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Inquilini morti da oltre vent'anni: a Roma migliaia di case popolari "affittate" a defunti

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaLe bandiere di Roma, Italia e UE alla piazza del Campidoglio a Roma
Le bandiere di Roma, Italia e UE alla piazza del Campidoglio a Roma - Sputnik Italia, 1920, 08.01.2022
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Nella Capitale oltre mille case popolari risultano affittate a inquilini morti da oltre vent'anni.
A Roma ci sono oltre mille e cinquecento appartamenti che risultano abitati da veri e propri fantasmi. Secondo le ricerche della nuova giunta di Roberto Gualtieri sarebbero 1646 le case di proprietà del Comune occupate da inquilini deceduti. Chi le sfrutta, però, è vivo e vegeto. E non paga né affitto, né bollette.
A raccontare l’ennesimo scandalo in salsa capitolina è Il Messaggero, che parla di centinaia di appartamenti in diversi quartieri della città, compreso il centro storico. Alcuni degli intestatari sarebbero deceduti addirittura più di venti anni fa, nel 1999. Ma il Comune, secondo lo stesso quotidiano, finora si sarebbe limitato a constatare il decesso e a inviare le bollette a “generici” eredi.
Il risultato è che nella maggior parte dei casi nessuno ha più pagato, pur occupando di fatto la casa dei de cuius. Ad essere in regola con le bollette è soltanto il 12 per cento di chi abita nelle case popolari assegnate ad inquilini ormai deceduti.
Quelli che hanno saldato il conto di gas ed elettricità lo hanno fatto solo perché speravano che dal Campidoglio potessero chiudere un occhio sulla forzatura.
Le norme, infatti, impongono che in caso di decesso dell’assegnatario venga fatta una voltura. Sarebbe stato poi agli uffici capitolini decidere se il nuovo inquilino fosse stato in possesso o meno dei requisiti. I più furbi, però, hanno fatto finta di nulla allocandosi negli appartamenti rimasti vuoti.
I documenti finiti sulla scrivania del sindaco e visionati dal Messaggero parlano chiaro: “In 809 casi non vi è stato alcun pagamento o una percentuale di morosità pari o superiore all’80%”. La perdita per le casse del Comune, e quindi dei contribuenti, equivale a centinaia di migliaia di euro.
Per questo la giunta è corsa ai ripari imbucando 900 lettere destinate ad altrettanti eredi di assegnatari defunti, mentre 700 si preparano a partire nei prossimi giorni.
Le indagini in corso, ha detto al quotidiano di via del Tritone, Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, “sono necessarie per raggiungere l’obiettivo di passare dall’emergenza abitativa a una politica abitativa ambiziosa, di lungo periodo”.
“Il nostro impegno è proseguire all’insegna della serietà e della legalità”, ha concluso l’assessore, che promette di scovare gli autori del raggiro.
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