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Salvini pronto a trattare sullo schema del Pd per il doppio accordo Quirinale-Governo

Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 06.01.2022
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Adesso resta lo scoglio Berlusconi. Aperti tre tavoli per decidere del futuro inquilino del Colle dopo Mattarella: quello del centrodestra, quello di Pd-M5S-Leu e il nuovo fronte Italia Viva-Coraggio Italia.
Mario Draghi al Quirinale e un governo fotocopia con un nuovo premier. È questo l’obiettivo delle ultime ore di trattative tra il Pd e la Lega, dopo che Matteo Salvini sembra aver accettato lo schema di lavoro di Enrico Letta per un accordo su due fronti: Quirinale e governo.
Adesso resta da superare l’autocandidatura, ma ufficialmente lanciata ma molto reale, di Silvio Berlusconi.
Salvini, secondo le indiscrezioni di stampa, si starebbe convincendo della necessità di un patto sul Colle e sul governo, con la speranza di far salire al ruolo di premier Giancarlo Giorgetti.

Tre tavoli di “gioco”

Per l’elezione del presidente della Repubblica sono aperti tre tavoli di discussione, che prima o poi dovranno unirsi se l’obiettivo resta quello di eleggere una figura istituzionale e che unisca il Paese.
Il primo è stato aperto da Enrico Letta con Roberto Speranza, Leu, e Giuseppe Conte, presidente del M5S.
Il secondo tavolo è quello organizzato da Berlusconi prima di Natale a Villa Grande con Salvini e Gorgia Meloni, allargato anche a Toti, Lupi e Cesa.
Il terzo tavolo verrà allestito la prossima settimana da Matteo Renzi e Giovanni Toti, per la creazione del cosiddetto Grande Centro, tra Italia Viva e Coraggio Italia.
Un patto che deve ancora sugellarsi ma che in funzione Quirinale tra Camera e Senato raccoglie un’ottantina di eletti. E il voto sul Colle sarà il “primo banco di prova”. Questo fronte intende chiedere con la forza dei numeri la prosecuzione del governo d’unità nazionale fino al 2023 e la modifica del Rosatellum in senso proporzionale.

Il governo fotocopia

Per il fronte che spinge Draghi verso il Quirinale il prossimo obiettivo è creare un patto tra le attuali forze di governo per un cambio di governo, ma soltanto al suo vertice.
La squadra dei ministri resterebbe invariata, mentre a cambiare sarebbe soltanto il presidente del Consiglio. Da più parti si fa il nome di Marta Cartabia.
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