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Tutta colpa dei prezzi del gas? Analisi politica di quello che sta succedendo in Kazakistan

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLe proteste ad Almaty, Kazakistan
Le proteste ad Almaty, Kazakistan - Sputnik Italia, 1920, 06.01.2022
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Analisi politica delle proteste in Kazakistan. Il casus belli è stato l'aumento dei prezzi del gas, ma gli eventi hanno preso una deriva violenta che lascia aperto l'interrogativo su quali forze abbiano letteralmente soffiato sul fuoco.
Il Kazakistan è precipitato nel caos dopo l'ondata di proteste e disordini iniziati il 2 gennaio: più di 1000 persone sono state ferite, 18 uomini delle forze dell'ordine sono morti.
Il presidente Tokayev ha chiesto e ottenuto l'intervento delle forze di peace keeping dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettivo, ravvisando nelle violenze una minaccia esterna, estremista, all'integrità dello stato.
Dal punto di vista politico, quello che sta avvenendo in Kazakistan è la somma di diversi fattori.
Il 5 gennaio il presidente kazako Kassym-Zhomart Tokayev ha annunciato le dimissioni del governo guidato dal primo ministro Askar Mamin.
È al suo gabinetto, e soprattutto al Ministero dell'Energia, che il capo di Stato ha attribuito la responsabilità di "consentire lo stato di protesta", in relazione alla quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nel Paese la notte precedente.
Il vice primo ministro Alikhan Smailov diventerà capo di gabinetto ad interim. Anche i ministri continueranno a lavorare fino all'approvazione del nuovo gabinetto.
Dopo che la prima richiesta dei manifestanti per il ripristino del prezzo precedente del GNL è stata soddisfatta, sono state immediatamente avanzate nuove richieste per l'estromissione del governo e del capo del Consiglio di Sicurezza del primo presidente del Paese, Nursultan Nazarbayev.
Il centro delle proteste si è spostato dal Kazakistan occidentale, area nota per la produzione di petrolio, ad Almaty, prima capitale del Kazakistan indipendente ed epicentro dei disordini.
Nella notte del 5 gennaio e per tutta la giornata bande di delinquenti armati hanno saccheggiato negozi, assaltato e distrutto edifici amministrativi, l'ex residenza presidenziale, attaccato le forze dell'ordine.

Il casus belli del prezzo del gas

Sia i manifestanti che sono scesi nelle strade delle città kazake nei primi giorni del nuovo anno sia lo stesso presidente Tokayev erano scontenti del governo per aver "consentito il perdurare dello stato di protesta".
Le proteste sono state provocate dalla decisione, entrata in vigore a Capodanno, di raddoppiare il prezzo del GNL. Dato che la maggior parte delle persone nel Kazakistan occidentale rifornisce le proprie auto di GPL, la misura ha scosso principalmente quella zona.
Il 2 gennaio le proteste sono iniziate nella parte occidentale del Paese dove si estrae il petrolio: in particolare, ad Aktau e nella tristemente nota Zhanaozen, dove nel 2010 si tennero gli scioperi dei lavoratori del settore petrolifero durante i quali persero la vita diverse persone.
Piuttosto rapidamente le proteste si sono diffuse in altre città del Kazakistan: Karaganda, Nur-Sultan e soprattutto Almaty dove i sentimenti di opposizione sono tradizionalmente forti.

"Parlando della difficile situazione socio-politica e socio-economica presente nel Paese, Kassym-Jomart Tokayev ha affermato che la colpa delle proteste per l'aumento del prezzo del gas liquefatto è del governo, in particolare del Ministero dell'Energia, così come delle società Kazmunaigas e Kazakgas".

Il presidente Tokayev ha preso una serie di misure immediate. Ha regolamentato a livello statale i prezzi dei beni di rilevanza sociale (anche se le decisioni saranno prese dalle autorità regionali "sulla base della situazione socio-economica di ogni particolare regione") e ha dato incarico di valutare la questione relativa al blocco dei prezzi degli alloggi.
Per quanto riguarda il carburante, i prezzi del GNL così come della benzina e del diesel saranno anch'essi posti sotto controllo statale per i prossimi 6 mesi.
Nel frattempo l'ufficio del procuratore generale del Kazakistan ha ricevuto ordine di "indagare su collusione ed altre pratiche anticoncorrenziali" da parte dei fornitori di energia al consumo.
A quanto pare, però, i prezzi della benzina sono stati solo il fattore scatenante delle proteste che hanno rapidamente assunto una dimensione politica.
Proteste Almaty - Sputnik Italia, 1920, 06.01.2022
Kazakistan, decine di riottosi assaltano il quartier generale della polizia: eliminati

I manifestanti cantavano: "Vecchio, vattene".

