Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Per Goldman Sachs Draghi deve restare a Palazzo Chigi

© Foto : Governo italiano / CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 07.01.2022
Seguici su
A rischio la stabilità dell’Italia e i fondi del Recovery, secondo l’analisi firmata dall’ex responsabile economia del Pd e adesso autore del report per la banca americana.
Mario Draghi deve mantenere il ruolo di presidente del Consiglio e non essere eletto alla presidenza della Repubblica, aprendo un vuoto a Palazzo Chigi su cui si potrebbe inasprire uno scontro tra i partiti di maggioranza.
Ad affermarlo è Goldman Sachs che in un’analisi firmata da Filippo Taddei, ex responsabile economia del Pd, sottolinea che la salita di Draghi al Colle potrebbe causare un ritardo nell’attuazione del Recovery Fund e delle relative riforme.
Problemi che avrebbero anche ricadute di mercato, sottolinea la banca americana.
“Nell’improbabile eventualità che la presidenza di Draghi inneschi elezioni generali anticipate, se i partiti non sono in grado di raggiungere un compromesso su un nuovo governo, la continuità politica sarebbe gravemente compromessa, causando ritardi importanti sull’impegno dell’Italia nel Recovery Fund”.

I rischi per il Pil

Taddei nella nota sottolinea che “eventuali ritardi nell’attuazione del Pnrr a seguito delle dimissioni di Draghi da Presidente del consiglio potrebbero ridurre l’assorbimento effettivo delle sovvenzioni del Recovery Fund tra il 50% e il 75%”.
Una situazione che influenzerebbe “l’impulso fiscale alla crescita del PIL di 0,1 punti percentuali nel 2022 e 0,35 punti percentuali nel 2023 , e fino a 0,15 pp e 0,55 pp in caso di elezioni anticipate”.

Per il Colle esito non scontato

L’economista bolognese ammette che l'elezione di Draghi o meno al Colle non è facile da pronosticare.
“Se Draghi rimane il primo ministro, guidare il governo nel 2022 si dimostrerebbe probabilmente più impegnativo che nel 2021″, si legge nella nota.
Le tensioni tra i partiti si acuiranno in vista delle elezioni del 2023 ma nello stesso tempo Draghi potrebbe trovarsi in un posizione descritta come “convenient”, perché i partiti della coalizione al governo non avrebbero alternative praticabili fino al voto.
“Potrebbe quindi sfruttare questa posizione unica per guidare una coalizione frammentata e sfruttare i poteri amministrativi speciali concessi dalla governance del Recovery Fund che il suo governo ha istituito”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала