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L'incognita del Covid sul voto per il Quirinale, tra contagi e deputati no-vax bloccati nelle isole

Il Palazzo del Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
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Con la variante Omicron cresce la paura per lo svolgimento dell'elezione del capo dello Stato. Camera e Senato al lavoro per assicurare che il voto si svolga in sicurezza. E sono già due i ministri in quarantena.
Mascherine Ffp2, voto scaglionato, aumento dei tradizionali catafalchi, e cioè le tradizionali cabine per la votazione, dalle quali potrebbero essere rimosse anche le tendine in tessuto. Sono alcune delle misure che potrebbero essere adottate per garantire il voto in sicurezza alla Camera e al Senato, dove i parlamentari, a partire dal prossimo 24 gennaio, si riuniranno per eleggere il prossimo presidente della Repubblica.
Quella del Covid è una delle incognite sul voto, che rischia di creare non pochi problemi. Una delle questioni emerse nei giorni scorsi, ad esempio, è quella relativa ai parlamentari no-vax residenti nelle isole, almeno cinque, che potrebbero essere esclusi dalla votazione.
Si tratta dei tre deputati sardi, Guido De Martini, della Lega, Pino Cabras e Andrea Vallascas, ex M5S, e dei due deputati siciliani Michele Sodano e Simona Suriano, sempre fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.
Senza super green pass, infatti, dal 10 gennaio non si potrà accedere ad aerei e traghetti. Sarà impossibile, quindi, per loro, raggiungere la Capitale. “Un fatto eversivo”, denuncia la deputata europea Francesca Donato, sentita dall’Adnkronos.
“Oltre ai siciliani e ai sardi anche parlamentari di altre regioni che hanno scelto di non vaccinarsi – attacca - potrebbero avere disagi o addirittura essere impediti a raggiungere Roma per i lavori di Camera e Senato e per l’elezione del Presidente della Repubblica”.
“È una situazione gravissima e senza precedenti, che configura un vero e proprio attentato alla Costituzione", denuncia l’europarlamentare eletta tra le file della Lega e ora tra gli indipendenti.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'Aula di Montecitorio in occasione della cerimonia di giuramento - Sputnik Italia, 1920, 05.01.2022
Tamponi e ingressi scaglionati, si studiano le misure anti-Covid per il voto sul Quirinale
Ma a minacciare il raggiungimento del quorum ci sono anche contagi e quarantene. Sono tre i parlamentari risultati positivi al virus nelle ultime ore. Tra loro c’è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha fatto sapere di essere guarito.
E poi i colleghi per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, e quello per l’Innovazione Tecnologica, Vittorio Colao, entrambi in quarantena con sintomi lievi.
Martedì prossimo, si apprende dal Fatto Quotidiano, i questori di Camera e Senato e l’Ufficio di Presidenza di Montecitorio si riuniranno per capire come gestire l’elezione del capo dello Stato in tempi di pandemia.

E nel frattempo c’è chi, come il deputato di Coraggio Italia, Osvaldo Napoli, ipotizza che possa essere rivolto a Mattarella un appello a restare al Colle, nel caso in cui tra deputati bloccati dalle regole sul green pass e dalla quarantena, non si riesca a raggiungere il quorum di 505 voti alla quarta chiama.

Un’eventualità improbabile, che molti però puntano a scongiurare. Alcune forze politiche starebbero pensando alla possibilità di predisporre seggi esterni per far votare dall’auto anche i grandi elettori in quarantena. Ma l’idea ha sollevato alcune perplessità, sia di tipo giuridico che politico.
Бывший премьер-министр Италии Сильвио Берлускони машет репортерам в Риме  - Sputnik Italia, 1920, 08.01.2022
Quirinale, perché la variante Omicron fa paura al Cav
Del resto, il voto a distanza, per i costituzionalisti, come Cesare Mirabelli, è impraticabile. ''Personalità e segretezza - ha detto il presidente emerito della Corte costituzionale all’Adnkronos - sono requisiti essenziali nel voto per il capo dello Stato. Il grande elettore deve scrivere il nominativo, non ci sono candidati”.
Il voto da remoto, quindi, potrebbe inficiare una delle due caratteristiche fondamentali della votazione. Nonostante lo spettro della variante Omicron, però, secondo Mirabelli, al momento ci sarebbero "tutte le garanzie perché il voto possa essere espresso in presenza, assicurando che non ci siano contagi”.
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