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Ministro Bianchi: scuola pronta a ripartire, ma oggi mancherà personale; Dad non sia norma

© AP Photo / Gregorio BorgiaAlunni all'ingresso di una scuola, Roma
Alunni all'ingresso di una scuola, Roma - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
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Il ministro dell'Istruzione Bianchi dichiara la scuola "pronta a ripartire", ma dice che, pandemia a parte, come ogni anno, vi saranno delle assenze tra il personale.
Il ministro dell'Istruzione Bianchi ha espresso con fermezza che la scuola "è pronta a ripartire" questo 10 gennaio, con "regole chiare".
Vi sarebbe però il rischio concreto di assenza da parte del personale. Ma il ministro sottolinea che le assenze sono equiparabili a quelle usuali, che hanno colpito in passato il personale scolastico, anche in epoca pre-pandemia, dovute alle malattie o altre cause, ma che "questa situazione si affronta insieme e con la volontà di tutti".
Questa la nota del ministro dopo le numerose polemiche dei giorni scorsi, quando in tanti avevano invocato un posticipo, chi, come l'Ordine dei Medici, con un recupero a giugno, chi no, mentre De Luca, presidente regione Campania, ha chiuso imperentoriamente i comprensori scolastici fino al 29 gennaio, additando l'enorme quantità di tamponi necessari per permettere a tutti di entrare in aula, e al super lavoro che l'Asl si sarebbe vista costretta ad affrontare, e Luca Zaia che invoca l'intervento sul tema da parte del Comitato Tecnico Scientifico.
In tanti avevano invocato la Dad, qualcuno sostenendone il diritto e volendola non come misura di emergenza, ma come "diritto permanente" dello studente.
Ipotesi bocciata sul nascere dall'esponente del Cts Fabio Ciciliano, che la vuole invece come solo strumento di emergenza.
Studenti con mascherine - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
Scuola, dopo De Luca cresce il fronte che chiede il posticipo delle riaperture e il ricorso alla Dad
Sul tema cruciale, quello del personale scolastico necessario per permettere il regolare svolgimento delle lezioni e della vita scolastica generale, il ministro Bianchi dice, come riportato da tgcom24:

"Noi abbiamo dato 400 milioni per rinnovare e potenziare il personale proprio per l'emergenza legata al Covid. Si tratta di 35mila docenti e di altrettanto personale tecnico in più".

Nei giorni scorsi, ospite a e-Venti su skytg24, aveva sottolineato quanto sia difficile gestire la scuola con la Dad. Quest'ultima poi, dice il ministro, è stata regolamentata:
"Abbiamo regolato anche la possibilità, laddove vi siano dei casi specifici e mirati, anche di un uso della didattica a distanza, per un tempo preciso, 10 giorni, e in situazioni precise".
Dalla parte del ministero e del ritorno in classe, Toti, presidente regione Liguria, che dice:

"Un Paese dove è tutto aperto tenere chiuse le scuole non solo è un brutto segnale ma è poco utile".

Dello stesso avviso il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che annuncia che la sua amministrazione rispetterà le "regole che ci vengono indicate dallo Stato".
Dalla parte di chi invece avrebbe visto bene un rinvio, vi è il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per cui sarebbe stato "opportuno differire di 15 giorni la riapertura", e Michele Emiliano, governatore regione Puglia, il quale fa sapere che "nessuno può essere obbligato a essere esposto al rischio di contagio se esiste un diritto, quello della didattica a distanza, che può ridurre questo rischio: è possibile per i genitori, qualora venga loro negata la Dad, impugnare il provvedimento al Tar".
Preoccupati sull'andamento delle riaperture anche i genitori con il loro movimento apposito "Moige", che con il loro portavoce Antonio Affinita dichiarano che "si continuano a scaricare sulle famiglie tutte le inefficienze e la disorganizzazione della gestione sanitaria. In questi due anni nulla di concreto è stato fatto nelle scuole", e l'associazione nazionale presidi, il cui portavoce per la sezione di Roma Mario Rusconi avverte che "si sta navigando a vista", e che ci si sta preparando "alle difficoltà per sostituire il personale assente perché contagiato, fragile oppure no vax".
Scuola con banchi - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
Scuole chiuse in Campania, per De Luca arriva il primo ricorso al Tar dei genitori
Si ricorda, sulla vicenda del posticipo al 29 gennaio della riapertura delle scuole per la regione Campania, che il ministro Bianchi ha espresso più volte in questi giorni la volontà di impugnare il provvedimento del presidente della regione come "in contrasto con la normativa vigente", come riporta Skytg24, con numerosi genitori che hanno già presentato ricorso al Tar:
"Il presidente De Luca della Campania ha avanzato un'ordinanza che bloccava le attività in presenza per due settimane. Un atto che il presidente De Luca ha spiegato come essenzialmente legato alle difficoltà sanitarie, ma che è in esplicito contrasto con la norma oggi vigente in Italia e presentata nell'agosto 2021 che vieta alle Regioni interventi generalizzati sui territori di loro competenza e permette interventi solo nelle zone rosse e per casi mirati".
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