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La svolta spagnola: "Tratteremo il Covid come un'influenza comune"

© Foto : Moncloa Palace/HandoutIl premier spagnolo Pedro Sanchez
Il premier spagnolo Pedro Sanchez - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
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Madrid valuta un sistema di tracciamento a "sentinella" per monitorare la diffusione del virus: "Basta con la conta scrupolosa dei casi positivi".
In Spagna l’81,4 per cento della popolazione ha completato il ciclo vaccinale primario. Una delle percentuali più alte in Europa. Forse è anche per questo che nel Paese non si discute di obbligo vaccinale, ma piuttosto di come convivere con il virus nei prossimi anni.
Il titolo del quotidiano El Pais è eloquente: “La Spagna mette a punto un sistema per monitorare il Covid come influenza comune". Il punto, spiega il giornale spagnolo, è che ormai la stragrande maggioranza della popolazione ha gli anticorpi contro il Covid, o perché si è vaccinata o perché è entrata in contatto con il virus.
Per questo è arrivato il momento di trattare il Covid come una “qualsiasi altra malattia respiratoria”, smettendo di contare ogni singola infezione e facendo il tampone agli asintomatici o a chi ha sintomi lievi.
I sanitari spagnoli, secondo El Pais, sono al lavoro da mesi per adattare il sistema di sorveglianza “sentinella” che si usa per l’influenza, al Sars-Cov-2.
L’obiettivo è di creare un campione statistico che possa fornire informazioni sul livello di diffusione del virus in tutto il Paese, sostituendo la conta scrupolosa dei casi positivi.
“La strategia – si legge sul quotidiano spagnolo – è in fase di sviluppo dall’estate del 2020 e ora sta entrando nella sua fase finale”. Gli esperti si incontreranno diverse volte questa settimana per discutere “quando e come il nuovo sistema di sorveglianza possa entrare in vigore”.
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Non c’è ancora una data precisa, ma sicuramente la svolta non ci sarà prima della fine dell'attuale ondata.
“Stiamo lavorando alla transizione da una sorveglianza universale ad un sistema di sorveglianza a sentinella per le infezioni respiratorie lievi e quelle severe negli ospedali. Ma non si può fare dalla sera alla mattina, abbiamo degli obblighi internazionali sul report dei casi e il sistema va consolidato”, spiega al Pais Amparo Larrauri, capo del National Epidemiology Center (CNE) spagnolo.
Tuttavia, dei programmi pilota sono partiti in cinque regioni nei centri di cura primari e in nove regioni negli ospedali.
“Trattare il Covid come un’influenza non vuol dire minimizzare la sua importanza”, spiega Iván Sanz, capo del National Influenza Center di Valladolid.
L’influenza, ha spiegato l’esperto, secondo una stima dell’Istituto sanitario Carlos III, “ha causato circa 15mila morti, dirette o indirette, durante la stagione 2017-2018, con una media di 41 al giorno”.
Attualmente in Spagna resta l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e di mostrare il green pass, con l’opzione del tampone, per accedere a bar e ristoranti. Anche le misure che riguardano il tracciamento sono state allentate, con i contatti stretti con i positivi che non dovranno più fare il test se non hanno sintomi.
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