Queste parole erano rivolte al primo presidente del Paese, Nursultan Nazarbayev, che ha lasciato l'incarico per diventare presidente del Consiglio di Sicurezza del Kazakistan, mantenendo così una serie di poteri chiave.
Inoltre, lo scoppio delle proteste di piazza è avvenuto solo dopo che il governo aveva già annunciato il ripristino dei prezzi ai valori precedenti.
Questo è successo nel pomeriggio del 4 gennaio e la sera si sono verificati già i primi veri e propri scontri di manifestanti con la polizia per le strade di Almaty.
Un totale di 95 agenti di sicurezza sono stati feriti e 37 veicoli sono stati danneggiati durante le manifestazioni di martedì sera e mercoledì sera in diverse parti del Paese, ha comunicato il Ministero dell'Interno kazako.
"Più di 200 persone sono state arrestate per violazione dell'ordine pubblico. Sono state avviate indagini preliminari su 13 episodi di violenza contro funzionari governativi, teppismo e attacchi a edifici governativi", ha aggiunto l’ente governativo.
Anche se c'erano solo poche migliaia di manifestanti ad Almaty, questi sono riusciti a prendere d'assalto l'edificio dell'Akimat (municipio) di notte. La stessa cosa è successa in altre due città del sud, Shymkent e Taraz.
Secondo i video che circolano sui social media, le esplosioni sono state sentite ad Almaty fino alle 7 del mattino, presumibilmente da granate stordenti.
© REUTERS / StringerMezzi blindati davanti al municipio di Almaty prima che questo venisse assaltato dalla folla
Mezzi blindati davanti al municipio di Almaty prima che questo venisse assaltato dalla folla - Sputnik Italia, 1920, 06.01.2022
Mezzi blindati davanti al municipio di Almaty prima che questo venisse assaltato dalla folla

Coprifuoco e blackout

Per decreto del presidente Tokayev è stato imposto lo stato di emergenza nelle regioni di Almaty e Mangistau, dove sono iniziate le proteste. Lo stato di emergenza include un coprifuoco dalle 23:00 alle 7:00, restrizioni all'ingresso in città, il divieto di eventi che coinvolgono molte persone e la nomina di un capo della polizia locale come comandante. Tale regime è in vigore fino al 19 gennaio.
Dopo le manifestazioni ad Almaty e in altre città, ci sono state gravi interruzioni nella connettività nell’interno Paese. Internet per i dispositivi mobili non funziona affatto, mentre gli operatori via cavo hanno bloccato l'accesso ai social network e alle app di messaggistica.

Rakhim Oshakbaev, direttore del centro di ricerca applicata kazako Talap, ha dichiarato quanto segue ai giornalisti. "Alla base vi è un grado molto elevato di insoddisfazione che la gente prova per la situazione socio-economica, l'inflazione incontrollata e le politiche molto inefficienti e inette perseguite dal governo. Secondo le nostre stime l'inflazione del paniere dei beni di consumo è a doppia cifra, il tasso di cambio del tenge (moneta kazaka) è volatile e si svaluta costantemente. Inoltre, osserviamo un crescente indebitamento della popolazione: stimiamo che circa 2 milioni di cittadini su un totale di 18,75 milioni siano in ritardo di oltre 90 giorni nel pagamento di prestiti e finanziamenti. Questi problemi sono stati portati alla nostra attenzione già da molto tempo, ma, purtroppo, sono rimasti senza risposta".

Allo stesso tempo, secondo l'esperto, le richieste della società riguardano molti più aspetti che la mera questione del prezzo del GNL.
"Una parte della popolazione si aspetta un serio, se non totale, rinnovamento dell'élite politica, ma questo risultato sarà piuttosto difficile da conseguire", ha ammesso Oshakbayev,
Le priorità in agenda appaiono obbligate, ma la loro realizzazione è tutt'altro che scontata.
"Il nuovo governo dovrebbe formulare una strategia chiara su come intende affrontare la situazione. I prezzi al momento sono congelati. Non è una soluzione di mercato, ma è probabilmente necessaria nella situazione attuale. Oggi abbiamo i prezzi più bassi su gas, elettricità, benzina in tutta la regione. Questo era ed è una parte del contratto sociale in Kazakistan. Quando si viola improvvisamente questo contratto sociale e a farlo sono le autorità stesse, vi sono conseguenze. Ora è necessario trovare un nuovo contratto sociale. Si chiedono riforme politiche, ma il ritmo di attuazione non soddisfa le richieste attuali. Nonostante tutti gli sforzi per creare uno stato che ascolti i cittadini, non ci sono piattaforme efficaci per raccogliere i feedback dalla popolazione del Paese”.
Presidente del Kazakistan Kassim Tokayev - Sputnik Italia, 1920, 05.01.2022
Kazakistan, il presidente Tokayev scioglie il governo in seguito alle proteste per il caro gas
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