Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Vaccino possono farlo anche bambini oncoematologici - AIEOP

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLa mascotte della squadra SKA-San Pietroburgo vaccinato con lo Sputnik V al palazzo dello sport di San Pietroburgo durante una partita di hockey
La mascotte della squadra SKA-San Pietroburgo vaccinato con lo Sputnik V al palazzo dello sport di San Pietroburgo durante una partita di hockey - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
Seguici su
Il vaccino ai bambini affetti da tumore si può fare e si dovrebbe, a scriverlo in un documento è l’associazione AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica).
Il gruppo di lavoro infezioni e terapie di supporto dell’associazione, coordinato da Simone Cesaro, afferma che il vaccino contro Covid-19 ha un ruolo importante per prevenire le infezioni da Sars-CoV-2 in bambini affetti da patologie oncologiche, da immunodeficienze primitive o secondarie e da citopenie di origine autoimmune, ed anche da insufficienza midollare.
Quest’ampia categoria di bambini fragili andrebbe vaccinata e tutelata contro l’infezione da Sars-CoV-2 e dalla malattia che ne deriva (Covid-19).
E la vaccinazione dovrebbe servire anche per permettere lo svolgimento regolare delle cure chemioterapiche o immunosoppressive e i controlli necessari. Per non parlare dei ricoveri ospedalieri necessari e che invece stanno causando ritardi nei trattamenti oncologici.

“Se è vero che l’incidenza di COVID-19 nei centri di onco-ematologia pediatrica italiani è stata fino ad ora limitata, – il decorso osservato è stato per lo più favorevole, con solo il 3% di casi che hanno necessitato di ricovero in terapia intensiva e nessun decesso attribuito alla malattia nel corso delle varie ondate pandemiche – i dati mondiali mostrano tuttavia che il Covid-19 può avere un decorso grave nei pazienti affetti da patologia oncoematologica”, scrivono i pediatri dell’AIEOP, come riportato da AskaNews.

Infine, si fa notare che “la condizione di immunodepresso non rappresenta una controindicazione bensì una motivazione ulteriore alla vaccinazione perché la stessa è diretta a proteggere il paziente fragile. Il rischio di effetti collaterali o reazioni avverse, quali la miocardite e la pericardite, è infatti estremamente contenuto e comunque inferiore rispetto al medesimo rischio collegato all’evoluzione della malattia provocata dal virus”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала