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Obbligo vaccinale, Flick: "Costituzione rispettata, ma restano perplessità"

© Foto : Protezione CivileCentro vaccini in un palasport della Calabria
Centro vaccini in un palasport della Calabria - Sputnik Italia, 1920, 07.01.2022
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L'obbligo è legittimo, se serve a salvare vite, non il sistema ospedaliero, ha spiegato l'ex Presidente della Corte Costituzionale, che intravede un errore di comunicazione. Sul consenso informato ribadisce l'obbligo dello Stato all'indennizzo.
L'introduzione dell'obbligo di vaccinazione ha sollevato l'obiezione di incostituzionalità da chi intravede una violazione dell'art. 32 della Costituzione. Su questo punto, il giurista Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte Costituzionale, è intervenuto in un intervista rilasciata al Messaggero.
L'articolo 32 prevede che nessuno possa essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Inoltre, sancisce che l'intervento sia proporzionato alle finalità che si pone e ragionevole.
In termini più semplici, un obbligo in materia di salute non è una decisione politica, ma deve essere imposto con una legge che recepisce una precisa indicazione scientifica.

"Questo punto è stato rispettato, visto che è stato emanato un decreto legge. Ma ci sono alcuni dettagli che destano qualche perplessità", afferma Flick, che intravede un errore nella comunicazione.

Per il giurista, sembra essere passata l'idea che l'introduzione dell'obbligo per gli ultracinquantenni sia necessaria per non intasare gli ospedali. Questa però non è una una valutazione scientifica, ma "una ragione politica la quale dovrebbe servire lo Stato, non la scienza". L'obbligo deve servire una finalità scientifica, che in questo caso è quella di evitare i contagi e la malattia.
"Il fine dell'obbligo non può essere solo salvare il sistema ospedaliero, che può essere salvato anche in altri modi. Si può imporre l'obbligo vaccinale, in quanto proporzionato a evitare il contagio, per la persona e per la collettività. Si poteva fare dall'inizio", spiega ancora Flick.

Consenso informato

Se lo Stato chiede al cittadino la disponibilità a sottoporsi ad una procedura raccomandata dal governo, o addirittura obbligatoria, deve farsi carico delle eventuali conseguenze avverse. Lo chiarisce Flick in merito al consenso informato e agli indennizzi da danni del vaccino.
"Di fronte a un obbligo di legge non c'è la necessità di prestare un consenso. Viene firmato un foglio nel quale il paziente specifica di essere consapevole della procedura alla quale viene sottoposto. Ma anche quando si tratta di una vaccinazione raccomandata, quindi che può contenere la firma di un consenso informato, lo Stato ha comunque l'obbligo di mandarmi indenne da tutte le eventuali conseguenze della vaccinazione. Lo ha sostenuto diverse volte la Corte costituzionale", conclude.
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