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Obbligo vaccinale agli over 50, Coldiretti non ci sta: "rischia di compromettere i raccolti"

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Lavoro nei campi - Sputnik Italia, 1920, 06.01.2022
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A complicare la situazione è la presenza di un gran numero di lavoratori stranieri vaccinati con sieri ancora non riconosciuti in Italia e nell'Unione europea.
L'introduzione dell'obbligo vaccinale per chi ha più di 50 anni rischia di compromettere seriamente i raccolti, dal momento che nel settore agricolo oltre un lavoratore su tre è rappresentante di questa fascia di età.
Ad affermarlo è Coldiretti, che in una nota mette in guardia circa il gran numero di lavoratori stranieri regolarmente impiegati in Italia, molti dei quali sono stati inoculati con vaccini non riconosciuti in Italia:
"L'obbligo vaccinale per gli over 50 interessa più di un lavoratore su tre, il 34% in agricoltura dove molto forte è la presenza di stranieri provenienti da Paesi dove vengono utilizzati sieri non riconosciuti in Italia con il rischio concreto della perdita dei raccolti", scrive Coldiretti.
In particolare, sono oltre 350.000 i lavoratori agricoli con oltre 50 anni, su un totale di 1,046 milioni, rendendo così questa fascia d'età la più numerosa, e molti di loro vengono da Paesi in cui è stata concessa l'autorizzazione al vaccino Sputnik-V, o il cinese Sinovac, non ancora riconosciuti in Italia e in Europa.
"Con la piena ripresa delle attività agricole è facile dunque prevedere l'accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne per garantire l'approvvigionamento alimentare della popolazione in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l'energia e il cibo", ha spiegato Coldiretti.
Secondo il numero uno dell'associazione Ettore Prandini al fine di "garantire l'adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti è urgente adottare strumenti concordati con i sindacati, che consentano anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi".
In questo senso, Prandini ha auspicato la creazione di "un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all'andamento climatico sempre più bizzarro".
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