andamento dell'epidemia da Covid19, che continua a far registrare un numero crescente di casi positivi tra la popolazione, è proibito a sacerdoti, religiosi e laici non vaccinati di dare l'Eucarestia ai fedeli", si legge nel documento firmato dal monsignore.
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