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Bonaccini promuove Draghi sui vaccini: “Ma avrei preferito l’estensione del super green pass”

© Foto : account Facebook BonacciniStefano Bonaccini - Presidente regione Emilia-Romagna
Stefano Bonaccini - Presidente regione Emilia-Romagna - Sputnik Italia, 1920, 07.01.2022
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L’Italia fa da apripista in Europa, nonostante le resistenze della Lega. Per il governatore dell’Emilia Romagna non è il tempo dei lockdown, ma delle vaccinazioni.
Bene il decreto sulle nuove misure anti-Covid approvato in Consiglio dei ministri, ma Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, avrebbe preferito una generalizzazione del super green pass, che sarebbe stata comprensibile a tutti, dice a La Stampa.

"Io avrei generalizzato l’obbligo di super green pass per accedere a tutto. Sarebbe stato, oltre che più sicuro, anche più semplice e comprensibile. Da giorni ne chiedevo l’estensione per ogni luogo di lavoro e di servizio, così come sono favorevole all’obbligo vaccinale”.

Bonaccini si dice comunque soddisfatto: “Draghi incassa un risultato che oggi non ha eguali in Europa. E lo fa nonostante le resistenze della Lega che, spesso, ha poi cambiato idea, dal no alle mascherine all’inizio, fino alla resistenza all’estensione dei vaccini oggi”.
Cabina di regia a Palazzo Chigi - Sputnik Italia, 1920, 05.01.2022
Obbligo vaccinale per gli over 50. Decreto approvato all’unanimità dal Cdm

E il “compromesso raggiunto è in ogni caso il punto più avanzato in Europa. Ancora una volta è l’Italia a fare da apripista, anche per paesi che hanno situazioni peggiori”.

No ai lockdown, sì ai vaccini

Il governatore dell’Emilia Romagna difende anche la decisione di non imporre nuovi confinamenti e di lasciare la scuola in presenza.
“Questo è il tempo dell’immunizzazione, non dei lockdown. Il nostro compito è proteggere la salute e l’economia, gli ospedali, le scuole e il lavoro. E il vaccino è l’arma più efficace che abbiamo” e “tornare a chiudere vorrebbe dire rendere vani i sacrifici e il senso di responsabilità dimostrato dai cittadini”.
Sulla scuola, Bonaccini dice di comprendere la richiesta di due settimane di Dad per superare il picco dei contagi, ma “ribadisco il fatto che la scuola è una priorità e che chiuderle mantenendo aperte tutte le altre attività sarebbe stato un segnale al contrario”.
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