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L'affondo di Draghi sui no-vax: "Problemi dipendono da loro"

© Foto : Filippo Attili / Palazzo ChigiConferenza stampa del Presidente Draghi
Conferenza stampa del Presidente Draghi - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
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Il premier in conferenza stampa: "Problemi dipendono dai no-vax, occupano i due terzi delle terapie intensive". E sulla Dad: "Basta chiusure, no al ricorso generalizzato".
Occupano i due terzi delle terapie intensive e la metà dei posti letto negli ospedali. “I problemi dipendono dai no-vax”, ha detto chiaro e tondo il premier Mario Draghi durante la conferenza stampa, che ha definito “riparatrice”, sul decreto licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 gennaio, con cui è stato introdotto l’obbligo vaccinale per tutti gli over 50.
“Con questa occupazione ospedaliera anche gli altri si trovano in condizioni difficili, costretti a dover differire le terapie e le cure”, ha chiarito ricordando come anche i colori delle regioni, e quindi le eventuali chiusure, dipendano dai parametri relativi alle ospedalizzazioni.
Lo “zoccolo duro” dei no-vax è di poco più del 10 per cento, dice il ministro Roberto Speranza. Ma, illustra attraverso un grafico, sono le persone non vaccinate quelle responsabili della pressione sugli ospedali. “Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e salvare la ripartenza la strada – dice il ministro - è ridurre il numero di chi non ha ancora fatto la prima dose”.
Il governo difende il provvedimento frutto di un intenso scontro politico (“non è il primo”, ha detto Draghi, e non è stato neppure “il più drammatico”, ha aggiunto con riferimento alla riforma della giustizia). Non è il frutto di una mediazione tra i partiti, ma di una decisione presa sulla base dei dati, spiega il premier.
Gli stessi che dicono che “chi ha più di 50 anni corre rischi maggiori e che le terapie intensive occupate per due terzi da non vaccinati”.
“Grazie alla vaccinazione – ha spiegato - c’è una situazione molto diversa, nel 2021 il numero di morti è stato alto ma inferiore rispetto al 2020, la crescita è stata del 6 per cento mentre nel 2020 è stata del meno 9 per cento”.
“Siamo stati tra i primi – rivendica Draghi - ad adottare l’obbligo vaccinale per tutta una serie di categorie professionali, ora la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali soprattutto per l’effetto che ha sulla popolazione non vaccinata”.
Le parole d’ordine che ispirano i provvedimenti, quindi, sono “realismo, prudenza, fiducia e unità”, dice il premier. L’approccio rispetto al passato è “un po’ diverso”, va avanti. Si procede con cautela per “minimizzare gli effetti economici, sociali e sui ragazzi, che hanno risentito più di tanti altri delle chiusure”.

Scuola

Il premier si sofferma in modo particolare sui giovani e sul nodo della scuola. “Sicuramente – ha chiarito Draghi – ci sarà un aumento della Dad nelle prossime settimane, ma non ci sarà un ricorso generalizzato alla didattica a distanza”.
"Abbiamo messo in condizione le scuole di funzionare. Ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno pagando”, gli ha fatto eco il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi. La Dad, ha ribadito, "è utile se misurata in tempi specifici e integrato nei piani educativi della scuola".
Il ministro ha annunciato che sono stati stanziati 92 milioni e 104 mila euro “per effettuare a titolo gratuito tamponi nella scuola secondaria”. “Questo – ha detto - libera spazio per i bambini più piccoli in modo che tutte le attenzioni possano essere mirate su di loro".
Passando al numero del personale scolastico no-vax Bianchi ha spiegato che è stato solo lo 0,7 per cento ad essere sospeso perché ha rifiutato di vaccinarsi. “Questo – ha detto - dà il senso di responsabilità dei nostri docenti".

