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"Da domani nuova regola Facebook/Meta, le tue foto possono essere usate": occhio alla bufala

© Sputnik . Ramil Sitdikov / Vai alla galleria fotograficaFacebook Logo
Facebook Logo - Sputnik Italia, 1920, 07.01.2022
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La bufala gira per l'ennesima volta sul social e sono in molti tra gli utenti a cascarci. Di cosa si tratta e a cosa serve davvero condividere il messaggio virale?
Anno nuovo, bufala vecchia. Il 2022 non ci risparmia la tradizionale catena di Sant'Antonio che impazza su Facebook/Meta invitando a condividere un messaggio che impedirà al social di appropriarsi di foto e altri dati sul proprio profilo e renderli pubblici.
Il testo 2022 è pressochè identico a quello degli anni passati, ma, nonostante ciò, tanti utenti continuano imperterriti ad abboccare. Ecco il testo:
Domani inizia la nuova regola Facebook/Meta dove le tue foto possono essere usate. Non dimenticate che la scadenza è oggi!!! Può essere usato nei contenziosi contro di te. Tutto ciò che pubblicherai sarà reso pubblico da oggi – compresi i messaggi. Non ti costa niente di più di un semplice copia e incolla. Meglio prevenire in anticipo che intrecci legali e scuse dopo.
“Non autorizzo Facebook / Meta o nessuna delle organizzazioni legate a Facebook/Meta a usare le mie immagini, informazioni, messaggi o post, né in passato né in futuro. Con questo comunicato comunico su Facebook/Meta che è severamente vietato copiare, notificare o intraprendere qualsiasi altra mia azione in base a questo profilo e/o ai suoi contenuti. I contenuti di questo profilo sono informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge: Facebook/Meta è ora un’istituzione pubblica”
FATE COPIA/INCOLLA“.
Molti utenti, preoccupati di un'imminente violazione della privacy, condividono il post o il testo del messaggio, convinti che basti questa semplice operazione a fermare eventuali appropriazioni di contenuti multimediali da parte di Facebook.
La bufala circola già da un paio di giorni, la condivisione è diventata virale, tanto da spingere il sito Bufale.net a debunkerarla per l'ennesima volta. Condividere questo testo non servirà a nulla, se non a far sapere ai propri contatti social di non essere in grado di distinguere un'informazione vera da una trollata.
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