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Scuola, dopo De Luca cresce il fronte che chiede il posticipo delle riaperture e il ricorso alla Dad

© AP Photo / Gregorio BorgiaStudenti con mascherine
Studenti con mascherine - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
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Mentre il ministro Bianchi annuncia ricorso contro il provvedimento del presidente della regione Campania De Luca, si moltiplicano le richieste di avviare le scuole con la Dad.
Con l'ormai prossimo lunedì alle porte, è caos per l'apertura scuole: da una parte il governo, con il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che si dichiara fiducioso e che ricorda che si è fatto molto per "avere una scuola in presenza", ma che molto si è fatto anche per "regolare una situazione che poteva essere fuori controllo, quella di un uso diffuso e senza regole della formazione a distanza", dall'altra le voci che si sono alzate da più parti ad invocare proprio la Dad.
Il ministro ha sottolineato che il provvedimento scuole, datato 5 gennaio, è valido e le decisioni sono state prese alla luce del fatto che "Il contagio non è avvenuto nelle scuole, l'aumento dei casi si è registrato quando la scuola era chiusa", riferisce Adnkronos.
Ma intanto il presidente della regione Campania De Luca, con ordinanza ufficiale ha bloccato i rientri a scuola fino al prossimo 29 gennaio, mentre in Sicilia è appena stato deciso un posticipo delle aperture di 3 giorni.
Il ministro ha sottolineato ancora una volta che i calendari scolastici dipendono dalle singole regioni, cosa che dà però seguito alla grande varietà di situazioni che il Paese, e gli studenti, hanno da affrontare.
Sull'impugnazione nei confronti della decisione presa dal governatore regione Campania De Luca, Bianchi ha ribadito che se la Sicilia aveva già da tempo preso la decisione del posticipo a tre giorni per l'apertura dei comprensori scolastici dell'isola, De Luca ha invece preso una decisione definita da Bianchi "in contrasto con le norme vigenti", da cui la ormai quasi certa impugnazione.
Luca Zaia al Congresso Federale della Lega - Sputnik Italia, 1920, 08.01.2022
Governatore Zaia: si esprima il Cts sulla scuola o rischiamo una falsa apertura
Di ieri l'appello del governatore Zaia ad un intervento sul tema da parte del comitato tecnico scientifico, data la paventata apertura delle scuole nel caos.
Ben 2mila dirigenti scolastici hanno, nel frattempo, firmato un appello che chiede un'apertura posticipata a due settimane, appello la cui responsabilità ultima, chiarisce il ministro Bianchi, parafrasando, spetta al ministero:
"Abbiamo ascoltato il parere di tutti i presidi, abbiamo letto le ragioni di quelli che hanno firmato l'atto ma anche di quelli, che sono maggioritari, che non lo hanno firmato. Ma come facciamo sempre ascoltiamo tutti ma poi ci assumiamo le nostre responsabilità".
Il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, intanto, punta l'indice sulle nuove disposizioni del governo, in particolare sul tema della privacy e sul problema della rilevazione da parte degli operatori del settore della scuola dello stato di vaccinazione degli studenti, come riporta Adnkronos:

"Dovrebbe esserci un dialogo tra le istituzioni. Trovo improprio e inaccettabile che il preside debba chiedere a singoli ragazzi spesso minorenni lo stato vaccinale. (...) La cosa corretta è chiedere i dati alle Asl attraverso i referenti Covid. Il codice privacy è stato modificato circa un mese fa. Adesso un'istituzione pubblica è autorizzata a trattare dati particolari, prima chiamati sensibili, se ne ha bisogno per svolgere i propri compiti. La scuola ha una grande varietà di situazioni non facilmente omologabili di cui si deve tenere conto. I ragazzi non possono essere messi in imbarazzo".

Dalla parte dello schieramento che vede con favore un posticipo delle riaperture, abbiamo ancora l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, con il suo presidente, Filippo Anelli, che ha proposto di sì posticipare, ma con un recupero (dei giorni persi), a giugno:

C’è, tra i colleghi, una forte preoccupazione per il picco atteso verso la metà del mese", spiega Anelli.

Tra le regioni, oltre alle già citate regione Campania e Sicilia, alza i toni della polemica il governatore pugliese, Michele Emiliano, il quale ha sottolineato come la decisione ultima in questo caso spetti al governo, e da qui il suo appello accorato, perché come da decreto legge 111 emanato lo scorso 6 agosto, i presidenti delle regioni possono "derogare alle disposizioni nazionali solo quando la regione si trova in zona rossa" (da cui anche la polemica e probabile impugnazione del ministro Bianchi contro la decisione presa dal presidente regione Campania De Luca).

Le Regioni hanno, invano, richiesto un posticipo della riapertura per avere il tempo di completare le vaccinazioni degli studenti e in particolare quelle dei più piccoli, ma il governo sul punto è stato irremovibile", il governatore regione Puglia Michele Emiliano.

Intanto, domani gli studenti aspettano il da farsi, con una varietà notevole da regione a regione e le varie istituzioni che si affrontano sul tema, ma chiude l'argomento il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che fa sapere da parte sua che "ci sono le condizioni perché la scuola possa ripartire in sicurezza”, motivando l'affermazione ricordando che la situazione è stata vagliata da governo in primis, Cts, e cabina di regia dedicata.
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