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I chirurghi lanciano allarme su interventi rimandati, a rischio in 400 mila

Sala operatoria - Sputnik Italia, 1920, 10.01.2022
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La pandemia ha tanti effetti collaterali e tra i primi il rinvio degli interventi chirurgici programmati. Forse un aspetto della pandemia sorvolato, ma a ben pensarci l’apertura di reparti Covid o la trasformazione di reparti esistenti sta arrecando un grave danno alla salute di molti.
E se nelle terapie intensive e nelle aree mediche tutti gli ospedali ci informano che sono i non vaccinati a intasare gli ospedali, fuori restano quelli che erano in attesa di una operazione.
Il Presidente della Società Italiana di Chirurgia (SIC), professor Francesco Basile, ha affermato che “la riduzione degli interventi chirurgici è drammatica: questa purtroppo è l’altra faccia del Covid”, riporta AskaNews.
Perché quando un ospedale si riempie di persone infette da curare, quello che succede spiega il professore Basile è questo:

“Posti letto di chirurgia dimezzati, blocco dei ricoveri in elezione, terapie intensive riconvertite per i pazienti Covid, infermieri e anestesisti delle sale operatorie trasferiti ai reparti Covid”.

Se si continua di questo passo, avverte il professore l’attività chirurgica in Italia verrà “ridotta nella media del 50% con punte dell’80%, riservando ai soli pazienti oncologici e di urgenza gli interventi”.
E quello che è più grave, è che “spesso non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel post-operatorio”.
Posto in terapia intensiva occupato da persone che non si sono vaccinate indicano le statistiche e anche il ministro della Salute lo ha ribadito pochi giorni fa.
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