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Farnesina in campo per assistenza ai connazionali in Kazakistan

Il Palazzo della Farnesina - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
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Il ministero degli Esteri italiano ha diramato una nota in relazione agli eventi in corso in Kazakistan.
In una nota, il ministero degli Esteri italiano è intervenuto per sottolineare i contatti con le missioni diplomatiche di altri paesi europei da parte dell'Unità di Crisi, per fornire assistenza ai connazionali rimasti nel Paese asiatico, travolto da proteste e violente rivolte.

“L’Italia continua a seguire con preoccupazione i gravi eventi che stanno avendo luogo in Kazakistan e rinnova l’appello affinché cessi l’uso della forza nel Paese. L’Ambasciata d’Italia a Nur Sultan è rimasta sempre operativa in costante contatto con l’Unita di Crisi della Farnesina e in coordinamento con le altre missioni diplomatiche dell’Unione Europea nel paese. Nonostante le difficoltà nelle comunicazioni, l’Ambasciata è in contatto con i cittadini italiani e le aziende presenti nel Paese per fornire loro ogni possibile assistenza", si afferma nella nota, che in aggiunta sconsiglia i "viaggi non essenziali in Kazakistan”.

In precedenza, nel corso della giornata, Papa Francesco aveva invocato per il Kazakistan il ripristino dell'armonia e della pace durante l'Angelus domenicale.

Proteste e violenze in Kazakistan

Le proteste di massa in Kazakistan sono iniziate nei primi giorni dell'anno: gli abitanti delle città di Zhanaozen e Aktau, nella parte occidentale del Paese, sono scesi in piazza per protestare contro il raddoppio del prezzo del gas liquefatto. Successivamente, le proteste si sono estese ad altre città, tra cui Almaty, l'antica capitale e la più grande città della repubblica: le proteste si sono trasformate in saccheggi, gruppi violenti hanno attaccato i palazzi governativi e depredato le armi della polizia. In risposta, le autorità hanno dichiarato lo stato d'emergenza in tutto il Paese fino al 19 gennaio e hanno avviato un'operazione antiterrorismo. Secondo l'Onu, circa 1.000 persone sono rimaste ferite durante le proteste in Kazakistan. Secondo il ministero degli interni kazako, 16 uomini delle forze di sicurezza sono stati uccisi, oltre 1.300 sono rimasti feriti.
Kazakistan, posto di blocco dell'esercito kazako a Nursultan - Sputnik Italia, 1920, 09.01.2022
Kazakistan, ministero degli Interni afferma che la situazione in tutte le regioni si è stabilizzata
La mattina del 5 gennaio, il presidente kazako, Kassym-Jomart Tokayev, ha sciolto il governo ed è diventato capo del Consiglio di sicurezza. Alla prima riunione del Consiglio di sicurezza sotto la sua guida, Tokayev ha descritto la situazione in Kazakistan come una minaccia per l'integrità dello Stato e ha affermato di aver chiesto aiuto alla CSTO "per superare la minaccia terroristica". Il Consiglio di sicurezza collettivo della CSTO ha deciso di inviare un contingente di pace in Kazakistan per normalizzare la situazione nel Paese. Il 7 gennaio Tokayev ha affermato che i terroristi, compresi quelli arrivati ​​dall'estero, continuano a resistere e ha promesso di annientare quelli che non depongono le armi. Inoltre, il presidente ha rilevato che tutte le richieste dei cittadini, espresse in forme pacifiche, sono state ascoltate.
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