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L’aiuto delle erbe: farmaci contro il COVID-19 estratti dalle piante

© Sputnik . Алексей ФилипповErbe
Erbe - Sputnik Italia, 1920, 07.01.2022
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Gli effetti che gli estratti vegetali esercitano sul COVID-19 sono ampiamente studiati in tutto il mondo.
Di recente gli scienziati militari russi hanno annunciato la creazione di un integratore alimentare che riduce di 16 volte la concentrazione del coronavirus nei pazienti. In questo articolo Sputnik ti spiega quali sostanze naturali sono considerate utili ai fini di prevenzione e trattamento.

Piccoli aiutanti

I ricercatori del 27° Centro Scientifico del Ministero della Difesa russo hanno sviluppato KovBAD, un integratore in grado di dimezzare la carica virale nel rinofaringe del paziente già il giorno successivo all’assunzione. Dopo 6 giorni la riduzione della carica è pari a 16 volte. Questo è quanto dichiarato in un’intervista alla rivista Krasnaya Zvezda dal generale Igor Kirillov.
KovBAD contiene estratti di aronia, echinacea, fucoidano (polisaccaride contenuto nelle alghe brune e in alcuni echinodermi), idrolizzato di calamaro del Pacifico e altre sostanze di origine naturale che rafforzano la protezione antivirale. Il prodotto ha già ottenuto un certificato di brevettazione a livello statale.
Gli integratori di solito contengono immunomodulatori naturali che indeboliscono l'effetto del virus sull’organismo. Di conseguenze, si riesce ad alleviare la malattia.
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Ma ci sono anche sostanze naturali che uccidono direttamente i virus, compresa il SARS-CoV-2. Questi non richiedono ulteriori test di sicurezza perché sono ben noti. Ma non sostituiscono i farmaci veri e propri.
"Gli integratori nelle prime fasi dell'infezione aiutano a controllare il virus. In linea di principio, non vi possono essere integratori specifici, ad esempio contro il coronavirus", spiega Ancha Baranova, docente alla George Mason University's School of Systems Biology negli Stati Uniti. “In generale, ci sono molte piante che contengono sostanze che uccidono i coronavirus. Potete assumere queste sostanze, mescolarle in varie combinazioni e brevettarle come integratori alimentari. Tutto sta nelle proporzioni del composto ottenuto".

Sostanze naturali contro il COVID-19

L'efficacia di molte sostanze biologicamente attive contro il coronavirus è stata confermata da studi clinici.
La quercetina, un composto naturale del gruppo dei flavonoidi, è stata al centro della maggior parte delle ricerche. Si trova in cipolle, uva rossa, miele, agrumi e verdure. Il tè verde e i mirtilli ne sono particolarmente ricchi. Questo composto ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e immunomodulanti, impedisce ai radicali liberi di distruggere le membrane cellulari e può aumentare le concentrazioni intracellulari di zinco, un microcomponente che inibisce la replicazione dell’RNA virale.
La quercetina è stata testata in Arabia Saudita e raccomandata per la prevenzione e il trattamento dei sintomi lievi e precoci del COVID-19. L'esempio dei sauditi è stato seguito in Italia, Turchia, Pakistan e Tunisia.
Le molecole di flavonoidi prendono di mira le proteine virali chiave e il recettore di membrana ACE2 che il coronavirus usa per entrare nelle cellule. Gli studi hanno dimostrato che i flavonoidi astragalina e kaempferolo legano con i due principali enzimi del virus 3CLpro e PLpro ancora più fortemente rispetto al farmaco antivirale remdesivir. La fizetina, l'isoramnetina e il kaempferolo bloccano la proteina spike del virus, mentre la quercetina e il kaempferolo inibiscono anche la polimerasi RdRp, essenziale per la replicazione dell'RNA virale.
Si spera anche nell'artemisinina, un composto bioattivo contenuto nell’Artemisia annua. È già stato usato per trattare la malaria e alcune infezioni virali. La sua sicurezza sull’organismo degli esseri umani è già stata provata.
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Rimedi erboristici

Si stanno anche cercando medicine contro il COVID-19 tra i preparati vegetali ormai storicamente accettati.
Nel febbraio 2021 gli scienziati britannici dell'Università di Nottingham, insieme ai loro colleghi dell'Università agraria della Cina, hanno stabilito che il tapsigargin ottenuto dall'estratto della Thapsia gargantea era efficace contro il SARS-CoV-2.
Questo farmaco è stato usato contro i 3 principali tipi di infezioni respiratorie umane: il gruppo dei coronavirus del "comune raffreddore", il virus respiratorio sinciziale (RSV) e l'influenza A. Studi di laboratorio su colture cellulari e animali hanno dimostrato che il tapsigargin è utile nella prevenzione e nel trattamento. Previene la replicazione del SARS-CoV-2 nelle cellule per almeno 2 giorni, anche dopo una singola dose.
Il nuovo lavoro ha permesso di constatare che il tapsigargin è ugualmente efficace contro le varianti alfa, beta e delta del SARS-CoV-2. Inoltre, sostengono gli autori, può essere usato come un farmaco combinato simultaneamente contro diverse infezioni come l'influenza, il COVID-19 e l’RSV. E dosi molto piccole sono a volte sufficienti per uccidere completamente il virus.
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I biologi dell'Università del Michigan hanno identificato 17 composti potenzialmente efficaci, tra cui il noto integratore alimentare lattoferrina (una proteina derivata dal latte vaccino) dopo aver effettuato uno screening sulle colture cellulari di 1.400 farmaci e integratori alimentari approvati dalla FDA.
"La lattoferrina inibisce la diffusione del SARS-CoV-2 in tutti i modelli cellulari adottando diversi approcci. Impedisce al virus di legarsi al solfato di heparan (le cui molecole si trovano all'interno della cellula) e aumenta la produzione di interferoni", sottolineano gli autori dello studio.
Il farmaco, come trattamento per il COVID-19, è in fase di sperimentazione clinica in Egitto e in Italia.