Governo

Tante anche le domande sulla tenuta della maggioranza. Il premier rivendica i risultati ottenuti finora grazie all’unità. Per alcuni provvedimenti, ha chiarito, “l’unanimità è importante”. “A patto – ci tiene però a sottolineare - che la mediazione abbia senso”. “Per il resto è chiaro che ci sono diversità di opinioni ma non è mai stato ostacolo per il Governo", ha spiegato.
"Quando si introducono provvedimenti di questa portata, con l'obbligo anche sui luoghi di lavoro, occorre puntare all'unanimità. Questi sono provvedimenti di portata economica e sociale molto importanti e sono anche da considerare con molta attenzione. L'avere l'unanimità della vasta coalizione è un obiettivo che se possibile si deve raggiungere”, ha poi aggiunto rispondendo ad una domanda della giornalista Lucia Annunziata.
“I decreti – è andato avanti Draghi, che ha chiarito all’inizio di non voler rispondere a domande sul futuro del governo e sul Quirinale - si sono succeduti con grande frequenza, in parte per la complessità della materia, in parte perché il quadro che si sta costruendo è un quadro dove occorre colpire il virus con lo strumento più importante che è la vaccinazione, e nello stesso tempo cercare di non tenere chiuso nulla come si è fatto negli anni precedenti, vogliamo che l’Italia resti aperta con tutte le cautele necessarie, l’attività economica deve andare avanti in sicurezza”.
Il primo ministro invoca quindi “prudenza, rispetto delle regole, vaccinazione e fiducia che si possa uscire da questa situazione. In tutto questo – è l’appello - è essenziale essere uniti”.

Vaccini e cure

Sul fronte della campagna vaccinale, il ministro Speranza ha ribadito che "con l'ultimo decreto è stato fatto un passo avanti molto importante”. “Questa mattina l'89,41 per cento degli over 12 anni ha avuto la prima dose, restano non vaccinati poco più del 10 per cento delle persone over 12”.
Il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, ha assicurato che all’interno del comitato che supporta le scelte del governo sull’emergenza Covid “non c’è stata nessuna voce dissonante sulle misure adottate finora”.
"Vi è stata forte attenzione – ha detto poi rispondendo alla domanda di un giornalista - sia ai monoclonali sia agli antivirali fin ad ora sviluppati. Ma ad oggi esiste soltanto un tipo di anticorpi monoclonali contro la variante omicron. Per questo è importante sequenziare prima di procedere con la somministrazione dei monoclonali".
"Un antivirale, già disponibile, - ha poi annunciato - riduce del 30 per cento le possibilità di sviluppare la malattia grave e l'altro antivirale, tra poco in commercio, avrà un'efficacia dell'89 per cento”. Locatelli però ha sottolineato che i vaccini finora hanno dimostrato di avere un efficacia del 65 per cento contro Omicron con il ciclo primario e dell’88 per cento con la dose booster. La scelta di estendere l’obbligo vaccinale a tutti gli over 50, ha aggiunto, si basa su un dato “razionale e scientifico solido”.

La ripresa

Durante la conferenza stampa il premier ha rivendicato come il governo in questi mesi abbia affrontato l’emergenza con prontezza e in modo adeguato. “Siamo pronti – promette – ad adeguarci ai prossimi sviluppi”.
E c’è spazio anche per l’economia. Draghi mette in guardia sugli ostacoli alla ripresa. “Le stime – dice - finora confermano quelle precedenti, di una crescita intorno al 4 o 4,5 per quest’anno”. Anche se, puntualizza, “c’è un verificarsi di eventi che non è favorevole alla continuazione dei ritmi di crescita dello scorso anno. Il quadro è misto, in alcuni Paesi gli indici sono migliori in altri declinano”.
È “presto per fare valutazione adeguata”, dice, ma “i rischi alla crescita ci sono e sono molti”. Molti di questi, come la crisi energetica, assicura, si possono “affrontare a meglio a livello europeo, con stoccaggi comuni o acquisti congiunti di gas”.

Tamponi

Infine, il ministro Speranza ha chiarito che l’ordinanza che prevede l’obbligo di tampone prima di entrare in Italia rimarrà in vigore fino al prossimo 31 gennaio.
"Dieci Paesi hanno seguito la strada indicata dal nostro governo di tamponi per i viaggiatori e tuisti in ingresso in Italia”, ha rivendicato il ministro.
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