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Covid, Bassetti: "Basta col rapporto giornaliero, siamo gli unici al mondo a farlo"

© Foto : Instagram / matteo.bassetti_officialMatteo Bassetti
Matteo Bassetti - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2022
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Per l'infettivologo, è necessario cambiare il modo di "contare" i numeri del coronavirus, per gestire la pandemia senza diffondere il panico per i contagi.
La modalità di gestione del Covid deve cambiare. Ne è convito il primario di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, che ai microfoni de L'Italia s'è desta su Radio Cusano Campus suggerisce di "finirla" con il bollettino giornaliero.

"Non dice nulla e non serve a nulla se non mettere l’ansia alle persone, siamo rimasti gli unici a fare il rapporto giornaliero", ha affermato.

Secondo l'infettivologo, non si può continuare a considerare malato di Covid chi è ricoverato in ospedale per altre patologie, ma risulta positivo al tampone. Piuttosto, bisogna specificare se i nuovi casi "sono sintomatici, asintomatici, sono ricoverati, stanno a casa". Dire che "abbiamo 250mila persone con tampone positivo", prosegue Bassetti, ci fa fare "solo brutta figura" perché "sembra che vada tutto male e invece non è così", quando nella realtà "altri paesi che hanno molti più contagi di noi" li gestiscono in maniera diversa.

"La cosa importante sarebbe sapere quanta gente entra in ospedale con la polmonite da Covid e quanta gente invece entra in ospedale per altre patologie e ha un tampone positivo. Bisogna capire se la pressione sugli ospedali è da polmonite da Covid oppure se è dovuto all’enorme numero di tamponi che viene fatto. Ci vorrebbe una distinzione molto chiara. Bisognerebbe ascoltare un po’ di più i medici. Oggi questo virus per la maggioranza dei vaccinati dà una forma influenzale. Gli ospedali sono pieni di non vaccinati, che devono vaccinarsi. Nella gestione della pandemia ci vuole un cambio di passo necessario e urgente”, specifica il primario.

Bassetti, dunque, dà ragione al premier Mario Draghi quando afferma che gran parte dei problemi dipendono da chi rifiuta il vaccino.

"È evidente che chi non si vaccina mette a rischio la propria salute e quella del Sistema sanitario. –ha affermato- Oggi chi arriva in ospedale con il Covid segue un percorso che porta via energia e risorse e quindi non vaccinarsi è una scelta che mette a rischio tutta la comunità. Nel mio reparto su 19 ricoverati, 18 sono non vaccinati e l’unico malato aveva un’endocardite e il tampone positivo, quindi non era un malato di Covid”.

Un rapporto diffuso oggi da SkyTg24 mostra che i non vaccinati, pur essendo il 10% della popolazione maggiore di 12 anni, occupano il 65% delle terapie intensive Covid negli ospedali. Nel periodo tra il 19 novembre e il 19 dicembre, i ricoveri per milione di persone tra i non vaccinati sono 1.242, mentre quelli tra i vaccinati con richiamo sono 67. Emerge che i non vaccinati rischiano di finire in ospedale 19 volte in più rispetto a chi ha fatto il vaccino.
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