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Morta la giornalista Silvia Tortora, figlia del noto Enzo

© Foto : Scrivi alla Presidenza della RepubblicaSilvia Tortora ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del conferimento del Premio Saint Vincent per il giornalismo alla memoria del padre, Enzo, 28 settembre 2006.
Silvia Tortora ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del conferimento del Premio Saint Vincent per il giornalismo alla memoria del padre, Enzo, 28 settembre 2006. - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
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Si è spenta all'età di 59 anni la giornalista per la TV e per la stampa Silvia Tortora. Era figlia del noto Enzo Tortora, giornalista ingiustamente accusato ed arrestato negli anni '80 di fare parte della camorra.
Se ne è andata all'età di 59 anni Silvia Tortora. La giornalista, figlia del noto Enzo, è morta in una clinica della Capitale questa notte.
Aveva lavorato a lungo nel mondo del giornalismo italiano, con Giovanni Minoli al noto programma Mixer, poi alla "Storia siamo noi".
Di lei le interviste ed i reportage riguardanti personaggi del calibro di Francesco Totti, Corrado, Mia Martini ed altri.
Ha scritto per il settimanale "Epoca". Per il padre cura il volume "Cara Silvia", una raccolta delle lettere che il padre Enzo inviò a lei e alla sorella Gaia dal carcere in cui era stato imprigionato con l'ingiusta accusa di fare parte di un clan camorristico.
Vincitrice del nastro d'argento con il film di Maurizio Zaccaro, con il titolo di "migliore soggetto cinematografico", con tema sempre l'incredibile vicenda giudiziaria di cui fu vittima il padre, la giornalista aveva deciso presto di calcare le orme del papà, divenendo nel tempo una delle firme del giornalismo più affermate del Paese.
Sulla stessa vicenda giudiziaria del padre la giornalista si era poi dichiarata "delusa dal sistema giudiziario italiano", in occasione del 30esimo anniversario della scomparsa del padre:
"Dal mio punto non è cambiato nulla: sono 30 anni di amarezza e di disgusto. Mi aspettavo una riforma del sistema giudiziario, invece non è accaduto. I processi continuano all'infinito. Anzi in trent'anni c'è stata una esplosione numerica".
Con la sua morte se ne va una delle firme più prestigiose del mondo del giornalismo italiano.
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