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Obbligo vaccinale per gli over 50, lunedì la conferenza stampa di Draghi sul nuovo decreto

© Foto : Governo italiano / CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 08.01.2022
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Il premier presenterà ai giornalisti le novità introdotte con il decreto approvato la scorsa settimana, frutto di una difficile mediazione tra i partiti di maggioranza.
È prevista per lunedì la conferenza stampa in cui il premier Mario Draghi presenterà ai giornalisti le novità contenute nell’ultimo decreto legge approvato all’unanimità dalla maggioranza, non senza divisioni e polemiche. In primis sull’obbligo vaccinale.
La soluzione che impone a tutti gli over 50 di immunizzarsi contro il Covid è frutto della sintesi fra due posizioni opposte, quella del Pd, che avrebbe voluto estendere la misura a tutta la cittadinanza e quella della Lega, nettamente contraria ad un’ipotesi di questo tipo.
Per questo, secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, lo scorso 5 gennaio il premier ha preferito evitare dichiarazioni, sostituito dai ministri Speranza, Bianchi e Brunetta.
Il provvedimento, comunque, per il premier, sarebbe una “mediazione intelligente per fermare l’assalto agli ospedali e proteggere gli italiani”.
Una mediazione non semplice. Draghi non ha solo dovuto convincere i leghisti ad abbassare la soglia dell’età di chi dovrà sottoporsi obbligatoriamente al vaccino, ma anche spiegare ai Dem che l’obbligo generalizzato non è una soluzione possibile.
“Non c’è nessun Paese che lo pratica”, ha ricordato, specificando anche che il “compromesso” non è stato una questione politica, in vista del Quirinale, ma “riflette le classi di età che più rischiano di finire in ospedale per Covid”.

Fonti di Palazzo Chigi, citate dal Corriere, racconterebbero di un premier “spazientito” dall’insistenza del fronte “rigorista”, capitanato dai ministri Speranza, Franceschini e Brunetta, sull’obbligo vaccinale, su cui Lega e Cinque Stelle avevano già posto il loro “veto”.

Veti e scontri politici rischiano di inasprirsi ulteriormente con l’avvicinamento della data dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica.
Il premier, sempre secondo le stesse fonti di palazzo, avrebbe già messo in chiaro di poter reggere soltanto una “maggioranza larghissima” e “solida”, che permetta di “governare e risolvere i problemi”.
Intanto, però i partiti guardano sempre di più al prossimo 24 gennaio e in prospettiva alla scadenza elettorale del 2023.
E nell’eventualità che Draghi possa salire al Colle sono in corso le manovre per mettere insieme una nuova maggioranza guidata da una figura più “politica” e meno tecnica per arrivare alla fin della legislatura e scongiurare il ritorno anticipato alle urne.
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