Verdure, frutta e altri alimenti

Gli scienziati tedeschi hanno recentemente scoperto che il succo di melograno, quello di aronia e il tè verde possono aiutare contro l'influenza e il SARS-CoV-2. I polifenoli vegetali, compresi i flavonoidi, contenuti in queste bevande inibiscono il coronavirus, ma solo nella fase iniziale, quando l'infezione è ancora nel rinofaringe. Si raccomanda di fare gargarismi in bocca e in gola con questi succhi e con il tè a fini preventivi.
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Gli scienziati italiani hanno dimostrato che le sostanze bioattive presenti nell'estratto di buccia di melograno, specialmente i polifenoli punicalagina e teaflavina, indeboliscono l'interazione tra la proteina spike del coronavirus e il recettore cellulare ACE2 e inibiscono altresì l'attività della principale proteasi del SARS-CoV-2, ossia 3CLpro, che è necessaria al virus per replicarsi e sopravvivere nel corpo. Questo è stato confermato da biologi della Bosnia-Erzegovina e della Serbia.
La curcumina della radice di curcuma e le catechine, che sono presenti in grandi quantità nel tè verde e bianco, nel cioccolato fondente e in molti frutti e bacche, impediscono al virus di moltiplicarsi. Analogamente agiscono anche il kaempferolo (si trova nella rosa canina, nel cumino, nell'aneto, nella liquirizia, nei fagioli e nel tè), la naringenina (un polifenolo prevalente in agrumi e pomodori), la taxifolina (un bioflavonoide dell'estratto di larice siberiano).
Il National Institutes of Health (NIH) nella sua gazzetta ufficiale sugli integratori alimentari elenca tra le piante potenzialmente efficaci contro il coronavirus la chiretta verde, l’echinacea, il sambuco e il ginseng.
La chiretta verde (Andrographis paniculata) è un'erba originaria delle zone subtropicali del Sud-est asiatico. È usata nella medicina tradizionale ayurvedica, cinese e thailandese contro raffreddori, influenza e altre infezioni del tratto respiratorio. Ci sono studi che confermano una potenziale efficacia contro il SARS-CoV-2. Test clinici sono stati effettuati in Thailandia e in Georgia.
L'echinacea è una pianta da fiore perenne, simile alla camomilla, ma con petali colorati. Si trova in Nord America e in Europa. Il suo estratto è frequentemente utilizzato negli integratori alimentari, anche se i principi attivi non sono completamente chiari. Ha proprietà antiossidanti e antibatteriche, stimola le cellule natural killer, impedisce al virus di legarsi alle sue cellule ospiti e riduce l'infiammazione inibendo le citochine infiammatorie. Secondo un'analisi preliminare, un farmaco a base di echinacea inattiverebbe il SARS-CoV-2. Test clinici sono stati organizzati in Spagna, Iran e Bulgaria.
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"Il sambuco può agire come antiossidante, ridurre l'infiammazione e combattere i virus", si legge nella gazzetta del NIH. Le bacche di sambuco contengono molte sostanze bioattive, tra cui antociani, flavonoli e acidi fenolici.
I test preclinici sugli animali hanno dimostrato che queste piante contribuiscono a prevenire le infezioni del tratto respiratorio superiore impedendo ai virus di legarsi alle cellule e stimolando il sistema immunitario. Tuttavia, non si ancora in che modo questo potrebbe aiutare i pazienti COVID-19.

Medicina tradizionale

Il ginseng è una delle poche piante della medicina tradizionale orientale ad essere ben conosciuta nel mondo occidentale. Nel Sud-est asiatico, in particolare in Cina, si è fatto affidamento sulla fitoterapia fin dall'inizio della pandemia. La Commissione nazionale cinese per la Salute ha autorizzato l'uso di rimedi popolari a base di erbe per i pazienti con COVID-19 a fianco delle metodologie afferenti alla medicina occidentale e ha emesso diverse linee guida per il trattamento a base di erbe.
Lavandino - Sputnik Italia, 1920, 03.01.2022
USA, esperti dicono che l'analisi delle acque reflue può aiutare a controllare Covid-19 e epidemie
Un articolo, redatto da scienziati di Cina, Bangladesh, Malesia e USA, conferma l'efficacia della medicina tradizionale cinese e ayurvedica contro il coronavirus . Alcuni di questi preparati, come il Kang-Yang, sono conosciuti anche in Russia.
Ma questi sono solo piccoli aiuti.
"Al giorno d'oggi, gli integratori alimentari vengono brevettati in molti Paesi. In Cina gli integratori sono famose miscele di erbe la cui tradizione risale a migliaia di anni fa. Sono stati testati contro il coronavirus, e funzionano anche, o meglio aiutano nel decorso della patologia. Ma nessuno dice che siano in grado di salvarci dal COVID-19", sottolinea la professoressa Baranova.
"Non ci sono studi che dimostrino che qualsiasi integratore alimentare possa prevenire il COVID-19 o alleviare in maniera significativa la malattia", si legge nel sito del NIH.
E i colleghi russi di Rospotrebnadzor sono d'accordo con gli esperti americani: "Purtroppo, gli integratori alimentari non proteggono dal coronavirus".
Gli esperti di Rospotrebnadzor consigliano di non fidarsi della pubblicità di integratori alimentari che aiutano contro l'infezione. Sono pubblicità ingannevoli per il consumatore.
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