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Covid-19 in Campania, scontro aperto tra presidente De Luca e governo

Bambini a scuola
Bambini a scuola - Sputnik Italia, 1920, 08.01.2022
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Il presidente della regione Campania De Luca, con decreto ufficiale, chiude le scuole elementari e medie della regione fino al 29 gennaio. Vietati assembramenti e lotta alla cosiddetta "movida"; divieto di consumare cibi e bevande in luoghi pubblici, compresi "gli spazi antistanti gli esercizi commerciali".
Con un annuncio ufficiale scuole elementari e medie chiuse fino almeno al 29 gennaio.
L'annuncio, a sorpresa, dato dal presidente regione Campania De Luca, tramite regolare ordinanza.
Il provvidimento colpisce l'intero territorio regionale e avrà effetto immediato con decorrenza dalla data di pubblicazione dell'ordinanza stessa e validità fino al 29 gennaio 2022.
Si ribadisce, sempre in suddetta ordinanza, il "divieto di consumare bevande alcoliche dalle ore 22 fino alle ore 6:00 del mattino, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico (...) compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali".
"Sono comunque vietati affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico. È fatta raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto del divieto di assembramenti, in particolare nelle zone ed orari della cosiddetta “movida", riferisce ancora il decreto.
"È disposta la sospensione delle attività in presenza dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e dell'attività scolastica e didattica in presenza della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali".​

Lo scontro con il governo

Non ci sta il governo, che intende impugnare la decisione di De Luca, giudicata forse troppo drastica.
E proprio al governo si rivolgeranno alcuni genitori campani, in primis il coordinamento "Scuole aperte Campania", la cui rappresentante Palmira Pratillo ne parla a Napoli Today, additando l'ordinanza appena firmata da De Luca come indicativa del fatto che la Campania va "in una direzione diametralmente opposta rispetto al resto d’Italia e già lo scorso anno ha pagato un prezzo troppo alto in termini di danno didattici e psicofisico per bambini e ragazzi a causa delle decisioni prese dalla Regione e già bocciate più volte dal Tar. Come associazione agiremo in tutte le sedi opportune per ripristinare la legalità nella nostra regione".
Per l'impugnazione dell'ordinanza il governo dovrà passare il vaglio del consiglio dei ministri.
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Anche il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi ribadisce la posizione del governo per la riapertura delle scuole, contraria quindi alla linea adottata da De Luca, come riporta Adnkronos:
"Noi siamo molto attenti come sempre alle voci che ci vengono dal Paese ma anche alle tante voci che ci dicono che la scuola deve essere in presenza. Abbiamo fatto un dispositivo graduato che permette di cogliere tutte le esigenze delle diverse parti del Paese".
Gli fa eco il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri:

"Ci sono le condizioni perché la scuola possa ripartire in sicurezza (...) nel complesso il Governo ha ritenuto che le nuove regole possano rendere sostenibile il ritorno in classe in presenza".

Dalla parte della decisione presa da De Luca compatti i presidi delle scuole campane, i quali invocano il ricorso alla didattica a distanza, perché a loro i dire il governo non si è consultato con loro, come riporta ancora Adnkronos:
"Il governo non si è consultato con noi. Abbiamo incontrato il ministro il 4 gennaio e in quell’occasione io ho ritenuto opportuno dirgli che sarebbe stato meglio rimandare di qualche settimana il rientro in presenza. In quelle due settimane si potrebbe alzare la percentuale di alunni vaccinati, si potrebbe organizzare la distribuzione di mascherine Ffp2 e organizzare sul territorio una campagna di testing degna di questo nome", dice Antonello Giannelli dell'associazione nazionale presidi.
Dell'associazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirughi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, l'idea di un posticipo dell'apertura delle scuole con l'eventualità di un recupero a giugno.
Dello stesso parere il virologo Pregliasco, il quale auspica data la situazione l'applicazione di misure più restringenti "tra cui il ritorno a scuola in dad invece che in presenza e una serie di inrterventi, tra cui anche dei lockdown, magari mirati sui territori messi peggio".
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La decisione di De Luca, come sottolineato dallo stesso, arriva alla luce del fatto che le Asl dovrrebbero fare circa 3mila tamponi al giorno per "accompagnare le autorità scolastiche nel controllo del contagio nelle scuole", numeri che fanno riflettere.
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